Recensione: La doppia eccezionalità. Valorizzare il potenziale individuale nella classe neurodiversa, di Lara Milan
Titolo: La doppia eccezionalità. Valorizzare il potenziale individuale nella classe neurodiversa
Autore: Lara Milan
Editore: Erickson
Pagine: 216
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 20,00 €
Lara Milan è Specialist in Gifted and Talented Education, nella sua attività si dedica prevalentemente alla formazione di docenti su modelli e strategie didattiche per rispondere ai bisogni educativi speciali degli studenti gifted, gifted underachiever e twice exceptional. Inoltre, affianca i docenti nell’implementazione di approcci educativi in classe, nonché nella redazione di PDP per alunni plus dotati e studenti doppiamente eccezionali. Fondatrice di SEM Italy, centro accreditato presso i principali enti internazionali di Gifted and Talented Education: www.semitaly.com
Autore: Lara Milan
Editore: Erickson
Pagine: 216
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 20,00 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
La doppia eccezionalità di Lara Milan è un testo lucido, necessario e profondamente attuale, che affronta con rigore e sensibilità uno dei temi più complessi e meno riconosciuti della scuola contemporanea: quello degli studenti e delle studentesse twice exceptional (2e), giovani ad alto potenziale cognitivo che convivono con Bisogni Educativi Speciali come DSA, ADHD, disturbi d’ansia o condizioni dello spettro autistico. Il volume si distingue fin dalle prime pagine per la solidità dell’impianto teorico. L’autrice ripercorre l’evoluzione internazionale del concetto di giftedness, dai primi studi sull’intelligenza fino ai modelli multidimensionali più recenti, mettendo in evidenza come il talento non sia una caratteristica statica né un semplice punteggio di QI, ma un potenziale che si sviluppa nell’interazione tra predisposizioni individuali e contesto educativo. Questa cornice è fondamentale per comprendere la doppia eccezionalità: nei profili 2e, infatti, abilità elevate e fragilità coesistono in modo dinamico, spesso mascherandosi a vicenda. Il rischio è duplice: non riconoscere il talento a causa della difficoltà o, al contrario, trascurare il bisogno di supporto perché compensato dalle capacità avanzate. Il contributo più significativo del libro è l’adozione di un approccio basato sui punti di forza. Milan propone un cambio di paradigma rispetto alla tradizionale visione centrata sul deficit: non si tratta solo di “compensare” una difficoltà, ma di costruire percorsi educativi che nutrano il talento, offrendo allo stesso tempo strumenti mirati per affrontare le fragilità. L’idea di una progettazione “doppiamente differenziata” rappresenta il cuore dell’opera: stimolare la complessità cognitiva, garantire arricchimento e profondità, ma anche prevedere misure di supporto e attenzione alla dimensione emotiva. Proprio l’attenzione agli aspetti socio-emotivi è uno dei punti più maturi del volume. Gli studenti 2e vivono spesso un divario doloroso tra ciò che potrebbero esprimere e ciò che riescono concretamente a mostrare. Frustrazione, ansia, senso di inadeguatezza e underachievement sono esperienze frequenti. L’autrice affronta questi temi con competenza e realismo, sottolineando quanto sia essenziale un ambiente scolastico che riconosca e valorizzi l’intera persona, non solo la prestazione. Accanto alla riflessione teorica, il libro offre strumenti operativi concreti: modelli di progettazione come il Piano Educativo Doppiamente Differenziato, griglie di osservazione, checklist e indicazioni per l’identificazione e la personalizzazione didattica. Non si tratta di semplici suggerimenti, ma di dispositivi coerenti con l’impianto teorico, che permettono di tradurre la conoscenza in azione educativa. Questa dimensione pratica rende il testo particolarmente utile per docenti, dirigenti, psicologi scolastici e famiglie. Un ulteriore merito dell’opera è la capacità di dialogare con il contesto italiano, adattando i principali modelli internazionali alla realtà normativa e organizzativa delle nostre scuole. Ne emerge una proposta ambiziosa ma realistica: una scuola che non si limiti a includere, ma che sappia progettare in modo intenzionale per valorizzare talenti complessi. In conclusione, La doppia eccezionalità è più di una guida specialistica: è un invito a rivedere il modo in cui interpretiamo le difficoltà e il talento. Lara Milan mostra come dietro un disturbo possa celarsi un potenziale straordinario e come dietro un alto potenziale possano nascondersi fragilità profonde. È una lettura imprescindibile per chiunque desideri contribuire a una scuola davvero equa, capace di trasformare le sfide in opportunità e di creare spazi in cui ogni studente possa trovare il proprio posto e far fiorire il proprio talento.
