Titolo: Almanacco del Festival di Sanremo
Autore: Marino Bartoletti
Editore: Gallucci
Pagine: 426
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 14,00 €
Recensione a cura di Luigi Pizzi
C’è un filo che lega generazioni di italiani davanti alla televisione, tra polemiche, standing ovation, fiori sul palco e canzoni destinate a restare. Quel filo si chiama Festival di Sanremo. E l’“Almanacco del Festival di Sanremo” di Marino Bartoletti è il libro che quel filo lo raccoglie, lo ordina e lo trasforma in racconto. Non è soltanto un volume celebrativo: è un’opera monumentale, un viaggio ragionato dentro 75 edizioni del Festival – dalla nascita nel 1951 fino al 2025 – costruito con il rigore del cronista e la passione dell’uomo che Sanremo lo ha vissuto, raccontato, amato per tutta la vita. Il libro si apre con tre contributi che già ne definiscono il tono. Marino Bartoletti racconta il Festival come una casa comune, un luogo dell’anima prima ancora che uno spettacolo televisivo. La sua è una dichiarazione d’amore lucida e documentata: Sanremo non è solo una gara, ma uno specchio dell’Italia che cambia. Carlo Conti – oggi volto simbolo della kermesse – nella sua prefazione sottolinea il peso della tradizione e l’eredità ricevuta dai grandi del passato. Il suo sguardo è quello di chi sa di camminare su un palco carico di memoria. E poi Pippo Baudo, che ha condotto 13 edizioni e che ci ha lasciati il 16 agosto 2025. La sua testimonianza è forse la più emozionante: Sanremo come “vera casa”, come certificato di residenza permanente nel cuore degli italiani. Leggerla oggi ha un valore ancora più intenso, quasi testamentario.
La struttura del libro è chiara, rigorosa, quasi rassicurante: ogni anno viene raccontato seguendo lo stesso schema. La classifica, i protagonisti, le polemiche, le curiosità, il regolamento, la canzone vincitrice, quella simbolo, cosa si ascoltava in Italia e nel mondo, cosa accadeva nel Paese e oltreconfine. È una scelta intelligente: consente al lettore di orientarsi facilmente, ma soprattutto di cogliere l’evoluzione del Festival e, insieme, dell’Italia. Sfogliare il capitolo del 1951 – quando tutto nacque quasi come intrattenimento per il Casinò – fa sorridere se si pensa a ciò che il Festival è diventato oggi: uno degli eventi televisivi più seguiti e discussi del Paese. E pagina dopo pagina ci si accorge che Sanremo non è mai stato solo una gara canora: è stato specchio dei cambiamenti sociali, delle trasformazioni della musica, delle mode, delle tensioni culturali. Il vero punto di forza dell’Almanacco è proprio questo: non racconta solo le canzoni, ma il contesto. Ci ricorda cosa succedeva nel mondo mentre sul palco si cantava, quali brani dominavano le classifiche internazionali, quali eventi segnavano l’Italia. Il Festival diventa così una lente attraverso cui leggere la storia collettiva. E poi c’è la parte finale, preziosa per appassionati e studiosi: il Dizionario del Festival della Canzone Italiana, l’indice alfabetico di tutte le canzoni presentate, le statistiche complete fino al 2025. Un lavoro meticoloso, quasi enciclopedico, che dimostra quanto Bartoletti abbia voluto creare non solo un racconto, ma uno strumento di consultazione destinato a durare nel tempo.
