8 ottobre 2014

Recensione: IL PALAZZO D'INVERNO di Eva Stachniak

Titolo: Il palazzo d'inverno
Autore: Eva Stachniak
Editore: Beat
Pagine: 416
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,90 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi


Il palazzo d’inverno è un romanzo storico che racconta i primi anni dell’ascesa al potere di una delle donne più ardite della storia: l’imperatrice Caterina la Grande. Il libro è narrato da Varvara Nikolaevna, ragazza orfana dotata di grande intelligenza e perspicacia, che lavorò al servizio dell’imperatrice Elisabetta Petrovna, figlia minore dello zar Pietro il Grande. Grazie alla sua sagacia, viene notata dal cancelliere Bestuzev, uomo influente e conte di Russia, che fa di lei una spia pronta a origliare dietro le porte.

Varvara Nikolaevna
Il compito principale che le affida è quello di osservare la principessa Sofia Federica Augusta Anhalt- Zerbst, la quindicenne tedesca scelta da Elisabetta come moglie dell’orfano di sua sorella, Karl Peter Ulrich duca di Holstein, nominato principe ereditario e ribattezzato col nome di Pietro Fëdorovič. La giovane principessa suscita in Varvara sentimenti positivi; nonostante il suo aspetto aggraziato e sottile, accompagnato da occhi azzurri e capelli neri come corvi, suscita nella sua spia un’istintiva simpatia, altrettanto ricambiata. Così Sofia, la futura imperatrice Caterina la Grande, apprenderà grazie a Nikolaevna le regole per sopravvivere all’interno della corte russa.

Elisabetta Petrovna

I personaggi sono ben descritti e ben caratterizzati, tanto nella sfera pubblica quanto in quella privata. Protagoniste indiscusse sono le donne e la loro forza interiore. Nikolaevna, Elisabetta Petrovna e la futura imperatrice Caterina sono protagoniste di una storia che non mira soltanto a narrare le vicende politiche, ma soprattutto i retroscena della loro vita privata. Varvara che da semplice orfana e guardarobiera imperiale si trasforma in una spia di talento; Elisabetta da abile stratega si assicura un ruolo rilevante nella politica estera, attraverso combinazioni matrimoniali; Sofia (l'imperatrice Caterina), a dispetto del suo aspetto fragile e quasi etereo, si rivela pronta a combattere per il potere e a divenire una delle imperatrici più importanti che avrebbero poi reso ricca e potente la Russia.

Caterina la Grande
A mio avviso, la scrittrice ha voluto dimostrare, attraverso figure storiche di rilievo, l’importanza dell’intelletto femminile, sottovalutato sia all’epoca, sia oggi nei paesi orientali. Lo stile è fluido e accattivante, e l’autrice riesce a descrivere attraverso le parole non solo le vicende di corte, ma anche gli usi e i costumi di una Russia settecentesca. Consigliato agli amanti del genere storico, in particolar modo a chi ha voglia di leggere un punto di vista tutto femminile.

L'AUTRICE
Eva Stachniak è nata in Polonia. Laureata in Letteratura inglese alla McGill University di Montréal, ha insegnato inglese presso l'università di Breslavia, in Polonia, e allo Sheridan College di Toronto, Canada. Ha esordito nel 2000 con il romanzo, Necessary Lies, premiato come miglior opera prima dell'anno.

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