domenica 3 gennaio 2016

Recensione: GREYSTORM. IL CONQUISTATORE, il primo volume della nuova trilogia di Antonio Serra

Titolo: Greystorm. Il conquistatore
Autore: Antonio Serra (soggetto) Antonio Serra e AA.VV. (sceneggiatura), Simona Denna e Francesca Palomba e AA.VV. (disegni), Gianmauro Cozzi (copertina)
Editore: Sergio Bonelli
Pagine: 512
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 27,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Greystorm. Il conquistatore è una nuova creatura fumettistica di casa Bonelli, in cui la sceneggiatura e il soggetto sono affidati ad Antonio Serra e Gianmauro Cozzi, mentre le illustrazioni a Simona Denna e Francesca Palomba. Ancora una volta la casa editrice si conferma tra le migliori, portando sul mercato un prodotto di
altissima qualità.

Ambientato in una Londra ottocentesca, patria di nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, tra gli scenari vittoriani troviamo due personalità di rilievo: Jason Howard e Robert Greystorm. Il primo, composto, sensibile, dandy nato, crede che la scienza unita alla natura possa rendere meno tragiche le pene umane; il secondo, Greystorm, un uomo spiazzante, violento e guerriero, crede che la tecnologia sia una forza spettacolare da usare per forgiare un nuovo mondo. Accanto a questi due caratteri opposti, troviamo anche una figura femminile per eccellenza, Ele’ Ele, che incarna la forza e l’aspetto selvaggio della natura; e i comprimari, vari personaggi che partecipano alle avventure di Robert e Jason. Quest'ultimi, animati da uno spirito creativo ed idealista, progettano di costruire una macchina che permetta all’uomo di volare. I giovani riescono nell’impresa e proprio a bordo dell’Iron Cloud, una nave volante simile ad un dirigibile con interni somiglianti ad un sommergibile, con un piccolo equipaggio compiono un primo grande viaggio al Polo Sud. Ma qui, Greystorm rimarrà scioccato a causa di un evento strano che gli segnerà la vita.

Un linguaggio forbito, ma allo stesso tempo diretto, accompagna disegni in bianco e nero, nitidi ed efficaci. Traspare un certo distacco dalle immagini che dà al tutto un aspetto antiquato, tipico di storie e fumetti old style. Alla fine del volume è possibile trovare una sorta di making of illustrato, intitolato Il Dossier Greystorm, in cui vengono spiegate le tecniche utilizzate nella realizzazione dei personaggi, retroscena, ispirazioni etc. A mio avviso un libro di tutto rispetto che da un lato incarna gli ideali tipici dell’Ottocento, dall’altro si presta come un volume antico da collezione. 

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