6 dicembre 2011

Recensione: IL GRANDE NOTTURNO di Ian Delacroix

Titolo: Il Grande Notturno 
Autore: Ian Delacroix
Editore: Edizioni XII  
ISBN: 978-88-95733-33-3
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 14,50 €

TRAMA
La quiete caotica di Milano viene sconvolta dall'invasione di miriadi di topi: per risolvere il maligno problema interviene un personaggio inquietante, dotato di un carisma perverso e ammaliante, capace di un potere al di là di ogni immaginazione.
La sua vendetta porterà gli incubi umani a livelli insostenibili: egli verrà a mostrare quanto la paura possa farsi realtà e rendersi manifesta in luoghi a noi familiari, magari seduta accanto a noi su un vagone della metropolitana, o nascosta nella musica di una notte maledetta.
Dentro una storia che attraversa continenti e secoli, che trasforma l'eternità in un singulto d'amore, conosceremo un personaggio pericoloso e struggente, che calca le sue orme crepuscolari a perseguire un solo scopo, l'unico che gli permette di non soccombere alla Vita: nutrirsi di Bellezza.
Il Grande Notturno è già in mezzo a noi.

BOOKTRAILER


RECENSIONE
Il primo aspetto che colpisce del libro è la splendida immagine di copertina, misteriosa al punto giusto e  capace di catturare il lettore. A questo bisogna aggiungere una bella impaginazione che rende la lettura davvero piacevole. Dunque i primi complimenti vanno alla casa editrice.
Detto questo, il romanzo di Delacroix è un horror misterioso e originale, diviso praticamente in due parti.
Nella prima Milano, presentata come una città grigia e fredda, viene invasa da un numero spaventoso di topi. Inizia un vero e proprio incubo per gli abitanti, incapaci di trovare una soluzione efficace e costretti a difendersi dal loro attacco. Tutto questo fino all'arrivo di uno strano personaggio, un uomo inquitante dotato di un grande carisma, che si offre di risolvere il problema in cambio di dieci donne bellissime. Il sindaco, disperato, decide di accettare la proposta, pur sapendo di non poter mantenere il patto. Quando i topi spariscono e lo straniero viene a chiedere il proprio tributo, scoprirà di essere stato ingannato e andrà via promettendo vendetta.
Dieci anni dopo, in un giorno come tutti gli altri, dall'imbocco della metropolitana iniziano a uscire strani esseri deformi: zombie. E' l'inizio di una vera e propria caccia all'uomo e solo pochi riusciranno a salvarsi.
Tra questi Giordano, Pietro, Giulia, Elettra, Max, Valentino, Enrico, Corrado e Nicola che riescono a trovare la salvazze proprio nei locali della metropolitana. Una volta tornati in supericie lo scenario è apocalittico: ovunque brandelli di carne umana; persone ridotti a semplici scheletri.
Sarà la coraggiosa Elettra a proporre di tornare nel sottosuolo milanese per inseguire gli zombie.
Da qui ha inizio il viaggio claustrofobico del gruppo, nell'oscurità delle gallerie metropolitane, che gli condurrà a cospetto del Grande Notturno.
Nella seconda parte, invece, viene raccontata la storia nera del Grande Notturno; dalla trasformazione al peregrinare in giro per il mondo alla ricerca della "bellezza", suo unico nutrimento. Tra ombre, illusioni, creazioni, paura, si arriverà all'inquietante epilogo finale.
Il libro è scritto molto bene e si legge tutto d'un fiato. Il linguaggio è elegante e raffinato, e il testo ricco di citazioni letterarie (a dimostrazione della preparazione culturale di Delacroix).
Nella prima parte il lettore viene introddo in uno scenario apocalittico, molto potente e suggestivo, dove i personaggi, ben delineati dall'autore, devono lottare per la propria sopravvivenza con zombie e altre creature misteriose. Dal taglio molto cinematografico, sono evidenti i riferimenti ai film di Romero, questa prima parte riesce a stregare il lettore e creare grande suspance.
Nella seconda, invece, il ritmo cala notevolmente e, a tratti, la narrazione diventa anche noiosa. La storia del Grande Notturno viene presentata come una fiaba nera, originale ma troppo ripetitiva nella scanzione temporale degli eventi e con qualche nesso logico poco chiaro e credibile.
Per questo è evidente uno squilibrio tra la prima parte, carica di aspettative, e la seconda, originale ma poco avvincente. In tal senso, a mio avviso, sarebbe stato meglio approfondire di più il filone intrapreso all'inizio. Detto questo il romanzo è comunque scorrevole e si legge facilmente.
La figura del Grande Notturno, soprattutto nella prima parte, mi ha ricordato molto quella di Andre Linoge nel romanzo "La tempesta del secolo" di King. La storia, per molti aspetti, è simile: il Grande Notturno, come Linoge, chiede in cambio della cessazione delle pene un tributo. Naturalmente non sarà un bambino da educare per farne il proprio successore, ma dieci donne bellissime di cui potersi "nutrire".
Come detto i personaggi sono ben costruiti ed hanno una buona profondità psicologica. Le descrizioni sono molto dettagliate e l'autore riesce a creare un'atmosfera inquietante e paurosa.

Per concludere un romanzo meritevole, scritto bene, da consigliare principalmente agli amanti del genere.

VOTO 3,5/5



L'AUTORE
Ian Delacroix è da diversi anni tra i protagonisti nell’underground letterario dark-horror italiano, che l’ha visto collaborare in qualità di redattore e articolista con diversi tra i maggiori siti di genere (The Gate - il Cancello, Scheletri, LaTelaNera) e con la rivista Necro. Lavora anche come editor e traduttore freelance.
Esordisce con la raccolta di poesie Erato Svelata nel 2004; nel 2007 escono autoprodotte due sue raccolte di racconti: (De)Composizione di Viole ed Epifanie.
Con Edizioni XII pubblica nel 2007 la raccolta di racconti Abattoir ed è tra gli autori delle raccolte TaroT - Ludus Hermeticus (2007) e Archetipi (2009). Nel 2010 ha contribuito alla raccolta Carnevale con la traduzione del racconto di Michael Laimo e con una cornice narrativa.