19 giugno 2020

Recensione: Hai la mia parola, di Patrizia Rinaldi

Titolo: Hai la mia parola
Autore: Patrizia Rinaldi
Editore: Sinnos

Pagine: 217
Anno di pubblicazione: 2020

Prezzo copertina: 14,00 €


Recensione a cura di Luigi Pizzi

Nera e Mariagabriela sono due sorelle che trascorrono tutto il tempo insieme; Nera, per tutti "la zoppa", è una ragazzina ribelle che ha imparato a leggere e scrivere grazie ad una monaca e sa usare bene le parole; Mariagabriela invece è bellissima, docile e ubbidiente, e sogna il grande amore. Orfane di madre, le due ragazze vivono in povertà nelle casa paterna insieme all'odiosa matrigna, Imma Grossa. Tutto questo fino a quando il crudele Visconte della Casata dei Cardi, dopo la morte dell'ennesima giovane moglie mette gli occhi su Mariagabriela, chiamata a lavorare a corte come serva di casa. In realtà, il Visconte vuole ben altro da lei e Mariagabriela non sembra intenzionata ad accettare questi soprusi. Così dopo essersi ribellata alla volontà del potente uomo, la ragazzina viene arrestata ed esposta alla gogna nella piazza d'armi del castello. Dopo diversi giorni di tortura però, Mariagabriela scompare nel nulla e alcuni sostengono sia riuscita a fuggire. Nera, che ha promesso alla sorella di non abbandonarla, decide di lasciare tutto per andare a cercarla. Insieme a lei il giovane Michelino, l'unico ragazzo che l'ha sempre trattata con rispetto, un gatto selvatico e Cicatrice, un capretto. La strana comitiva inizia così un viaggio avventuroso destinato a cambiare il corso degli eventi...


Hai la mia parola è un bel romanzo di formazione della scrittrice Patrizia Rinaldi, già Premio Andersen. A metà strada tra fiaba e narrativa storica, il libro riprende alcune figure e tematiche note della tradizione fiabesca: fame, orfanezza, genitori crudeli, soprusi dei potenti e l'immancabile viaggio di formazione che permette al pollicino di turno, in questo caso la ribelle Nera, di trasformarsi da zoppa schernita da tutti in Riccia capace di ammaliare gli uditori con la grazia dell'eloquio e la forza delle storie. Il tema centrale del romanzo infatti è proprio il potere della narrazione che insieme all'importanza dell'alfabetismo trasformano una semplice fiaba in Storia; l'autrice offre uno spaccato credibile di un tempo passato in cui l'infanzia era negata e con essa anche il diritto di imparare a leggere e scrivere. Ambientato in Sardegna, il libro fa rivivere al lettore la difficile situazione socio-economica di quella realtà agro-pastorale sottoposta a umiliazioni e soprusi proprio perché costretta all'analfabetismo. Già detto dell'eroina, indomita e resiliènte a dispetto della menomazione, nel romanzo spiccano altre due figure di aiutanti: Michelino, ragazzino coraggioso che sa amare con il cuore a dispetto delle apparenze, e la monaca Ganar Asuncion de Mendoza y Manrique de Luna, simbolo di saggezza e redenzione del mondo adulto. Consigliato.

L'AUTRICE
Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. È laureata in Filosofia e specializzata in scrittura teatrale. Ha partecipato per diversi anni a progetti letterari presso l’Istituto penale minorile di Nisida. Nel 2016 ha vinto il Premio Andersen come Miglior Scrittore. Pubblica per adulti con le Edizioni E/O. Tra le sue pubblicazioni per ragazzi: La compagnia dei soli, illustrato da Marco Paci (Sinnos 2017), vincitore del Premio Andersen Miglior Fumetto 2017, Il giardino di Lontan Town (Lapis 2015, premio Laura Orvieto edizione 2015-2017), Federico il pazzo, vincitore del premio Leggimi Forte 2015 e finalista al premio Andersen 2015 (Sinnos 2014), Mare giallo (Sinnos 2012), Rock sentimentale (El 2011), Piano Forte (Sinnos 2009).