12 marzo 2012

Recensione: IL LADRO DELLA BIBBIA di Göran Tunström

Titolo: Il ladro della Bibbia
Autore: Göran Tunström
Editore: Iperborea
Pagine: 448
Anno di pubblicazione: 2006
Prezzo copertina: 18,00 €

Può la conoscenza essere uno strumento di riscatto, una via per liberarsi dal dolore? Johan, cresciuto nella povertà e nella violenza, è convinto di sì, e in un senso molto letterale: per arricchirsi e realizzare il suo sogno d’amore con la cugina Hedvig, la strada che gli appare più facile è quella di impadronirsi della “Bibbia gotica” conservata nella Biblioteca di Uppsala, il celebre Codex Argenteus, uno dei libri più antichi e preziosi del mondo. Per aver accesso a questo tesoro, Johan deve però diventare un esperto mondiale di gotico e conquistarsi la fiducia del mondo accademico e dei bibliotecari. Ha così inizio la storia bizzarra di un piano criminoso che diventa passione intellettuale, una passione divorante che travolge anche l’amore tenero e malinconico che tutto aveva messo in moto. Con la ricchezza creativa e la partecipazione umana che sono le cifre della sua arte, Tunström, scavando nelle regioni selvagge dell’anima per farne emergere “quel che dentro di noi è capace di volare”, costruisce il suo straordinario universo di personaggi votati ai precipizi e alla grandezza, intessendo un arazzo narrativo complesso e sorprendente. A partire dalla cittadina svedese di Sunne, ritratta sulle soglie del boom economico degli anni Cinquanta, il racconto risale al mondo enigmatico e perduto dell’Italia gotica, tra V e VI secolo, dove Johan, grazie a un manoscritto fortunosamente trafugato, trova un alter ego in Wiljarith, lo scriba di Teodorico il Grande. E nello specchio di questo fratello del passato, riconosce la domanda che segna la sua esistenza: si può perdere se stessi e la propria umanità per raggiungere l’obiettivo di una vita?

RECENSIONE
La trama di questo bellissimo libro è ampiamente spiegata nella sinossi che precede questa recensione.
In fondo il tutto si potrebbe raccontare come la storia di un’ossessione, quella di trovare un riscatto sociale, una vita lontana dalla violenza, dalla povertà, dalla tristezza e dal dolore, attraverso un'altra ossessione: la conoscenza. E proprio la fonte della conoscenza è identificata, da Johan e dalla cugina (di cui è profondamente innamorato), nella Bibbia gotica, il libro da rubare. E lunico modo per rubarla è quello di diventare dei grandissimi studiosi dellargomento. Tuttavia quello che doveva essere un fine, la conoscenza, diventerà lo scopo stesso dellesistenza di Johan, facendogli dimenticare anche l'amore, mentre condurrà la cugina alla pazzia personale.

Un libro profondo, da assaporare con la mente libera e pronta ad immergersi in una struttura narrativa articolata su più piani. Un libro fortemente introspettivo, con una visione della vita fondamentalmente pessimista, anche se, soprattutto nel finale, sembra scorgersi qualche spiraglio di luce.
Lambientazione è Sunne, cittadina natale dellautore, con annessi silenzi, suoni ovattati, meditazioni su una vita triste come lanima dei personaggi che abitano questo romanzo, descritti molto bene dallautore.

La narrazione non è molto fluida e anche abbastanza articolata, del resto questo non è un romanzo facile (non solo da leggere, ma proprio da digerire).
Proprio per questo, a mio avviso, non è un libro adatto a tutti. Consigliato a chi cerca una storia profonda, riflessiva, intimista, ed è abituato ad una narrazione più lenta.

L'AUTORE 
Göran Tunström (1937-2000), è stato uno dei romanzieri svedesi più innovativi di fine secolo. La sua sensualità e l’estro visionario e fantastico sono espressi pienamente nel capolavoro L’Oratorio di Natale, con il quale ha raggiunto il successo. Lettera dal deserto è il suo settimo titolo pubblicato in Italia da Iperborea.

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