5 gennaio 2014

Recensione: AUGUSTIN IL NAZISTA di Giancarlo Cofelice

Titolo: Augustin il nazista
Autore: Giancarlo Cofelice
Editore: Ciesse
Pagine: 197
Anno di pubblicazione: 2013 
Prezzo copertina: 16,00 €


Andrea, studente universitario a Pisa, vive con la nonna di origine ebrea, Abigail, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz e dedita allo spiritismo. Una tragedia che la donna non ha mai dimenticato, coinvolgendo anche il nipote nei suoi tormenti. Andrea intanto è fidanzato con Eléonore, brillante studentessa di origini francesi, che per Natale decide di farsi accompagnare a Parigi per presentargli la sua famiglia. Tra di essi c'è il vecchio nonno Augustin, la figura a cui Eléonore tiene di più.


Drancy
Ma quando Andrea, per caso, scopre a casa dell'uomo dei documenti compromettenti sul suo passato, decide di indagare insieme all'amico Roberto, giunto a Parigi per aiutarlo. Quello che scoprirà finirà per cambiare per sempre la sua vita....

Scrivere una storia sul'Olocausto non è mai facile, ancora di più se si tratta di un'opera prima. Giancarlo Cofelice, dunque, si cimenta con un argomento delicato e lo fa attraverso una storia ben congeniata che, tuttavia, appare decisamente inverosimile, per quanto la vita possa risultare imprevedibile. 

La scrittura è semplice, a tratti scolastica, ma il problema principale del romanzo è l'assenza di ritmo. Cofelice infatti, probabilmente per "allungare il brodo", si sofferma a descrivere situazioni ed eventi che appaiono del tutto superflui rispetto alla storia principale, come le varie visite turistiche in giro per Parigi (con annesse informazioni da guida), determinando in questo modo un calo di ritmo e interesse da parte del lettore. Mentre riserva poco spazio alla caratterizzazione di alcuni personaggi, come lo stesso Augustin. Inoltre i dialoghi appaiono poco incisivi e vano risulta il tentativo di suscitare emozioni nel lettore semplicemente ricorrendo ai tormenti del giovane protagonista o alle visioni di nonna Abigail. E anche l'epilogo, per quanto inaspettato, poteva essere gestito meglio, cercando maggiore "autenticità" nei personaggi, piuttosto che un compendio di storia contemporanea.

Un vero peccato perchè, come detto, lo spunto era interessante e alcuni risvolti del tutto imprevedibili (soprattutto nella parte finale). Tuttavia l'assenza di tutto il resto mi impedisce di segnalare il romanzo tra quelli "consigliati". Invece se volete leggere un libro indimenticabile sull'argomento, tra l'altro opera prima, correte ad acquistare Volevo solo averti accanto di Ronald H. Balson e non ve ne pentirete!

L'AUTORE
Giancarlo Cofelice nasce a Campobasso nel febbraio del 1970. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, si inserisce come Collaboratore in uno studio legale specializzato in diritto del lavoro, dove rimane per un breve periodo. In seguito collabora con vari enti pubblici prima di ottenere un primo significativo incarico presso la Provincia di Campobasso, settore politiche del lavoro, dove si occupa per vari anni di preselezione del personale. Attualmente è impegnato come Collaboratore presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Molise. 

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