18 febbraio 2021

Recensione: Il canto di Calliope, di Natalie Haynes

Titolo:
Il canto di Calliope
Autore: Natalie Haynes
Editore: Sonzogno
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2021
Prezzo copertina: 18,00 €

Recensione a cura di Eleonora Cocola

“Cantami o Musa” invoca il poeta; e se la Musa, Calliope, invece che “del Pelide Achille l’ira funesta” gli cantasse della disperazione piena di dignità di Ecabe regina di Troia, e delle donne troiane fatte prigioniere dai greci – vedove, orfane, o peggio, intente a seppellire un figlio? Della logorante attesa di Penelope sola a Itaca, o del desiderio di vendetta che brucia l’anima di Clitennestra?  Natalie Haynes racconta il classico dei classici ribaltando la prospettiva: perché se è vero che gli uomini in guerra perdono la vita, è vero anche che le donne perdono tutto il resto. Perdono padri, mariti e figli, perdono la libertà, la patria e la dignità. E se gli uomini devono trovare il coraggio di andare a morire, le donne devono trovare il coraggio di continuare a vivere. Tutti i paradigmi dell’Iliade sono messi in discussione, con intelligenza e talvolta con un’ironia sottile e tagliente. Ad esempio, perché la colpa della guerra deve ricadere su Elena? Perché nessuno si ricorda che anche Paride era sposato, e ha piantato in asso la moglie Enone preferendo la sposa di un altro?

Attraverso le indimenticabili voci delle donne troiane, delle dee e delle ninfe, ripercorriamo gli episodi e i personaggi più celebri dell’Iliade e dell’Odissea; ma le pagine di questo bellissimo libro portano alla luce anche fatti e personaggi minori: la morte di Creusa, moglie di Enea, tra le fiamme, le vicende di Criseide e Briseide, la struggente storia di Laodamia che volle morire per raggiungere l’amato marito Protesilao nell’Ade, il sacrificio di Polissena e quello di Ifigenia, la morte dell’amazzone Pentesilea, la sofferenza di Enone, abbandonata da Paride. E così via, ripercorrendo le molte forme che la sofferenza delle donne può assumere durante una guerra epocale. Tutte le figure femminili che si alternano nella narrazione sono personaggi a tutto tondo, interessanti – straordinario, ad esempio, il ritratto di Eris dea della discordia, emozionanti e talvolta struggenti – come Laodamia; tra le tante, spiccano la rabbia mai sopita Clitennestra, la straordinaria forza d’animo di Andromaca, la voce ironica e arguta di Penelope che ripercorre alcuni episodi dell’Odissea in una serie di lettere al marito.


Interessante anche la chiave di lettura data alle cause della guerra: che ruolo ha l’uomo nel dispiegarsi degli eventi che cambiano le sorti dell’intero pianeta? Ha davvero senso cercare un capro espiatorio, oppure l’umanità è solo vittima di un disegno superiore? Il capitolo su Gea spinge, a tal proposito, a una riflessione di grande attualità. La prosa elegante, fluida e mai noiosa o banale rende la lettura un vero piacere, immerge il lettore nell’affascinante mondo della mitologia greca facendone riscoprire l’antica bellezza, ma anche la grande attualità.


L'AUTRICE
Natalie Haynes è scrittrice e giornalista. Classicista di formazione, ha pubblicato romanzi tra cui The Amber Fury e The Children of Jocasta, oltre al saggio The Ancient Guide To Modern Life. È autrice e conduttrice della trasmissione Natalie Haynes Stands Up for the Classics per Bbc Radio 4. Nel 2015 ha ottenuto il Classical Association Prize come riconoscimento per il suo lavoro di divulgazione dei classici. Il canto di Calliope (A Thousand Ships) è stato finalista al prestigioso Women’s Prize for Fiction 2020 ed è stato segnalato tra i migliori libri del 2019 da The Times e The Guardian.