La lettura di questo libro, proprio ora, ha un sapore particolare. Ieri, 24 febbraio 2026, si è aperta la 76ª edizione del Festival di Sanremo, condotta da Carlo Conti insieme a Laura Pausini. La storia continua, mentre l’Almanacco ci accompagna fino alla soglia dell’oggi, come una grande memoria ordinata pronta ad accogliere un nuovo capitolo. Per chi ama Sanremo – per chi ha discusso animatamente di classifiche, per chi ricorda esattamente dove si trovava quando vinse quella certa canzone, per chi sente ancora un brivido ascoltando un ritornello – questo libro è un must imperdibile. Ma lo è anche per chi vuole capire perché il Festival, evento di punta della Rai, sia diventato una tradizione radicata nella cultura italiana. L’“Almanacco del Festival di Sanremo” non è solo un libro sul Festival: è un libro sull’Italia che canta, cambia, si divide e si ritrova davanti allo stesso palco, anno dopo anno. Ed è difficile immaginare una casa di appassionati senza questo volume sullo scaffale, pronto a essere riaperto ogni febbraio.
Autore: Marino Bartoletti
Editore: Gallucci
Pagine: 426
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 14,00 €
Acquista su Amazon: https://amzn.to/3ZVLmOI
C’è un filo che lega generazioni di italiani davanti alla televisione, tra polemiche, standing ovation, fiori sul palco e canzoni destinate a restare. Quel filo si chiama Festival di Sanremo. E l’“Almanacco del Festival di Sanremo” di Marino Bartoletti è il libro che quel filo lo raccoglie, lo ordina e lo trasforma in racconto. Non è soltanto un volume celebrativo: è un’opera monumentale, un viaggio ragionato dentro 75 edizioni del Festival – dalla nascita nel 1951 fino al 2025 – costruito con il rigore del cronista e la passione dell’uomo che Sanremo lo ha vissuto, raccontato, amato per tutta la vita. Il libro si apre con tre contributi che già ne definiscono il tono. Marino Bartoletti racconta il Festival come una casa comune, un luogo dell’anima prima ancora che uno spettacolo televisivo. La sua è una dichiarazione d’amore lucida e documentata: Sanremo non è solo una gara, ma uno specchio dell’Italia che cambia. Carlo Conti – oggi volto simbolo della kermesse – nella sua prefazione sottolinea il peso della tradizione e l’eredità ricevuta dai grandi del passato. Il suo sguardo è quello di chi sa di camminare su un palco carico di memoria. E poi Pippo Baudo, che ha condotto 13 edizioni e che ci ha lasciati il 16 agosto 2025. La sua testimonianza è forse la più emozionante: Sanremo come “vera casa”, come certificato di residenza permanente nel cuore degli italiani. Leggerla oggi ha un valore ancora più intenso, quasi testamentario.
Puoi sfogliare il libro qui: https://e.issuu.com/embed.html?backgroundColor=%23f2dba6&backgroundColorFullscreen=%23fbf0d6&d=almanacco_sanremo&themeMainColor=%23000000&themeSecondaryColor=%23ffb300&u=galluccieditore
MARINO BARTOLETTI (Forlì, 1949) è uno dei più celebri giornalisti italiani. Ha condotto e spesso ideato trasmissioni storiche come Il processo del lunedì, La Domenica Sportiva, Pressing, Quelli che il calcio. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e dell’Enciclopedia Treccani dello Sport, oltre che delle testate sportive della Rai e di Mediaset. È una delle figure televisive più amate dal pubblico e anche un grande esperto di musica. In particolare della storia del Festival di Sanremo, del quale è stato giurato, opinionista e anche selezionatore delle canzoni in gara. Da qualche anno si è arreso volentieri alle sempre più insistenti richieste di diventare uno scrittore. Con Gallucci ha in corso di pubblicazione la serie per ragazzi La squadra dei sogni. I suoi romanzi “adulti” hanno riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica, tanto che La cena degli dei si è aggiudicato i premi Selezione Bancarella, Invictus, Libri d’Ulisse e Samadi, Il ritorno degli dei ha vinto i premi Bancarella Sport e Città di Castello, mentre La discesa degli dei i premi Kerasion e Terre d’Agavi e La partita degli dei il premio Lorenzo D’Orsogna. L'ultimo romanzo, Il Festival degli dei, è dedicato a Sanremo e ha riscosso un incredibile successo di pubblico e di critica.



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