19 aprile 2017

Recensione: Passenger, di Alexandra Bracken

Titolo: Passenger
Autore:
Alexandra Bracken
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 409
Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo copertina: 18,90 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Grazie alla casa editrice Sperling& Kupfer, il 2017 si è arricchito di una nuova, emozionante e meravigliosa avventura: si tratta di Passenger, libro d’esordio di Alexandra Bracken, un’autrice sorprendente che, in circa 420 pagine, ci narra una tematica già nota (come i viaggi nel tempo) in una veste del tutto nuova. Dalle ambientazioni, ai personaggi, alle vicende, fino ai singoli dettagli, questo romanzo è una continua sorpresa. Una cosa che salta subito all’occhio, sono le ambientazioni che
trasportano il lettore attraverso epoche e continenti diversi, culture esotiche e fiorenti popolazioni; dall’Oceano Atlantico di fine ‘700, epoca di scorrerie e di bandiere nere; ad una New York nel bel mezzo della Guerra di Indipendenza e impegnata a battersi contro la madrepatria inglese; e ancora nella Londra di Churchill schierata in prima linea per difendere l’Europa dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale; ad Angkor in Cambogia nel 1685, patria del Phimeanakas, uno dei templi più famosi del mondo; alla Parigi del 1880 adorna di bellissimi giardini; fino alla Damasco del 1599, città della seta e degli ornamenti arabeschi.

In queste ambientazioni mozzafiato, si inseriscono due protagonisti atipici ed eroici: Etta, una diciassettenne che da ingenua e disposta a rinunciare a tutto per inseguire la perfezione e compiacere una madre distante, si trasforma in una donna appassionata, coraggiosa, generosa, determinata e consapevole della propria forza interiore; Nicholas, un corsaro d’altri tempi, brillante, magnanimo e intrepido che, discriminato per la sua carnagione scura, vive ai margini della società diffidando di chiunque incontri sul suo cammino.

La particolarità di questi due personaggi è che si dimostrano molto più maturi della loro reale età e nonostante provengano da culture, epoche, dettami sociali e politiche mondiali differenti, riescono ad interagire e ad andare d’accordo sin dal principio, finendo poi per innamorarsi. E proprio a tal proposito, l’elemento romantico del romanzo non disturba né risulta ridondante. Al contrario, lo definirei un coronamento dell’intera storia, poiché, come accennato qualche riga fa, Etta (a differenza della gente di Nicholas) riesce ad andare oltre le apparenze, il colore della pelle, la provenienza e i modi di fare, e ad amare un ragazzo pregno di qualità e valori, scardinando così preconcetti e pregiudizi.

Ma il libro non è un romance, anzi, è un fantasy time travel focalizzato sulle vicende affrontate dalla giovane Etta. Tutto comincia il giorno della sua esibizione al Met di New York, quando diventa spettatrice dell'omicidio di una persona a lei cara e in seguito viene rapita da una sconosciuta, risvegliandosi così non solo a bordo di una nave in mezzo all'Oceano Atlantico, ma addirittura in un'epoca differente. Il mondo e la vita di Etta da quel momento cambiano radicalmente. Dapprima scopre la verità sulla sua discendenza, sull'esistenza di diverse famiglie di viaggiatori nel tempo e delle loro faide ed obiettivi; in seguito, del tradimento di sua madre che l'ha sempre tenuta all'oscuro di tutto, e che le ha lasciato pochi indizi da seguire per raggiungere un importante e pericoloso oggetto: un astrolabio, uno strumento eccezionale che nelle mani sbagliate permetterebbe di riscrivere la storia. Ad aiutarla ci sarà Nicholas, incontrato nel 1776 sulla nave su cui viene catapultata. Sin da subito diventerà il suo compagno di avventura ed insieme cercheranno di sventare macchinazioni, progetti segreti e pericolosi viaggi nel tempo.

Lo stile è semplice e diretto; il linguaggio fresco. Personalmente, una cosa che ho apprezzato tantissimo di questo romanzo è il fatto che l’autrice, attraverso Nicholas ed Etta, contrapponga due epoche diverse mettendone in risalto pregi e difetti, novità e scoperte, avanguardie e regressioni culturali, conquiste politiche e perdite morali. Non a caso mentre nella società settecentesca, Nicholas viene discriminato ed emarginato per la sua carnagione, Etta dei giorni nostri se ne innamora senza remore; al contrario, mentre la nostra protagonista fa fatica ad ambientarsi e a vivere senza l’uso della tecnologia e delle comodità odierne, la sua controparte maschile si conforma perfettamente agli usi e costumi di qualsiasi epoca. Inoltre, un altro punto a favore del romanzo, sono le tematiche che emergono dalla storia: il superamento dei pregiudizi, la brutalità della società, il rapporto difficile tra figli e genitori, il retaggio familiare. Insomma, a differenza di colleghe come Claudia Gray con la saga di Firebird e Kerstin Gier con la saga delle Gemme, Alexandra Bracken trasforma i viaggi nel tempo in vere e proprie scoperte di civiltà antiche e culture dimenticate. Lo consiglio assolutamente a tutti gli appassionati del genere e chi ha voglia di fare un viaggio a 360° tra mondi mai esplorati.

L'AUTRICE
Alexandra Bracken è autrice bestseller n. 1 del New York Times della trilogia The Darkest Minds e della serie Passenger. Nata e cresciuta in Arizona, si è trasferita in Virginia, dove si è laureata in Letteratura Inglese e in Storia. Dopo aver lavorato a New York in una importante casa editrice, ora scrive a tempo pieno in un piccolo e grazioso appartamento perennemente traboccante di libri. 

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