Recensione: Il leggendario tesoro di Hell Gate, di Davide Morosinotto

Titolo:
Il leggendario tesoro di Hell Gate
Autore: Davide Morosinotto
Editore: Mondadori
Pagine: 496
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 17,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Il leggendario tesoro di Hell Gate è un romanzo travolgente, scritto con l’inconfondibile brillantezza narrativa di Davide Morosinotto, autore che sa intrecciare con maestria azione, sentimento e storia. Ambientato nella New York dei ruggenti anni Venti, nel cuore del proibizionismo, il libro mescola sapientemente i toni del romanzo d’avventura classico, la profondità del romanzo di formazione e la precisione evocativa della narrativa storica.

Al centro della storia troviamo un gruppo di ragazzini, outsider tra gli outsider, soprannominati la gang degli Scarafaggi della 110a strada: figli di nessuno, ragazzi ai margini, ma uniti da una forza comune: il bisogno di contare qualcosa, di trovare un senso, un posto, una possibilità. Rico, il protagonista fantastma, è un ragazzo senza casa né famiglia, segnato dalla perdita dei genitori prima e del tutore poi. Vive ai margini, in rifugi improvvisati, nascosto al sistema, temendo l’orfanotrofio più di ogni altra cosa. È attento, acuto, pronto ad agire anche quando la paura lo paralizza. In lui convivono lucidità e dolore. Lucy Chapman è una giovane afroamericana dal carattere forte e deciso, che vive in una casa tutta al femminile, con la "donnanza". Lo zio, il dottor Fisher, è un medico e figura rilevante nella vicenda. Lucy è un personaggio di grande determinazione e coraggio, pronta a lottare per i suoi amici e per la verità. Mario, italiano del nord, è il cervello numerico del gruppo. Geniale con i calcoli e pieno di idee bizzarre, è un bambino costretto a crescere in fretta. La madre, ex professoressa considerata da tutti una pazza, è depressa e spesso incapace di badare a lui, quindi Mario, oltre a frequentare l'ultimo anno della elementary school, lavora raccogliendo scommesse illegali per conto della Mano Nera.  Amy, ragazzina coreana timida ma intelligentissima, è l’occhio acuto del gruppo, capace di cogliere ciò che gli altri trascurano. Nasconde un tenero sentimento per Tommy, ma non ha mai trovato il coraggio di confessarlo. E infine Tommy, italiano del sud, alto e massiccio ma dal cuore d’oro, è il “gigante buono” della storia. Lasciata la scuola per aiutare la famiglia vendendo ghiaccio, mostra una forza emotiva rara e un amore silenzioso per Amy. Completano la galleria: Toni Taglio, il bullo della 107a strada, incarnazione della sopraffazione; il detective Taylor, personaggio ambiguo e sfuggente; la signorina Moore, bibliotecaria complice e alleata preziosa; Simon Lake, celebre ingegnere e cacciatore di tesori d’altri tempi; Jim Cana, spietato membro della Mano Nera, pronto a tutto pur di mettere le mani sul tesoro; la gentile professoressa Cooper, pronta ad aiutare Lucy nel momento del bisogno.

La trama prende il via quando i giovani protagonisti trovano un cadavere sotto un ponte dell’East River, con una scatola di fiammiferi, una chiave e la scritta “Hussar S.”. È l’inizio di una caccia al tesoro sullo sfondo della leggenda della fregata HMS Hussar, affondata nel 1780 con un carico d’oro. L’autore intesse due storie parallele: quella della gang di ragazzi — pieni di ingegno, coraggio e fiato, ma anche di fragilità — e quella storica di Bill Swan, ex schiavo arruolato dagli inglesi come pilota perché conosceva correnti e scogli, pronto a sacrificarsi per salvare un amico in pericolo tra i bagliori della Guerra d’Indipendenza. Tra inseguimenti, diari segreti, fughe, intrighi, bullismo e minacce della Mano Nera, i ragazzi non inseguono solo oro: cercano un sogno, un riscatto, un futuro che sembri possibile.

Lo stile di Morosinotto è uno dei suoi grandi punti di forza: brillante, scorrevole, appassionante, ricco di dialoghi vividi e scene d’azione incalzanti. Scrive con energia cinematografica, ma senza mai rinunciare alla cura per l’introspezione. Sa dare profondità anche ai personaggi secondari, rendendoli memorabili con poche pennellate. La narrazione è ricca di tensione ma anche di momenti di malinconia, di umanità. La sua prosa non si limita a raccontare una storia: offre uno sguardo complesso e stratificato sulla società dell’epoca, facendo riflettere — senza mai risultare didascalico — su quanto quegli stessi nodi siano ancora vivi oggi. Il romanzo, come detto all'inizio, riesce a fondere tre anime letterarie: il romanzo di formazione, con ragazzi che affrontano i limiti del proprio mondo e scoprono chi sono; l’avventura classica, con tutti gli ingredienti del genere: mappe, misteri, inseguimenti, enigmi, pericoli, tesori; il romanzo storico, con un’accurata ricostruzione della Guerra d’Indipendenza e del volto della New York negli anni ’20, tra proibizionismo, emigrazione italiana, movimenti malavitosi e sogno americano. Il leggendario tesoro di Hell Gate quindi, è un romanzo che non ha età. È un’opera densa, che sa emozionare e coinvolgere, capace di far vibrare le corde del cuore e della mente. È una corsa contro il tempo, ma anche una lezione di dignità. Una dichiarazione d’amore per l’amicizia, la storia, e la possibilità — anche minima — di cambiare il proprio destino. Un libro da leggere tutto d’un fiato.

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Autore tradotto in 25 lingue, Davide Morosinotto ha vinto il Super Premio Andersen nel 2017 con Il Rinomato Catalogo Walker&Dawn (Mondadori) e lo Strega Ragazze e Ragazzi 2021 con La Più Grande (Rizzoli), titolo con cui è entrato nella IBBY Honour List 2021. Per Mondadori ha pubblicato anche La sfolgorante luce di due stelle rosse, Il fiore perduto dello sciamano di K. e L'ultimo cacciatore, finalista al premio Andersen 2022. Molti sono i suoi riconoscimenti internazionali: finalista al prestigioso Deutscher Jugendliteraturpreis e vincitore del Penzberger Urmel in Germania, ha vinto anche il Prix des Bouquineurs en Seine e il Grand Prix des Lecteurs du Journal de Mickey in Francia, il Vlag en Wimpel e lo Zilveren Griffel in Olanda, il KJV nelle Fiandre, il premio Protagonista Jove in Catalogna ed è stato nominato alla Carnegie Medal 2022 nel Regno Unito. La ladra del vento fa parte della "Saga dei Da Mar", insieme a Il figlio del mare.

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