Recensione: Fuga di mezzanotte (1978)

REGIA: Alan Parker
SCENEGGIATURA: Geoffrey Kirkland, Oliver Stone
ATTORI: Gigi Ballista, Paolo Bonacelli, Franco Diogene, Brad Davis, Michael Ensign, John Hurt, Bo Hopkins, Peter Heffrey, Randy Quaid, Paul Smith, Mike Kellin, Irene Miracle, Norbert Wiesser
FOTOGRAFIA: Michael Seresin
MONTAGGIO: Gerry Hambling
MUSICHE: Giorgio Moroder
PRODUZIONE: CASABLANCA
DISTRIBUZIONE: CEIAD - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, L'UNITA' VIDEO
PAESE: Gran Bretagna 1978
GENERE: Drammatico, Psicologico
DURATA: 119 Min
FORMATO: Colore NORMALE
VISTO CENSURA: 14
SOGGETTO: libro omonimo di William Hayes e William Hoffer

RECENSIONE
Ieri sera ho visto questo vecchio film, vincitore di 2 premi Oscar (come migliore sceneggiatura non originale e come migliore colonna sonora). Fuga di mezzanotte racconta la storia vera di Billy Hayes (interpretato da Brad Davis), un ragazzo americano che viene fermato all'aeroporto turco per possesso di droga. Sono gli anni della lotta al terrorismo e degli scontri tra il presidente Nixon e il governo turco. Billy dopo aver tentato la fuga viene ripreso e condotto nella prigione di Sagmalcilar.
Qui la vita è dura e il direttore del carcere è una persona estremamente violenta. Billy stesso viene picchiato duramente per avere preso una coperta, tanto da non riuscire più nemmeno a camminare.
Intanto al processo viene condannato a quattro anni e due mesi per possesso di droga. Tuttavia la Corte Suprema turca di Ankara accetta il ricorso dell'accusa, che vuole la condanna per contrabbando, ed estende la pena a 30 anni di carcere.
Billy è disperato e sa di non poter resistere ancora in quel posto. Proprio per questo, insieme ad alcuni amici occidentali, organizza un piano di fuga. Il fallimento costerà una dura punizione ad un amico. Quando anche l'altro amico viene portato via, Billy perde la testa ed uccide, staccandogli la lingua con un morso, l'informatore che ha denunciato il suo piano di fuga ed accusato ingiustamente l'altro amico. A seguito di questo episodio Billy viene trasferito al centro di malattie mentali della prigione dove inizia a perdere lentamente la ragione. Sarà solo la visita della sua ragazza a destarlo da quello stato e fargli capire che l'unica soluzione alla morte è la fuga. Cosi Billy prova a corrompere il capo delle guardie per farsi portare in infermeria, ma quest'ultimo dopo aver incassato i soldi lo porta in una stanza per violentarlo. Nel tentativo di ribellarsi Billy riesce ad ucciderlo e, dopo essersi impossessato della sua divisa, anche a fuggire dal carcere.

Si tratta di un film molto intenso e forte; le violenze fisiche e morali subite dai carcerati sono davvero devastanti. Una storia vera ma soprattutto una documento di denuncia del sistema carcerario turco degli anni settanta, lontano da qualsiasi standard di umanità. Ottima la regia e la colonna sonora. Gli attori sono tutti molto convincenti. Un film che consiglio a tutti.

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