Recensione: NOSTRA SIGNORA DEL NILO di Scholastique Mukasonga

Titolo: Nostra Signora del Nilo
Autore: Scholastique Mukasonga
Editore: 66thand2nd
Pagine: 209
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,00 €


Recensione a cura di Liliana Vona

Ambientato in Ruanda negli anni Settanta, il libro narra dello scorrere della vita apparentemente normale delle studentesse del prestigioso collegio femminile cattolico Nostra Signora del Nilo, dove viene formata la futura élite femminile del Paese. Se hanno costruito quel liceo in quel luogo così solitario, è stato per proteggere le future mogli di ministri o di ricchi uomini d'affari dai pericoli della città; ragazze che «sanno quanto valgono», preziosa merce di scambio per matrimoni che significano alleanze di affari e di clan.

Ammesse in virtù della quota etnica, il dieci percento, ci sono anche Veronica e Virginia, due giovani tutsi. Inizia l'anno scolastico scandito da lezioni , da momenti di buonumore e da rivalità amorose, da preghiere, canti e pellegrinaggi alla statua di Nostra Signora del Nilo e alla rocambolesca spedizione dai gorilla. Ma nell'atmosfera apparentemente ordinata e pulita si insinuano i pregiudizi, il sospetto e l’odio che attraversano la società ruandese trasformando in un incubo i sogni adolescenziali delle ragazze. Finché, quest’odio strisciante e ancora molto sotterraneo prende la forma di un progetto folle e malvagio: la mutilazione della statua della Vergine del Nilo, colpevole di avere un naso troppo piccolo, dunque troppo tutsi! E così da una grande menzogna scaturisce una tragica e spropositata vendetta, premonitrice di quella che vent' anni dopo annienterà un milione di innocenti.

Nostra Signora del Nilo è il racconto di un mondo lontanissimo dal nostro. L'Africa nera con i suoi riti e superstizioni affiora prepotente nelle vite di “brave ragazze” cui viene impartita un'educazione cattolica da religiosi europei, tra malocchi e malefici, regine nere e leggende ancestrali. Attraverso le vicende delle adolescenti e di vari personaggi, il libro fa respirare e comprendere il clima d'ostilità e diffidenza che serpeggia ancor prima che tutto abbia inizio. Con una scrittura avvolgente e che cattura, l'autrice mostra un universo femminile al tempo stesso puro e velenoso, in cui si riflettono le tensioni che portano il Ruanda nel suo desolante cammino verso il genocidio del 1994, ma permette anche di guardare avanti cercando di promuovere la riconciliazione.  

L'AUTRICE
Scholastique Mukasonga è nata in Ruanda nel 1956. Di etnia tutsi, nel 1973 è stata costretta a fuggire prima in Burundi poi in Francia per sfuggire alle persecuzioni degli hutu. Nel 1992 si è stabilita in Normandia, dove vive tutt’ora, scampando così al genocidio del 1994 in cui hanno perso la vita ventisette membri della sua famiglia, tra cui la madre. Nel 2006 ha pubblicato per Gallimard Inyenzi ou les Cafards, un’autobiografia scritta per sé stessa, «per non dimenticare». Nel 2008, sempre per Gallimard, ha pubblicato un omaggio alla madre Stefania, La femme aux pieds nus, con cui ha vinto il Prix Seligmann, un premio contro il razzismo, l’ingiustizia e l’intolleranza. Il terzo libro, una raccolta di racconti intitolata L’Iguifou: Nouvelles rwandaises, ha segnato il passaggio a una prosa più poetica e venata di umorismo, con cui nel 2010 si è aggiudicata il Prix Renaissance de la Nouvelle e il Prix de l’Académie des Sciences d’Outre-Mer. Con Nostra Signora del Nilo, uscito in Francia nel 2012, l’autrice ha affermato di aver finalmente smesso i panni della «vittima» o della «sopravvissuta». «È solo adesso che la qualità letteraria della mia prosa è stata riconosciuta. Mi sento una scrittrice a tutti gli effetti».

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