Recensione: La casa dei salici, di Juana Cortés Amunarriz

Titolo:
La casa dei salici
Autore: Juana Cortés Amunarriz 
Editore: Nord
Pagine: 384
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 20,00 €

Acquista su Amazon: https://amzn.to/4y9F8Lb

Recensione a cura di Luigi Pizzi

2 settembre 1943. A Fuenterrabía, piccolo paese dei Paesi Baschi affacciato sul confine con la Francia, Miren Mendiola cerca di tenere insieme ciò che la guerra e il franchismo non sono ancora riusciti a distruggere. Da quando ha perso il marito e il fratello, il ristorante di famiglia e la casa dei salici sono diventati il rifugio in cui proteggere la madre Apolonia, le figlie Arancha e Carmen e la cognata Luisa, sopravvissuta alle carceri del regime. Ma dietro quell'apparente normalità si cela un segreto che potrebbe costare loro la vita: nella soffitta è nascosto un pilota inglese, uno dei tanti uomini che la Rete Comète cerca di accompagnare oltre il confine, lontano dai nazisti. Quando si diffonde la notizia dell'imminente visita di Francisco Franco a Fuenterrabía, i controlli si intensificano e ogni via di fuga sembra chiudersi. Come se non bastasse, tra gli uomini incaricati di organizzare la visita compare Manuel Montes, il fantasma più doloroso del passato di Miren, l'uomo che incarna tutto ciò da cui ha cercato di mettere in salvo la propria famiglia. Inizia così una settimana in cui ogni scelta può significare la libertà o la morte.


Con La casa dei salici, Juana Cortés Amunarriz firma un romanzo storico di grande intensità emotiva, capace di raccontare la guerra da una prospettiva diversa, quella di chi combatte senza uniforme e senza armi. Non ci sono grandi battaglie né strategie militari, ma cucine trasformate in rifugi clandestini, soffitte che custodiscono vite umane, donne costrette a fare della paura una compagna quotidiana e del coraggio una necessità. Il cuore del romanzo è la famiglia Mendiola. Miren è una protagonista straordinariamente credibile: forte senza essere invincibile, determinata ma profondamente segnata dalle ferite del passato. Attorno a lei si muove un universo femminile costruito con rara sensibilità. Luisa, sopravvissuta alle torture del carcere franchista, rappresenta la ribellione che non si lascia spezzare; Arancha è una ragazza costretta a diventare adulta troppo presto, mentre Carmen osserva il mondo con lo stupore dell'infanzia, popolandolo di ricordi, assenze e presenze invisibili che conferiscono alla narrazione una delicata vena poetica. Apolonia, infine, è la memoria della famiglia, la custode della casa dei salici, luogo fisico ma anche simbolico, che custodisce segreti destinati a sopravvivere ai decenni. È proprio la casa a diventare uno dei personaggi più affascinanti del romanzo. Non è soltanto un'abitazione, ma uno spazio della memoria, un rifugio fragile dove convivono speranza e paura, vita e morte. Tra quelle mura si intrecciano i destini delle protagoniste, si conservano verità indicibili e si compiono piccoli gesti di eroismo destinati a rimanere invisibili alla Storia. Il titolo italiano coglie perfettamente questa dimensione: la casa dei salici è il luogo in cui il passato continua a respirare e dal quale, molti anni dopo, emergeranno domande rimaste senza risposta. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la ricostruzione storica. Juana Cortés Amunarriz ambienta la vicenda in un momento particolarmente delicato: mentre la Seconda guerra mondiale volge lentamente a favore degli Alleati, la Spagna franchista rimane sospesa in un ambiguo equilibrio politico. Attraverso la vicenda del pilota inglese nascosto dalla famiglia Mendiola, l'autrice porta alla luce il prezioso lavoro della Rete Comète, l'organizzazione clandestina che permise a centinaia di aviatori alleati abbattuti nei cieli d'Europa di attraversare i Pirenei e raggiungere la salvezza. Un episodio poco conosciuto della storia europea che qui viene raccontato con naturalezza, senza mai assumere un tono didascalico.


