Recensione: Wölfelìn di Angelo Caimi

Titolo: Wölfelìn
Autore: Angelo Caimi
Editore: Edizioni Forme Libere
ISBN: 9788864590271
Pagine: 620
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 19,50 €
Sito internet: wolfelin.forme-libere.it 

Il 29 maggio del 1176 fu combattuta la battaglia di Legnano, un evento cruciale i cui esiti ridisegnarono i rapporti di forza tra il Sacro Romano Impero Germanico e i Comuni lombardi.
Le fonti concordano su un singolare vuoto di notizie: Federico Barbarossa non venne ritrovato sul campo di battaglia e, quasi miracolosamente, ricomparve tre giorni dopo a Pavia. Questo fatto fornisce lo spunto per il prologo e pone le basi per la narrazione, che ha inizio 83 anni dopo l’evento.
Da questo momento in poi è Stephan, un giovane del Seprio, erede dei teutoni che decisero di stabilirsi in quell’area geografica sin dall’epoca delle prime discese in Italia del Barbarossa, a guidare il racconto.
Siamo negli anni centrali del Medioevo, anni di grandi cambiamenti, politici e sociali.
Milano è fra le città più grandi e potenti del mondo occidentale. I liberi Comuni, con la fondazione delle Villenuove, offrono ai ceti meno abbienti la possibilità di liberarsi dagli antichi vincoli di servitù e di dipendenza fondiaria. Ad Asti e Chieri, la figura del mercante comincia a soppiantare la vecchia nobiltà e il clero come centro di potere economico e sociale.
Con la morte di Federico II, la Chiesa si libera del suo ultimo, vero antagonista, nella ricerca di un potere che sia, assieme, politico e religioso. Gli ordini minori, francescano e domenicano, sono incaricati di perseguire qualsiasi forma di eresia e di stregoneria.
I Catari, anche se decimati dalla pesante repressione subita nella prima metà del XIII secolo, continuano a osteggiare la Chiesa di Roma per la sua corruzione e l’attaccamento ai beni materiali. Con la bolla Ad extirpanda, papa Innocenzo IV permette la pratica della tortura nei processi inquisitori.
È in questo contesto storico e sociale che si muove Stephan.
Già profondamente segnato dalla morte prematura del padre, per una tortuosa serie di eventi si trova a essere il bersaglio dell’inquisizione. Non gli rimane altra scelta che indossare i panni della persona braccata, costretto, suo malgrado, a lasciare i luoghi natii.
Aiutato da Gerbert, un amico di famiglia, varca i confini del Seprio, spingendosi prima a occidente, nei territori bagnati dal Sesia, e poi verso sud, fino ad approdare nelle terre tra Asti e Chieri. Sulla via della fuga, tra angosce, amori, scoramento, amicizie ed esaltazione, entra in contatto con le realtà contrastanti di un’epoca in pieno fermento, in una complessa trama che lo farà diventare, in un tempo troppo breve, ciò che era nato per essere.
Sarà durante questo cammino che Stephan e Gerbert si imbatteranno in una compagnia di mercenari tedeschi, un incontro destinato a cambiare drasticamente il loro destino. 

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RECENSIONE
Alla maggior parte dei lettori il nome Angelo Caimi dirà poco o nulla, del resto questo è il suo primo romanzo. E non posso biasimare nessuno perchè per me è stata la stessa cosa.
Purtroppo, però, a volte bisogna riflettere su come venga dato ampio spazio a scrittori che hanno molto meno talento di Caimi e ottengono, per questo, un successo immeritato.
Dico ciò perchè dopo aver letto Wölfelìn diventa davvero difficile rimanere impassibili di fronte a questa realtà.
Stiamo parlando di un romanzo bellissimo (e chi segue le mie recensioni sa che difficilmente uso questa parola) che, personalmente, farò fatica a dimenticare.
Sulla trama c'è ben poco da aggiungere, soprattutto per il rischio di svelare troppo e farvi perdere il gusto di scoprire l'evoluzione della storia.
Quello che mi preme sottolineare, invece, è la straordinaria capacità dello scrittore di delineare personaggi, ognuno caratterizzato da precise sfaccettature e da una buona profondità psicologica (fattore molto importante a mio avviso), ricostruire il contesto storico (il lavoro di ricerca storica è meticoloso e accurato), descrivere gli ambienti dove si muovono i personaggi, tanto da riuscire quasi a percepire odori, suoni, rumori. Il tutto utilizzando un linguaggio raffinato, mai banale, e non per questo meno scorrevole. 
Il libro, infatti, si legge tutto d'un fiato, nonostante le quasi 600 pagine, e coinvolge il lettore dall'inizio alla fine, senza cali di tensione o momenti morti. Ogni situazione, dialogo o contesto descritto è funzionale alla storia e arricchisce la lettura.
Tra l'altro nonostante il numero elevato e la varietà di personaggi non c'è il rischio, come spesso accade, di perdersi nella storia, caratterizzata da un sapiente intreccio narrativo. 
Il finale non delude anche se il libro, in realtà, è solo il primo di una saga in quattro atti. 
L'obiettivo dell'autore, infatti, è quello di far rivivere, attraverso le vicende del romanzo, gli eventi più significativi che hanno segnato l'Europa nella seconda metà del XIII secolo.

Dunque un romanzo storico appassionante, avvincente, intenso, capace di raccontare un periodo, il basso medioevo, ricco di contraddizioni (politiche e religiose). 
Tra amori, fughe, tradimenti, combattimenti, il lettore si trova ad immedesimarsi nelle vicende del protagonista, Stephan, verso il quale è difficile rimanere indifferenti. Un personaggio capace, nonostante il suo tortuoso e complesso processo di crescita, di incarnare a pieno i valori dell'eroe.

Un romanzo adatto non solo a chi ama il genere storico, ma a tutti coloro che hanno voglia di leggere un libro affascinante, avventuroso, profondo.
Il mio consiglio è quello di non perdere tempo e recarvi subito in libreria, o in qualche sito online (se volete c'è il link al termine di questo post), e acquistare il libro. Dopo averlo letto mi ringrazierete. Speriamo solo di non dover attendere troppo per i prossimi volumi !!

Per concludere vorrei sottolineare anche la notevole cura e la bella impaginazione dell'edizione rilegata firmata da Edizioni Forme Libere. Ci tengo a dirlo perchè molto spesso si accusano le piccole case editrici di scarsa attenzione verso questi aspetti dell'opera.
Ecco non è il caso di questo libro e di questa giovane casa editrice, fondata solo nel 2009, molto attenta nel fornire al lettore un prodotto piacevole e curato in ogni dettaglio.

L'AUTORE

Angelo Caimi vive a Torino e svolge attività di ricerca nella Facoltà di Agraria. Nonostante la laurea in Scienze Forestali e un dottorato in Ecologia, non ha mai abbandonato la passione per la storia, nata e coltivata durante i primi quattro anni della sua formazione universitaria, nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo cattolico milanese. “Wölfelìn” è il suo primo romanzo e primo atto di una cronaca che condurrà il protagonista attraverso gli avvenimenti che hanno segnato l’Europa nella seconda metà del XIII secolo. 

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