lunedì 27 gennaio 2014

Recensione: IL BAMBINO DI SCHINDLER di Leon Leyson. Un libro per non dimenticare!

Titolo: Il bambino di Schindler
Autore: Leon Leyson
Editore: Mondadori
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 14,00 €


In occasione della Giornata della Memoria mi sembrava opportuno proporre la recensione di un libro a tema. Il bambino di Schindler racconta la storia di Leib Lejzon, un ebreo polacco che fu costretto, insieme alla sua famiglia, a sperimentare l'orrore della persecuzione nazista. Cresciuto nel piccolo villaggio di Narewka, nel nordest della Polonia, insieme a tre fratelli e una sorella, il piccolo Leib fu costretto a trasferirsi a Cracovia per raggiungere il padre Moshe, impiegato in un fabbrica di bottiglie. Quando nel 1939 l'esercito tedesco conquistò la Polonia, le discriminazioni razziali verso gli ebrei presero corpo in tutto il Paese, che fino a quel momento aveva ben tolleraro la presenza di minoranze etniche e religiose.

L'escalation della follia nazista costringerà la famiglia Lejzon a trasferirsi dapprima nel ghetto della città e successivamente, con la chiusura dello stesso, nel campo di concentramento di Plaszów, dove tra fame, violenze e malattie, la vita verrà svuotata di qualsiasi significato. Ma sarà un controverso imprenditore tedesco, Oskar Schinderl, a salvare loro la vita, permettendogli di lavorare nella propria fabbrica ed esponendosi più volte in prima persona, anche attraverso il pagamento di cospicue bustarelle, pur di evitargli la deportazione in un campo di concentramento.

Oskar Schindler
La storia di Oskar Schinderl è ormai nota ai più, grazie soprattutto al bellissimo film di Steven Spielberg, Schindler's List, vincitore di sette premi Oscar. E fu proprio la fortuna di quest'ultimo a spingere Leon Leyson, così come fu chiamato Leyb Leyzon dopo l'arrivo in America, a raccontare la sua personale esperienza dell'Olocausto, in cui proprio l'imprenditore tedesco giocò un ruolo fondamentale. La semplicità di linguaggio rende la lettura particolarmente adatta per i ragazzi, ma no per questo meno intensa e significativa anche per gli adulti. I racconti dei sopravvissuti ad una delle più grandi tragedie della storia dell'umanità sono tutti più o meno simili, ma allo stesso tempo anche unici, considerando l'unicità di ogni persona, appunto, e l'importanza della memoria storica affinché ciò che è stato non sia dimenticato e non si ripeta mai più.

Un racconto, in questo caso, che ci permette di rivivere l'Olocausto attraverso gli occhi di un bambino, che fu costretto a crescere in fretta per far fronte a qualcosa di insostenibile. Un libro intenso e commovente che getta uno sguardo significativo anche oltre la fine della guerra, con il difficile cammino di ricostruzione psicologica, ancora prima che materiale, dei protagonisti, costretti ad emigrare in America per ripartire da zero e sfuggire alle discriminazioni ancora forti in Europa, anche dopo la caduta del Terzo Reich.

L'AUTORE
Leon Leyson è stato il membro più giovane della lista di Schindler. Convinto che nessuno sarebbe stato interessato alla sua storia, ha evitato di parlarne fino a quando il film Schindler's List non ha catturato l'attenzione di tutto il mondo. Ha insegnato per trentacinque anni nel liceo di Huntington Park, in California. Per il suo impegno come educatore e testimone dell'Olocausto ha ricevuto una laurea ad honorem in Lettere dalla Chapman University. È scomparso nel gennaio 2013. 

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