La narrazione si sviluppa nell'arco di pochi giorni, una scelta che conferisce al romanzo un ritmo sempre crescente. Ogni capitolo avvicina il lettore alla visita di Franco, trasformando il tempo in un autentico conto alla rovescia. A questa linea narrativa si intrecciano continui ritorni al passato che permettono di comprendere le ferite, le rinunce e i segreti delle protagoniste. È una struttura che funziona molto bene perché riesce a mantenere alta la tensione senza rinunciare all'approfondimento psicologico. Ma La casa dei salici non è soltanto un romanzo sulla guerra. È soprattutto una riflessione sul coraggio femminile. Le protagoniste non sono eroine idealizzate, bensì donne comuni che continuano a vivere mentre tutto intorno cerca di annientarle. Preparano da mangiare, crescono figli, lavorano, si prendono cura degli anziani e, nello stesso tempo, sfidano una dittatura mettendo a rischio la propria vita per salvare quella di uno sconosciuto. È proprio questa straordinaria normalità a renderle indimenticabili. L'autrice affronta anche temi ancora oggi profondamente attuali: la violenza del potere, il peso dei traumi, la trasmissione della memoria, la solidarietà tra donne e il difficile rapporto tra giustizia e vendetta. Lo fa con grande equilibrio, senza cedere alla retorica né alla facile commozione. Le emozioni nascono dai personaggi, dai loro silenzi, dalle scelte impossibili che sono chiamati a compiere. Dal punto di vista stilistico, Juana Cortés Amunarriz sceglie una scrittura limpida, elegante e coinvolgente. I capitoli brevi rendono la lettura estremamente scorrevole, mentre le descrizioni restituiscono con efficacia l'atmosfera dei Paesi Baschi: il mare, la nebbia, il confine, i vicoli di Fuenterrabía e quella costante sensazione di essere osservati che accompagna ogni pagina. La tensione cresce progressivamente fino a un finale intenso e carico di significato, in cui le vicende personali si fondono con la grande Storia. Più che un romanzo sulla guerra, La casa dei salici è un romanzo sulla memoria. Ci ricorda che la Storia non è fatta soltanto di generali, dittatori e battaglie, ma anche di donne rimaste nell'ombra, di famiglie che hanno rischiato tutto per salvare una vita e di case che hanno custodito segreti troppo dolorosi per essere raccontati. Juana Cortés Amunarriz restituisce voce a queste esistenze dimenticate con una narrazione intensa, delicata e profondamente umana. La casa dei salici è una lettura che emoziona, tiene con il fiato sospeso e invita a riflettere sul valore della libertà, della memoria e della resistenza silenziosa. Un romanzo storico capace di unire suspense, ricostruzione storica e profondità emotiva, ricordandoci che, anche nei periodi più oscuri, esistono persone disposte a rischiare tutto perché altri possano continuare a vivere.

Juana Cortés Amunarriz è laureata in Filosofia ed è autrice di racconti e storie per bambini e ragazzi che le sono valsi numerosi premi. La casa dei salici è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.

POST PIU' POPOLARI DELL'ULTIMO MESE

Recensione: L'IPOTESI DEL MALE di Donato Carrisi

Recensione: 5 minuti di... inglese!, di Chiara Colucci

Recensione: QUESTA SCUOLA NON E' UN ALBERGO di Pino Imperatore

Recensione: Scrive chi legge. Riflessioni, osservazioni, indicazioni, racconti di chi educa alla cultura del libro e promuove la lettura

Recensione: Fare teatro non significa fare la recita. Le valenze pedagogiche del teatro, di Helga Dentale

Il trailer di "Resident Evil", scritto e diretto da Zach Cregger con Austin Abrams, Zach Cherry, Kali Reis e Paul Walter Hauser. Dal 17 settembre al cinema

SHAKESPEARE ÆNIGMA di Stefano Reali all'Arena del Teatro Tor Bella Monaca - venerdì 24 luglio, ore 21

Recensione: Quel che resta del calcio. Miti e speranze dello sport più amato dagli italiani, di Lorenzo Casini

Recensione: Comprendere il testo scritto. Difficoltà e strategie di intervento, di Lucilla Musatti e Letizia Piredda

Recensione: Montgomery Bonbon. Mistero a Palazzo, di Alasdair Beckett-King con le illustrazioni di Claire Powell