Recensione: CI PROTEGGERA' LA NEVE di Ruta Sepetys, autrice del bestseller "Avevano spento anche la luna"

Titolo: Ci proteggerà la neve
Autore: Ruta Sepetys
 
Editore: Garzanti
Pagine: 380
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 16,90 €


Prussia Orientale, gennaio 1945. Joana è una giovane infermiera lituana che dopo essere fuggita dal suo Paese, trovando ospitalità in Germania, ora è costretta a scappare anche da lì a causa dell'avanzata dei russi. Ma Joana fugge anche da un senso di colpa che non le dà tregua. Florian è un giovane restauratore prussiano che, dopo aver preso parte involontariamente al furto nazista di opere d'arte, ha deciso di disertare e fuggire con l'oggetto più prezioso: il cigno d'ambra, il cuore della leggendaria Sala d'ambra. Emilia è una quindicenne polacca gravida che fugge dai russi
o, forse, da una vergogna impossibile da dimenticare.

Imbarco dei profughi sulla nave Wilhelm Gustloff
Stretti dalla morsa del gelo e della fame, Joana, Florian ed Emilia finiscono sullo stesso cammino -insieme ad una ragazza cieca, una donna alta e scontrosa, un anziano calzolaio (soprannominato il poeta delle scarpe) e un bambino orfano, diretti verso la città polacca di Gotenhafen, dove potranno finalmente salpare per un luogo sicuro. Qui ad attenderli c'è Alfred, un giovane marinaio tedesco da poco arruolato a causa della salute cagionevole e di una scarsa intelligenza, che, nell'attesa di salpare, prova a vincere la paura fingendo di essere un eroe.

1945. Profughi tedeschi in fuga dalla Prussia Orientale
Si potrebbero usare decine di aggettivi per descrivere i sentimenti e le emozioni che suscita questa lettura, ma basta uno solo per definire il libro: meraviglioso. Ruta Sepetys, già autrice del bestseller "Avevano spento anche la luna", dà voce ai quattro protagonisti (Joana, Florian, Emilia e Alfred), che si alternano nella narrazione degli eventi. E' così che il lettore tocca con mano la tragedia della guerra, percepisce la paura, vive le stesse emozioni, entra in contatto con i pensieri più reconditi, condivide sogni e speranze. Personaggi che ti entrano dentro e ti toccano nel profondo; la forza e la generosità di Joana; la timidezza, la diffidenza e il senso di giustizia di Florian; il coraggio di Emilia; la fragilità di Alfred, il personaggio su cui più di tutti vediamo riflesse le brutture e le distorsioni prodotte dalla guerra; ed ancora l'altruismo e la gentilezza del "poeta delle scarpe"; la dolcezza del bambino orfano; la sensibilità della ragazza cieca. Non ci sono buoni o cattivi, ma solo vittime di una guerra che non risparmia nessuno.

La Sala d'Ambra prima della Seconda guerra mondiale
Ruta Sepetys non solo tratteggia personaggi memorabili, ma riesce ad infondere una tale forza, un tale realismo alla scrittura che sembra di vivere in prima persona la tragedia che affrontano i protagonisti; descrizioni vivide e brutali dell'orrore e della miseria; scene apocalittiche che si consumano davanti agli occhi sbarrati di profughi in fuga dalla guerra, dai fantasmi del passato, dalla ferocia dei soldati russi -già narrata dalla stessa scrittrice nel suo primo romanzo (che in qualche modo trova un collegamento con il secondo attraverso dei segreti che riguardano uno dei protagonisti).

"Il gruppetto indietreggiò. Io invece ero già troppo avanti. E in quel momento lì udii: aerei russi che mitragliavano sopra di noi. I profughi disperati sulla riva eruppero in grida terrorizzate. I soldati si lanciarono dentro cumoli di neve. Io mi lascia cadere per terra a faccia in giù. Il sole diventò più luminoso, e i suoi raggi penetrarono la spessa lastra rivelando l'orrore là sotto. Un cavallo morto e la muffola di un bambino mi guardavano attraverso la superficie gelata. Chiusi gli occhi, la gola strozzata da quelle immagini raccapriccianti."

Ruta Sepetys
L'autrice, unendo il rigore dello storico con l'abilità narrativa del romanziere, da una parte fa luce su un capitolo dimenticato dalla Storia (dall'evacuazione alla tragedia del transatlantico Wilhelm Gustloff), dall'altro racconta la condizione universale del profugo (di stringente attualità), costretto ad abbandonare tutte le certezze -materiali ed affettive- per finire in balia degli eventi e del destino. Il tutto con una tensione e un ritmo che lasciano il lettore senza fiato.

Un lettura necessaria che parla di guerra, dolore e morte, ma anche speranza, solidarietà e amore. Il libro dell'anno.

L'AUTRICE
Ruta Sepetys è nata negli Stati Uniti da una famiglia di rifugiati lituani la cui storia ha ispirato il suo primo romanzo, il bestseller Avevano spento anche la luna (Garzanti, 2011). Con Garzanti ha pubblicato anche Una stanza piena di sogni (2013). Vive nel Tennessee con la sua famiglia. 

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