Recensione: La spada e il grifone, di Alessandro Spalletta

Titolo
: La spada e il grifone
Autore: Alessandro Spalletta
Editore: Piemme
Pagine: 402
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 18,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Se Il Cavaliere del Grifone raccontava la nascita di un eroe, La spada e il grifone ne esplora le conseguenze. Secondo capitolo della saga di Alessandro Spalletta, il romanzo non si limita a proseguire la storia, ma la complica, la approfondisce e la rende più adulta, spostando il baricentro dalla formazione del protagonista alla difficile gestione del potere, delle alleanze e delle ferite lasciate dal passato. Sono passati alcuni anni dagli eventi del primo volume. Bino degli Abati del Malia non è più il giovane cavaliere impulsivo che cercava gloria nei tornei senesi: è un uomo segnato dalle perdite, un comandante rispettato, un marito e un padre. Grosseto, liberata dal dominio di Siena, vive una fragile stagione di equilibrio, ma la pace è solo apparente. L’arrivo in Italia dell’imperatore Arrigo VII, deciso a piegare la Toscana e a ridisegnare gli assetti politici della penisola, riaccende antiche rivalità e mette le città guelfe di fronte a una scelta inevitabile: continuare a combattersi o unirsi per sopravvivere. È qui che la trama si fa più densa e ambigua. Siena e Grosseto, nemiche storiche, sono costrette a sedersi allo stesso tavolo. Bino si trova così a collaborare con Filippo Bonsignori, l’uomo che nel primo romanzo aveva incarnato il volto più oscuro del potere senese. Il loro rapporto, carico di diffidenza e rancori mai sopiti, diventa uno degli assi portanti del libro: un’alleanza necessaria, ma mai davvero sincera, in cui ogni gesto può essere interpretato come strategia o tradimento. Parallelamente, il romanzo approfondisce le tensioni personali che il primo volume aveva solo iniziato a delineare. Il ritorno di Elena Bonsignori, figura ambigua e magnetica, riapre ferite emotive che Bino credeva di aver superato; il legame con Agnese, moglie e compagna di vita, si arricchisce di nuove sfumature, mostrando il lato più intimo e vulnerabile del protagonista. Intorno a loro si muove una galleria di personaggi — amici, condottieri, nobili, traditori — che contribuiscono a rendere il racconto un affresco corale, in cui ogni scelta individuale ha conseguenze collettive.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Balduineum_Wahl_Heinrich_VII.jpg/1280px-Balduineum_Wahl_Heinrich_VII.jpg

Sul piano storico, La spada e il grifone amplia lo sguardo rispetto al primo libro. Se nel romanzo d’esordio il conflitto era soprattutto locale, qui la scena si allarga alla politica europea e alle grandi manovre imperiali. Battaglie, assedi e strategie militari si intrecciano con diplomazia, intrighi e giochi di potere, creando una narrazione più complessa e stratificata. Spalletta dimostra una crescente sicurezza nel gestire la materia storica, alternando con equilibrio l’epica delle armi alla dimensione psicologica dei personaggi. Il cuore del romanzo resta però la trasformazione di Bino. Se nel primo volume assistevamo alla sua caduta e alla sua rinascita, nel secondo lo vediamo confrontarsi con una verità più difficile: non sempre il coraggio basta, e non sempre il nemico è riconoscibile. La vera battaglia non è soltanto contro l’Impero, ma contro il sospetto, il compromesso e la necessità di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è necessario. In questo senso, La spada e il grifone è un seguito coerente e più maturo, che dialoga costantemente con il primo volume senza limitarsi a ripeterne le dinamiche. È un romanzo che arricchisce la saga, ne approfondisce i temi — potere, lealtà, identità, amore e tradimento — e prepara il terreno a sviluppi ancora più drammatici. Se Il Cavaliere del Grifone era la storia di un destino che nasce, La spada e il grifone è il racconto di un destino che si mette alla prova.

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Alessandro Spalletta è nato a Grosseto nel 1988. Cresciuto nella Maremma toscana, ha vissuto per cinque anni a Viterbo, dove si è laureato in Letteratura inglese presso l'Università degli Studi della Tuscia nel 2013. Dal 2018 al 2022 ha autopubblicato quattro romanzi storici medievali, ottenendo un grandissimo successo di pubblico.

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