Recensione: La spia di Hitler, di Mandy Robotham

Titolo:
La spia di Hitler
Autore: Mandy Robotham
Editore: Newton Compton
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 9,90 €

Recensione a cura di Daniela

La spia di Hitler è una storia di coraggio, amore e lealtà, ambientata a Venezia durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, quando i fascisti cooperavano assiduamente con i nazisti per mantenere vivo lo stato di terrore tra la popolazione e stanare i membri del Partito d'Azione antifascista al fine di vendicarne le azioni di sabotaggio ai danni del regime tedesco. Stella Jilani era una giovane giornalista, prima dell'avvento del fascismo lavorava per Il Gazzettino e successivamente trovò lavoro come dattilografa per il Dipartimento dei lavori, fino al momento in cui venne scelta per lavorare come dattilografa e traduttrice per il Reich, sotto il comando dell'irascibile generale Breugal e il freddo e cinico capitano Klaus, controllata a vista da un enigmatico fascista italiano di nome Christian De Luca. 


Stella, seppur controvoglia, accettò il nuovo incarico, in cambio di preziosissime informazioni da poter consegnare alla Brigata della Resistenza di Venezia, con cui collaborava segretamente per sostenere la causa comune, che vedeva coinvolti anche il fratello minore Vito e la sua più cara amica Mimi. Di giorno giovane lavoratrice italiana devota al fascismo, di notte parte attiva della Resistenza, in qualità di informatrice; staffetta e scrittrice di un giornale clandestino, chiamato "Venezia Liberare", nonché autrice di un inserto del giornale che parlava di una storia d'amore proibita, nata sotto il regime nazifascista che fu in grado di risollevare e fomentare la speranza negli animi dei veneziani, ma allo stesso tempo, infiammare di rabbia le più alte cariche tedesche che, all'apice dell'indignazione, offrirono un'ottima ricompensa e la salvezza dei prigionieri di guerra, a chiunque forniva informazioni sull'identità dello sconosciuto autore.

Nel 2017, Luisa è ancora molto scossa per la recente scomparsa della madre, quando sgombrando la soffitta della casa di famiglia a Londra, si imbatte in un'antica macchina da scrivere che contiene alcuni documenti scritti a macchina in italiano e delle foto in bianco e nero che ritraggono la nonna, Stella Hawthorn, nel 1950 a Venezia a Campo Santo Stefano, in compagnia di un giovane a lei sconosciuto. Quasi immediatamente è attratta da entrambi, con un desiderio prepotente di scoprire la storia che ruota intorno alla foto e alla misteriosa macchina da scrivere, probabilmente appartenuta a nonna Stella, per ricostruire il suo passato e quello della stessa nonna, di cui, si rende conto, conosce ben poco. Le sue ricerche spasmodiche la conducono fino a Venezia dove ripercorre i campi e le calli che, in tempo di guerra, sono stati i silenziosi testimoni di una doppia vita, caratterizzata da passi svelti, incontri clandestini, legami e amori della giovane nonna, di cui ha solo un ricordo sfocato, fatto di caldi abbracci e tenerezza.


Mandy Robotham desidera esporre ai lettori la realtà che si respirava tra gli splendori storici della città di Venezia, dove la guerra, se pur la risparmia dai bombardamenti, porta pericoli imprevisti e drammi quotidiani vissuti dalle famiglie veneziane che tentano segretamente di soggiogare il regime nazista.
Segreti ben custoditi, azioni eroiche e sentimenti profondi che vengono messi in discussione, insieme alla lealtà e alla fiducia, a causa delle scorte di cibo sempre più limitate e la promessa di libertà per i prigionieri caduti nelle mani delle spietate armate tedesche. Una narrazione affascinante quella che si consuma tra le pagine di un libro che racconta, in maniera alternata, una duplice storia. Un intreccio che appassiona, circondato da cittadini veneziani di indole temeraria che, pagina dopo pagina, si ha modo di conoscere ed amare, immedesimandosi nella lettura a tal punto da anticipare, talvolta, il modo in cui il racconto si evolve.

L'AUTRICE
Mandy Robotham ha coltivato le sue due passioni, la scrittura e i bambini, diventando ostetrica e completando un master in scrittura creativa alla Oxford Brookes University. La Newton Compton ha pubblicato il suo romanzo L’infermiera di Hitler, grande successo di pubblico e critica, e La spia di Hitler.

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