9 marzo 2014

Recensione: GRINGOLANDIA di Lyn Miller-Lachmann

Titolo: Gringolandia
Autore: Lyn Miller-Lachmann
Editore: Atmosphere
Pagine: 248
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 15,00 €


Recensione a cura di Liliana Vona

"Gringolandia" è la terra dove nei primi anni ’80 si trasferiscono Daniel, sua madre e sua sorella Tina, dopo che il padre è stato arrestato dai militari agli ordini di Pinochet. Marcelo è infatti l’autore di un giornale clandestino, Justicia, che denuncia le atrocità commesse dai carabineros e dai militari ai danni della popolazione che si oppone al dittatore cileno. Nel Wisconsin l’adolescente Daniel prova a ricostruirsi una vita; suona la chitarra in un gruppo rock, s’innamora di Courtney, la figlia di un ministro di culto locale, e spera di diventare cittadino americano a 18 anni.

Augusto Pinochet
Ma quando dopo 6 anni di prigionia e di torture Marcelo viene improvvisamente rilasciato e può finalmente ricongiungersi alla famiglia in esilio, Daniel deve fare i conti con gli orrori che il padre ha subìto: è semiparalizzato, alcolizzato, tormentato da incubi e amareggiato per l’esilio in un paese che ritiene complice di Pinochet e chiama sarcasticamente “Gringolandia”. Daniel conosce pochissimo suo padre, ricorda a malapena la notte che lo portarono via, e quel poco che ricorda appartiene ad un uomo che non c’è più, che è stato cancellato da anni di torture e soprusi. Marcelo, dal canto suo, vuole scrivere ancora, come faceva prima di andare in prigione e sarà proprio la fidanzata di Daniel ad aiutarlo, per pubblicizzare la difficile situazione dei cileni e realizzare con lui un giornale a difesa dei diritti umani. Daniel, invece, teme che la continuazione dell’impegno politico possa peggiorare le tendenze autodistruttive del padre e per salvargli la vita dovrà rinunciare ai suoi sogni e affrontare la realtà.

Il romanzo narra, con un ritmo costante, sia la vicenda storica di un popolo che quella umana di una famiglia che cerca di ricostruirsi, di sopravvivere ad una delle peggiori dittature del dopoguerra. Ci parla di integrazione e assimilazione in un’altra cultura, ma anche della riscoperta della propria, come mezzo per trovare un’ancora di salvezza in mezzo a tanto orrore. E’ una storia di rinascita, di riscatto, di speranza. Tutti i personaggi sono profondi e complessi. La scrittura è fluida e la lettura suscita emozioni. Consigliato!

L'AUTORE
Lyn Miller-Lachmann è editor di riviste multiculturali. Vive ad Albany, New York, dove è attiva in organizzazioni per la pace, i diritti umani, e un ambiente ecosostenibile.

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