martedì 3 novembre 2015

Recensione: LA CATTEDRALE DEI MORTI di Marcello Simoni. Le prime appassionanti indagini di Vitale Federici nell'Italia di fine '700

Titolo: La cattedrale dei morti. Le indagini di Vitale Federici
Autore:
Marcello Simoni  
Editore: Newton Compton
Pagine: 217
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 9,90 €


La cattedrale dei morti raccoglie le prime tre indagini di Vitale Federici, un nuovo personaggio partorito dalla penna di Marcello Simoni, maestro del giallo storico italiano (e non solo). Rimasto orfano da bambino, Vitale, ultimo superstite della casata dei Federici di Montefeltro, viene cresciuto dagli Scolopi di Urbino. Pupillo di padre Fernando Lamberti, titolare della cattedra di filosofia, Vitale si appresta a terminare le sue ricerche per il dottorato quando il suo maestro viene trovato morto nella cattedrale.

Urbino
Il giovane Federici non crede alla tesi dell'incidente e inizia ad indagare, scoprendo una relazione tra la morte di Lamberti e una ricerca condotta dallo stesso professore nei sotterranei della cattedrale, dove, secondo la leggenda, si troverebbe un antico tempio delle ninfe. Ma chi è pronto ad uccidere per trovare il ninfeo? E qual è il ruolo degli Assorditi nella vicenda? Intanto la scia di sangue si allunga e quando anche il rettore Albani viene trovato morto nel suo studio, Vitale diventa il primo sospettato. Riuscirà a scoprire la verità e scagionarsi dall'accusa di omicidio?  

Palazzo Doria Pamphilj (Roma)
Roma, 13 agosto 1791. Vitale Federici è ospite da oltre un anno della famiglia Doria Pamphilj, dove si è trasferito dopo la triste vicenda di Urbino. Nel cuore della notte, un grido improvviso fa sobbalzare Vitale dal letto, dove giace con la sua amante Giulia Carafa. Il talentuoso violinista Agostino Sperti viene ritrovato morto nella sua camera e tutti sono convinti che si tratti di un decesso naturale. Tutti tranne il giovane Vitale che vorrebbe indagare sul delitto e che invece viene invitato dal padrone di casa, il principe Andrea IV Doria Pamphilj, a scortare nella sua camera madonna Carafa. Quando la mattina successiva anche la sua amante viene trovata morta, i sospetti ricadono su di lui. Allora il principe decide di concedere un solo giorno al giovane Federici per trovare il colpevole e dimostrare la propria innocenza. L'indagine tuttavia porterà alla luce un complotto decisamente più grande...

Ippolito Caffi, Neve e nebbia sul Canal Grande, 1840
Venezia, 24 dicembre 1791. Vitale Federici viene convoncato con un urgenza dal magistrato Giuseppe Gradenigo, l'Inquisitore Rosso, per indagare su un duplice omicidio: quello di Don Iseppo Svampa, diacono della basilica di San Pietro di Castello, e quello del profumiere Vettor Sartin, entrambi trovati con il corpo tagliato a metà. Nonostante l'efferatezza dei delitti, Vitale non riesce a comprendere la fretta del magistrato nel voler chiudere il caso, e mentre insegue la sua unica pista, la passione comune delle vittime per l'arte sacra, un altra donna viene ritrovata con il corpo a metà. Riuscirà il giovane investigatore a fermare la scia di sangue e scoprire l'intrigata trama che si cela dietro gli omidici?

Ritratto di Andrea IV Doria Pamphilj
Con i primi tre racconti (I sotterranei della cattedrale, L'enigma del violino, La prigione delle anime), Simoni introduce ai lettori la figura di questo particolare detective: un giovane studioso che ama sciogliere enigmi per dare un senso alla propria esistenza, segnata in età infantile dalla perdita dei genitori e - successivamente - dalla solitudine; acuto, intelligente, ma poco abile nel gestire i rapporti con l'altro sesso, Vitale può essere considerato una sorta di Sherlock Holmes di fine Settecento, capace di "leggere" la verità nei dettagli. L'autore come sempre si distingue per l'abilità nel mescolare storia e fiction, ritmo e cura delle descrizioni, che aiutano il lettore a calarsi nel contesto storico e ambientale di riferimento. Le storie si sviluppano in modo classico partendo dal ritrovamento di un cadavere, dietro cui si celano misteri, leggende, macchinazioni, complotti, fantasmi del passato, ambizioni personali e desideri di vendetta.

Venezia
Tutti e tre i racconti risultano scorrevoli e interessanti, anche se personalmente ho preferito il terzo, La prigione delle anime, principalmente perchè mi ha trasportato nel clima delle festività natalizie in una Venezia affascinante, cupa e misteriosa, morsa dal gelo e avvolta dalla neve.

Una raccolta da non perdere per gli appassionati del genere, sperando di non dover attendere a lungo prima di poter leggere le prossime avventure. 

L'AUTORE
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013. Nel 2014 è uscito L’abbazia dei cento peccati, primo capitolo di una nuova trilogia, a cui è seguito L’abbazia dei cento delitti.

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