6 marzo 2015

Aspettando buone notizie; La sua mente è un labirinto e altre novità Marsilio in libreria dal 12 marzo

Titolo: Aspettando buone notizie
Autore:
Kate Atkinson
Editore: Marsilio
Pagine: 378
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 18,50 €


Joanna aveva solo sei anni quando, un tardo pomeriggio d’estate, un uomo sconosciuto comparso dal nulla sulla strada che lungo i campi portava verso casa uccise sua madre e i suoi fratelli. «Corri, Joanna, corri» le aveva urlato la madre, e lei aveva obbedito, si era persa in mezzo al grano, ed era riuscita a fuggire. Trent’anni dopo, Joanna non è più la bambina perduta in quel campo irrorato di sangue, ora nella sua vita tutto sembra funzionare alla perfezione: ha un buon lavoro, una bella casa, un marito affettuoso e un bambino per cui nutre un amore immenso. Ma solo perché una volta ti è successa una cosa terribile, non significa che non ti possa succedere di nuovo.
Quando Joanna scompare misteriosamente insieme a suo figlio, Jackson Brodie, affascinante detective con la tendenza a confondere la professione con la vita privata, non può ignorare la richiesta d’aiuto di Reggie, la baby sitter poco più che adolescente che un bizzarro gioco del destino ha messo sulla sua strada. Sono proprio le coincidenze della vita, quelle che Brodie chiama «spiegazioni in potenza», l’ingrediente fondamentale di questa intricata storia magistralmente costruita, dove eventi drammatici, omicidi insensati e colpi di scena abbondano, e dove tutto ruota alla fine intorno alla perdita irrecuperabile di un affetto profondo. Ciò che resta, oltre alla consapevolezza che è possibile sopravvivere con grazia anche a un dolore che non passa, è comunque l’amore: feroce, viscerale e travolgente, per tutti l’unica cosa che conta.

Titolo: La sua mente è un labirinto
Autore: Cesare Lievi
Editore: Marsilio
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 16,50 €


Un figlio osserva l’inesorabile invecchiare della madre, il decadere del corpo e della mente, l’affievolirsi della memoria fino a scomparire, la perdita di capacità fi siche come il movimento e l’articolazione del linguaggio, culminante nell’afasia e in una pressoché totale immobilità; e la madre, nel disperato tentativo di opporsi a questo processo e nelle possibilità che esso provoca e permette, fa affiorare implacabilmente la parte più segreta di se stessa. Ne scaturisce uno strano colloquio, fitto e teso, in cui, nonostante fraintendimenti e sconnessioni, si forma una nuova visione della loro storia, una focalizzazione completamente inattesa della loro esistenza. Cesare Lievi racconta con grazia e ammirevole lucidità quelli che probabilmente sono i momenti più intensi di un rapporto tra madre e figlio, in cui l’amore, la devozione, la presa di coscienza dell’inizio della fi ne, si fanno struggente cronaca e intimo diario del sentimento filiale.

Titolo: Manuale di solitudine
Autore: Giampaolo Rugarli

Editore: Marsilio
Pagine: 324
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 17,50 €


Che l'ultimo - ora malinconicamente postumo - romanzo di Giampaolo Rugarli si intitoli Manuale di solitudine assume inevitabilmente un valore simbolico, quasi a riassumere il suo intero percorso esistenziale e letterario; difficile infatti trovare un'insegna più pregnante del suo carattere, della tensione che segna la ricerca espressiva e contemporaneamente le scelte morali: d'altronde a questo titolo egli giunse, appunto, dopo aver scartato ogni altro descrittivo o referenziale. Se per un verso questo Manuale completa il ciclo estremo, paradossale e grottesco, della sua narrativa, che esplora con dolente furore i desolati territori della disperazione, opponendo loro un'inarrendevole fiducia nella resistenza dell'etica; per l'altro riassume la sua avventura letteraria, intrapresa di fronte alla riconosciuta "impossibilità di vivere" per riconquistare sulla pagina quanto era andato perduto nel corso del tempo, conservando intatto un radicale e inconsolabile pessimismo. La narrativa di Rugarli - i lettori di questo romanzo dovranno prenderne atto -, anche quando deforma comicamente, caricaturalmente, personaggi e comportamenti, non acquieta il tormento, anzi riaccende la rabbia e lo sdegno, i sentimenti luciferini, di un uomo dolente e ferito, la sua ribellione all'andazzo dissennato e perverso di una società che ha perduto la bussola. Il professore che racconta l'efferata sequenza di delitti che lo perseguita, sconvolgendo la quiete condominiale di una modesta e appartata senilità, deve pur riconoscere che «la solitudine è la mia estasi ma pure la mia distruzione», ma dovrà rassegnarsi a condividere le pratiche perverse di una società che non lascia alternative, perché, alla fin fine, «è meglio vedere con gli occhi che vagare con la fantasia» e la pretesa di spezzare il cerchio dell'isolamento e della solitudine rasenta inevitabilmente la follia, anzi con essa coincide nel riconoscimento «che è tutto alla rinfusa... che le sghignazzate e i singhiozzi si confondono», perché «il caos non è mai finito, ha assunto sembianze di ordine, solo per lavorare più sotto e rendersi meno riconoscibile. Comunque indomabile». «Il mondo - a immaginarlo come non è, e forse non sarà mai - si colora, si illumina, risplende» sono le ultime e definitive parole del libro. Cesare De Michelis

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