6 marzo 2012

Recensione: IL CAVALLO ROSSO di Eugenio Corti

Titolo: Il cavallo rosso
Autore: Eugenio Corti
Editore: Ares
Pagine: 1280
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 24,00 €
 
La trama del libro poggia le fondamenta essenzialmente sui fatti che sconvolsero l'Italia e l'Europa negli anni tra il 1940 e il 1970. Il libro presenta uno spaccato di storia italiana approfondito alla luce di diversi punti di vista della società che visse in quel periodo. Il cavallo rosso è, a mio avviso, un libro estremamente difficile da riassumere, s'incorrerebbe nel rischio di sminuire tale opera; per questo motivo, lo si dovrebbe vivere attraverso le sue pagine. La lettura di questo libro non è certo una passeggiata, data la sua mole (quasi 1300 pagine), ma questo non deve scoraggiare i lettori.

Dopotutto al suo interno, Corti realizza stralci narrativi che riescono ad imprimersi nella memoria e non lasciano indifferenti. In particolare mi piace ricordare la profondità di certi passaggi e, in generale, di certi momenti, soprattutto drammatici, che hanno cambiato per sempre la nostra storia. È da apprezzare l'oggettiva importanza conferita alle documentate informazioni storiche, in particolare quelle relative alla Campagna di Russia. I personaggi di cui parla Corti, oltre ad essere descritti in modo magistrale, presentano anche una buona caratterizzazione psicologica. Il problema però è l'evidente ideologia filocattolia che muove l'intera opera, e che riduce, spesso, le numerose sfaccettature dell'essere umano, dell'animo umano, ad una banale distinzione tra buoni (cattolici) e cattivi (tutto il resto). E questo è un vero peccato data la grandiosità dell'opera e la capacità dell'autore, soprattutto nelle prime due parti (il cavallo rosso e il cavallo livido), di catturare l'attenzione del lettore trascinandolo in un vortice di eventi, avventure, sentimenti ed emozioni.

La scrittura utilizzata dall'autore confluisce in un gradevole linguaggio d’altri tempi e la quantità di domande che pone conducono il lettore ad interrogarsi su rilevanti temi esistenziali e realtà interne ed esterne al libro. Detto questo, consiglio il romanzo di Corti a tutti perchè, al di là dell'ideologia di fondo, resta un'opera affascinante, tutta da scoprire; un libro ricco di realtà autentiche, appassionanti storie, impegno civile, valori. Una straordinaria epopea corale che racconta chi eravamo e perchè siamo diventati quello che siamo, ripercorrendo i momenti salienti della storia del Novecento.
 
L'AUTORE
Eugenio Corti è nato nel 1921 in Brianza, dove tuttora vive. Sue opere di narrativa: Il cavallo rosso (1983, ventisettesima edizione Ares 2010) tradotto in otto lingue; I più non ritornano (1947, diciottesima edizione Rizzoli 2008); Gli ultimi soldati del re (1951, sesta edizione Ares 2005) e Il Medioevo e altri racconti (Ares 2008). Opere di saggistica: Processo e morte di Stalin - tragedia (1962, settima edizione Ares 2010); Il fumo nel tempio (1996, terza edizione Ares 2001). Infine i «racconti per immagini»: La terra dell’indio (seconda edizione Ares 1999), L’isola del paradiso (seconda edizione Ares 2000), e Catone l’antico (Ares 2005). Alle opere di Corti sono dedicati il brillante volume-intervista Parole scolpite. I giorni e l’opera di Eugenio Corti di Paola Scaglione (Ares 2002) e Presenza di Eugenio Corti (Rassegna della critica) a cura di Argia Monti (Ares 2010). La fama internazionale di Corti è particolarmente solida in Francia: nel volume Les romanciers et le catholicisme, a cura di Claude Barthe (Editions de Paris 2004) Corti è l’unico scrittore italiano a cui è stato dedicato un capitolo. Nel 2000 ha ricevuto il premio internazionale «Al merito della cultura cattolica»; nel 2007 l’Ambrogino d’oro, da parte del Comune di Milano; nel 2009 il Premio Isimbardi della Provincia di Milano e nel 2010 il Premio per meriti culturali della Regione Lombardia. Nello stesso 2010 si è costituito un Comitato per candidare Corti al premio Nobel, il cui documento programmatico è stato sottoscritto, fra gli altri, dal Consiglio della Provincia di Monza e Brianza e da quello della Regione Lombardia.

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