giovedì 5 marzo 2015

Recensione: TRA LE NUVOLE. IMPRESSIONI DI UNA SEDIA di Sarah Bernhardt

Titolo: Tra le nuvole. Impressioni di una sedia
Autore:
Sarah Bernhardt
Editore: Elliot
Pagine: 86
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 14,50 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Tra le nuvole. Impressioni di una sedia è un racconto autoironico di Sarah Bernhardt, famosa attrice e musa di numerosi scrittori e poeti dell’epoca, come Dumas, Proust, Freud, Wilde e D’Annunzio. La storia narra la vicenda di una sedia tra le nuvole, caricata sulla mongolfiera sui cui salì la stessa Sarah durante l’Esposizione Universale di Parigi nel 1878. L’attrice, nonché autrice dello stesso racconto, utilizzò la sedia come un espediente, come un mezzo per prendersi gioco delle malelingue.

Esposizione Universale di Parigi 1878
All’epoca la sua figura androgina e sinuosa, da un lato ispirò numerosi artisti che vedevano in lei la linea flessuosa dell’Art Noveau, un arabesco bizantino, una linea sinuosa del Liberty; dall’altro fu paragonata al “fumo che sale dalla carta in fiamme”, smaniosa per le code di lucertolane incline ad azioni oscure, quasi vampiresche. A causa di questi costanti quanto infondati giudizi, decise di scrivere un libro, ritenuto dai più per bambini, senza nessun intento educativo, ma caratterizzato da sfumature ironiche. Nel testo l’attrice scherza sulla sua magrezza e sulle leggende che la perseguitavano, scrivendo di se stessa: “giocava a croquet servendosi dei teschi abbigliati con parrucche abbigliate stile Luigi XIV”.

Sarah Bernhardt
Il punto di vista dell'autrice è singolare e ogni ambientazione è descritta in modo originale; dalle distese pianeggianti al cimitero di Père-Lachaise, passando per la stazione ferroviaria. La protagonista abbigliata con un abito di cachemire con strascico e giacca orlata di marabù, dimostra quasi di essere un uomo. Propone un volo libero, recita versi medievali, sorride e si gode il viaggio senza preoccuparsi del giudizio altrui né delle conseguenze. Lo stile è lineare ma allo stesso tempo elegante e ironico. Le tematiche che si evincono dal testo vanno dalla volontà di emancipazione femminile, alla ricerca di una libertà di espressione e di immagine, al coraggio di affrontare tanto i pettegolezzi quanto i pregiudizi della società.
L'autrice utilizza il tipico non-sense inglese e il racconto, attraverso una prima lettura, appare insolito e quasi confusionario. In realtà si tratta di un’opera ironica dai toni amari attraverso la quale Sarah si fa beffa degli stereotipi sociali. Consigliato.

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