12 dicembre 2019

Recensione: Chernobyl 01:23:40 - La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo, di Andrew Leatherbarrow. Da questo libro la fortunata serie tv

Titolo: Chernobyl 01:23:40 - La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo
Autore: 
Andrew Leatherbarrow
Editore: Salani
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 15,90 €


Recensione a cura di Mario Turco

Anche se non è unanimemente approvata dalla comunità scientifica la definizione di "Antropocene" ben si attaglia all'epoca geologica attuale. Con le nostre attività stiamo infatti segnando in maniera irreversibile la vita del pianeta che ci ospita. Se i cambiamenti climatici vengono ancora visti, non solo dai negazionisti ma anche da tanta gente comune, come parte del ciclo naturale, sono i disastri imputabili alla sola della mano a segnare l'opinione pubblica. Forse per questo la data simbolo della presa di coscienza della pervasività dei nostri comportamenti è il 26 Aprile 1986, giorno del disastro di Chernobyl. La recente serie tv che così tanto successo ha avuto tra critica e pubblico (su IMDB ha la più alta media voto mai apparsa, più di pietre miliari come Breaking Bad e Il trono di spade) era basata sul libro che andremo presto a recensire "Chernobyl 01:23:40 - La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo", di Andrew Leatherbarrow edito da Salani.


Strana figura tra nerd della distopia e il macabro appassionato di disastri il giovane autore inglese, come da lui spiegato nell'introduzione, ha fatto di una passione lunga anni un lavoro che vuol essere contemporaneamente aperto ai neofiti della materia e che al contempo si ponga come punto d'arrivo di una ricerca che dopo anni ha potuto contare sull'accesso ai documenti. Già, perché da quel 26 Aprile del 1986, giorno dell'esplosione del reattore 4 della centrale nucleare sita in Ucraina settentrionale (all'epoca parte dell'Unione Sovietica), a 3 km dalla città di Pryp'jat' e 18 km da quella di Černobyl', la reazione dell'ex URSS fu naturalmente quella di silenziare il più possibile la natura del disastro. Nell'era del peer-to-peer e di Wikeleaks Andrew Leatherbarrow ha potuto invece contare su tante dichiarazioni di responsabili de-secretate oltre che su un lavoro di supervisione delle fonti fornito dagli utenti della piattaforma Reddit dove inizialmente l'opera era stato postata per chiederne pareri. E di questa natura collettiva "Chernobyl 01:23:40 - La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo" mantiene il lato positivo dato che pur rinunciando ad una dimensione accessibile ai profani dell'ardua tecnologia nucleare riesce allo stesso tempo ad avere una buona valenza scientifica. Con una prosa chiaramente divulgativa, il libro nelle sue parti tecniche riesce a snocciolare una serie di dati interessanti e molto potenti se comparati all'odierna consapevolezza che questa forma di energia comporta. Il libro infatti non dimentica nel capitolo iniziale gli imperdonabili errori di sottovalutazione di Marie Curie, la fisica polacca che studiò per prima in maniera approfondita le radiazioni del radio o la precoce esaltazione per la scoperta di queste nuove sostanze che fece dire ad una certa dottoressa C. Davis sull'American Journal of Clinical Medicine che "la radioattività previene la pazzia, risveglia emozioni nobili, ritarda l'invecchiamento e garantisce una vita meravigliosa, giovanile e gioiosa". 


Il disegno di Leatherbarrow diventa ben presto chiaro quando nel capitolo successivo illustra i precedenti incidenti nucleari occorsi in varie parti del mondo che non vennero mai divulgati nella loro interezza per impedire l'arresto dello sviluppo produttivo di quella che ad oggi resta il combustibile col più alto potenziale energetico. Una specie di curva di de-responsabilizzazione che portò quindi all'incredibile serie di errori avvenuti nella centrale sita vicino Chernobyl. Se già il tipo di reattore RBMK-1000 in uso in Ucraina aveva manifestato una serie di problematiche tecniche scientemente ignorate dalla rigida burocrazia comunista, il disastro della sera e della notte del 26 Aprile1986 fu causato esclusivamente dalla negligenza umana. Il libro ne ripercorre con drammatica esattezza cronachistica tutti i passaggi e non fa sconti a nessuno di quegli uomini. Pur omaggiando gli eroi che s'immolarono (spesso purtroppo inconsapevolmente) per evitare che anche gli altri tre reattori prendessero fuoco devastando in maniera biblica il pianeta Terra, ciò che scaturisce dal racconto è una specie di sadica predeterminazione umana all'auto-annientamento. Che non è riscattato dalle correzioni, lunghe comunque trent'anni, avvenute dopo dato che lo tsunami del 2016 in Giappone dimostra e il conseguente disastro di Fukushima dimostrano come siamo ancora ben lontani dalla sicurezza definitiva. Proprio su questo punto, considerato che il libro è uscito nel 2019, si sente la mancanza anche solo di un breve capitolo sulla tragedia avvenuta in Giappone. Qualche parte del turismo sui luoghi della cittadina di Pryp'jat poteva essere espunta a favore, ad esempio, di qualche aggancio al presente. E se questo, come da lui raccontato nel suo vivace profilo Twitter, sarà l'argomento della prossima pubblicazione forse qualche accenno avrebbe giovato anche a questa.


L'AUTORE
Chernobyl è per molti una città reale, un nonluogo che un giorno è rimasto improvvisamente deserto. Proprio in questo è racchiuso per Andrew Leatherbarrow il suo fascino fuori dal comune. Per molto tempo si è chiesto come sarebbe stato attraversare quelle zone fantasma, immaginare la vita prima che la tragedia la colpisse. Un giorno si imbatte nell’annuncio di un viaggio organizzato a Pripyat, nella Zona di esclusione, durante il quale avrebbe avuto libero accesso all’area. Nasce così la sua indagine sulle misteriose vicende che portarono a quel drammatico giorno. Il suo libro Chernobyl 01:23:40. La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo (Salani 2019) è il risultato di cinque anni di ricerca, e presenta un resoconto accessibile ma completo di ciò che è realmente accaduto il 26 aprile 1986 nella centrale nucleare di Chernobyl.