19 ottobre 2012

Recensione: Casino Royale, di Ian Fleming

Titolo: Casino Royale
Autore: Ian Fleming
Editore: Adelphi
Pagine: 227
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 18,00 € 
 
“Bond, James Bond”. Così si presentò nel 1962 sul grande schermo lo 007 interpretato da Sean Connery. Ma tutto cominciò dieci anni prima, esattamente nel gennaio del 1952, quando lo scrittore inglese Ian Fleming scriveva Casinò Royale, il romanzo in cui faceva la sua prima comparsa un agente segreto con il “doppio zero”. James Bond, era appunto il suo nome. Da allora sono passati sessant’anni e il personaggio di Fleming è diventato “lo 007 con licenza di uccidere” più famoso del mondo, celebrato sia dalla letteratura sia dal cinema.

In Casinò Royale, Bond si ritrova inviato in missione in Francia, alle prese con il malavitoso Le Chiffre, banchiere del partito comunista locale nonché gestore di bordelli e spietato giocatore d’azzardo. E proprio ai tavoli verdi i due si sfidano: Le Chiffre ha perso, con spregiudicati investimenti, ingenti somme di denaro appartenenti al partito che ora deve recuperare, o i sovietici lo uccideranno; Bond, a sua volta ottimo giocatore d’azzardo, viene scelto dai servizi segreti britannici per incastrare il malavitoso e, tramite lui, il partito comunista. Nella missione, lo 007 è affiancato da un agente segreto della Cia e da una donna, la bella e dannata Vesper Lynd. Per James Bond sarà l’inizio di avventure rocambolesche che trasferiranno i pericoli fuori dal Casinò, con continui colpi di scena e capovolgimenti di fronte.

Daniel Craig nel film Casino Royale (2006)
Fleming ci regala tensione narrativa pagina dopo pagina, in un romanzo che è senza dubbio “figlio del suo tempo”, della Guerra Fredda che, in quegli anni, opponeva l’Occidente “buono” al comunismo sovietico, il “cattivo”. Casinò Royale offre anche una minuziosa e impeccabile descrizione dei casinò di quel tempo, facendo rivivere al lettore tutto il fascino cupo dei tavoli verdi dell’epoca, dove tutto è possibile e niente è realmente come sembra. Il mito di James Bond parte da qui. 

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