6 agosto 2021

Recensione: Svizzera. The Passenger

Titolo:
Svizzera. The Passenger
Autore: AA.VV.
Editore: Iperborea
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2021
Prezzo copertina: 19,50 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

La casa editrice Iperborea come sempre pubblica delle vere e proprie perle, soprattutto per la collana The Passenger, un mondo dedicato a tutte quelle persone che amano esplorare luoghi anche restando comodamente sedute a casa. Per questo nuovo appuntamento ci porta alla scoperta di una Svizzera particolare, libera e imponente per le idee sociali e politiche. Come sempre, anche questo volume è formato da diversi articoli che spaziano in tutte le sezioni utili per capire il pensiero comune e la vita locale: il primo che potrete leggere è quello di Sieglinde Geisel, Abbiamo sempre puntato sulle catastrofi, in cui ci riporta un’intervista a Peter Bichsel, controcorrente della sinistra moderata svizzera; e ancora Mitologia del turismo di Oliver Sharpf in cui ci racconta dell’idillio paesaggistico che i turisti si aspettano dalle location svizzere, fatte di prati fioriti, montagne, aria fresca, tutto fomentato da Heidi. 

Troviamo poi Il paese dei plebisciti di Georg Kreis in cui ci descrive la democrazia diretta locale e il fatto che in Svizzera si tengano un quarto dei referendum del mondo; Uno svizzero al cento per cento da The Economist, che ci racconta la storia di Rudolf Elmer che per anni si è battuto contro la forza delle banche e dei tribunali svizzeri. E ancora Sono pazzi questi svizzeri di Enrico Bianda in cui al lettore viene fatto un resoconto del libro di John McPhee, Il formidabile esercito svizzero, un saggio del 1987 in cui veniva messo in luce il fatto che la Svizzera si presentasse come un Paese pacifico anche se era armato fino ai denti; Un’altra Greina di Leo Tuor in cui lo scrittore pone il lettore difronte al problema del turismo che va a discapito dei pastori e dei cacciatori; Sprechen Sie Deutsch? di Irena Brezna che ci fa un quadro linguistico locale, formato fondamentalmente da diversi dialetti. E infine Diventare un bravo svizzero di Max Lobe che come in una sorta di diario racconta della sua esperienza di vita e del suo trasferimento dal Camerun; e Dove riposano i Picasso di Isabelle Mayault che ci spiega della grande collazione di capolavori artistici situati al confine con la Francia, in un’area doganale.

Lo stile è come sempre variegato anche se tutti gli autori mantengono toni diretti, e una scrittura semplice per facilitare la comprensione di argomenti complicati. Personalmente trovo che la particolarità di questo nuovo volume, risieda nel fatto che tutti gli scrittori cercano di scardinare gli stereotipi legati alla Svizzera e di presentarla come un Paese che ha molto di più oltre le Alpi innevate e la neutralità che tanto si decanta. Non a caso, per quanto la si immagini come un posto libero da costrizioni, ricco e bucolico, la patria del cioccolato non è esente da difetti e problemi che toccano la sfera sociale, come la chiusura e il forte tradizionalismo degli svizzeri che spesso sono diffidenti verso gli stranieri. In conclusione è un volume interessante che mette in risalto aspetti particolari del paese elvetico. Lo consiglio? Assolutamente sì.