La doppia eccezionalità di Lara Milan è un testo lucido, necessario e profondamente attuale, che affronta con rigore e sensibilità uno dei temi più complessi e meno riconosciuti della scuola contemporanea: quello degli studenti e delle studentesse twice exceptional (2e), giovani ad alto potenziale cognitivo che convivono con Bisogni Educativi Speciali come DSA, ADHD, disturbi d’ansia o condizioni dello spettro autistico. Il volume si distingue fin dalle prime pagine per la solidità dell’impianto teorico. L’autrice ripercorre l’evoluzione internazionale del concetto di giftedness, dai primi studi sull’intelligenza fino ai modelli multidimensionali più recenti, mettendo in evidenza come il talento non sia una caratteristica statica né un semplice punteggio di QI, ma un potenziale che si sviluppa nell’interazione tra predisposizioni individuali e contesto educativo. Questa cornice è fondamentale per comprendere la doppia eccezionalità: nei profili 2e, infatti, abilità elevate e fragilità coesistono in modo dinamico, spesso mascherandosi a vicenda. Il rischio è duplice: non riconoscere il talento a causa della difficoltà o, al contrario, trascurare il bisogno di supporto perché compensato dalle capacità avanzate. Il contributo più significativo del libro è l’adozione di un approccio basato sui punti di forza. Milan propone un cambio di paradigma rispetto alla tradizionale visione centrata sul deficit: non si tratta solo di “compensare” una difficoltà, ma di costruire percorsi educativi che nutrano il talento, offrendo allo stesso tempo strumenti mirati per affrontare le fragilità. L’idea di una progettazione “doppiamente differenziata” rappresenta il cuore dell’opera: stimolare la complessità cognitiva, garantire arricchimento e profondità, ma anche prevedere misure di supporto e attenzione alla dimensione emotiva. Proprio l’attenzione agli aspetti socio-emotivi è uno dei punti più maturi del volume. Gli studenti 2e vivono spesso un divario doloroso tra ciò che potrebbero esprimere e ciò che riescono concretamente a mostrare. Frustrazione, ansia, senso di inadeguatezza e underachievement sono esperienze frequenti. L’autrice affronta questi temi con competenza e realismo, sottolineando quanto sia essenziale un ambiente scolastico che riconosca e valorizzi l’intera persona, non solo la prestazione. Accanto alla riflessione teorica, il libro offre strumenti operativi concreti: modelli di progettazione come il Piano Educativo Doppiamente Differenziato, griglie di osservazione, checklist e indicazioni per l’identificazione e la personalizzazione didattica. Non si tratta di semplici suggerimenti, ma di dispositivi coerenti con l’impianto teorico, che permettono di tradurre la conoscenza in azione educativa. Questa dimensione pratica rende il testo particolarmente utile per docenti, dirigenti, psicologi scolastici e famiglie. Un ulteriore merito dell’opera è la capacità di dialogare con il contesto italiano, adattando i principali modelli internazionali alla realtà normativa e organizzativa delle nostre scuole. Ne emerge una proposta ambiziosa ma realistica: una scuola che non si limiti a includere, ma che sappia progettare in modo intenzionale per valorizzare talenti complessi. In conclusione, La doppia eccezionalità è più di una guida specialistica: è un invito a rivedere il modo in cui interpretiamo le difficoltà e il talento. Lara Milan mostra come dietro un disturbo possa celarsi un potenziale straordinario e come dietro un alto potenziale possano nascondersi fragilità profonde. È una lettura imprescindibile per chiunque desideri contribuire a una scuola davvero equa, capace di trasformare le sfide in opportunità e di creare spazi in cui ogni studente possa trovare il proprio posto e far fiorire il proprio talento.
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