28 febbraio 2014

Il collare della colomba; Il destino dell'Immacolata e altre novità Marsilio in libreria dal 26 febbraio

Titolo: Il collare della colomba
Autore: Raja Alem
Editore: Marsilio
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 13,00 €


Ad Aburrùs, antico vicolo della Mecca, giace il cadavere nudo di una donna. Il volto è sfigurato, è impossibile identificarla. Gli abitanti della zona sono scossi, temono che la polizia possa scavare nelle loro vite e portare alla luce segreti custoditi gelosamente. Storie di famiglia, amori proibiti, intrighi di una città preda di società immobiliari senza scrupoli. Incaricato delle indagini, mentre cerca di scoprire chi sia la vittima, l’ispettore Nasser si immerge nelle tormentate esistenze di Aischa e Azza, misteriosamente scomparse dal vicolo poco prima del ritrovamento del corpo.
Insegnante ripudiata dal marito, Aischa intratteneva una corrispondenza amorosa con un medico tedesco, mentre alla ribelle Azza erano dedicate le pagine del diario del suo vicino Yusuf, giovane storico ossessionato dalla grandezza del patrimonio artistico e religioso della città più santa dell’Islam. Continuando a cercare la verità sulla donna uccisa, Nasser trova preziosi indizi tra gli scritti di Aischa e Yusuf. Scoprirà quanto la sua antica città sia minacciata dalla corruzione, e capirà che è il suo cuore sacro, la Kaaba, a dover essere salvato dallo scontro tra tradizioni ancestrali e una tensione brutale verso la modernità. 

Raja Alem è nata a La Mecca e vive oggi tra Gedda e Parigi. Giornalista e autrice di romanzi e libri per bambini, è considerata tra i più importanti scrittori in lingua araba della sua generazione e ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio dell’Unesco per i risultati artistici conseguiti e il prestigioso International Prize for Arabic Fiction per Il collare della colomba, in corso di traduzione in diversi paesi. Con la sorella Shadia, artista di fama internazionale, ha fondato un’associazione culturale rivolta al sostegno dell’istruzione e della creatività delle giovani saudite.

Titolo: Il destino dell'Immacolata
Autore: Domenico Cacopardo
Editore: Marsilio
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,00 €


Filippo Soliméni, detto Lollo, narra la propria storia, dall'arrivo dei Carabinieri in viale San Martino 447, dove abita con i genitori. È l'alba del 4 marzo 1977, Lollo viene condotto in caserma e interrogato sulla morte di Immacolata Pianuzza in Barbalonga Chirò, la vicina di casa assassinata nella tarda serata dell'8 dicembre 1976, festa dell'Immacolata Concezione. Ascoltata la sua deposizione, la dottoressa Adele Piraino Limongi, sostituto procuratore, lo arresta e lo rinchiude nel carcere di Gazzi. Fabrizio Prisicianotto, penalista di Messina, viene incaricato della difesa e la delega in gran parte al giovane praticante procuratore Italo Agrò, suo sostituto e cugino dell'indagato. Qualche tempo dopo che è stato considerato estraneo al delitto e quindi rilasciato, la sua situazione si complica a causa di un altro omicidio. Anche questa volta, i Carabinieri lo arrestano e sono costretti a rimetterlo in libertà per un'inattesa risolutiva testimonianza. Ma i guai di Solimèni non finiscono qui. Ambientata tra Messina e Letojanni, nelle atmosfere siciliane raccontate senza veli, mostrandone convenzioni e tabù, tic collettivi e individuali, un giallo serrato e imprevedibile nel quale il giovane Italo Agrò padroneggia il proprio ruolo di legale e lo interpreta con la passione che merita un parente sfortunato.

Domenico Cacopardo, è nato nel 1936. Siciliano, è vissuto in varie città italiane, condotto dagli impegni professionali. Consigliere di Stato sino al 2008, è stato anche Magistrato per il Po (Parma) e Magistrato alle Acque (Venezia). Collabora con vari quotidiani e periodici. Il sostituto procuratore Italo Agrò è il protagonista dei suoi gialli: L'endiadi del dottor Agrò (Marsilio 2001), Cadenze d'inganno (Marsilio 2002), La mano del Pomarancio (Mondadori 2003), L'accademia di vicolo Baciadonne (Baldini Castoldi Dalai editore 2006), Agrò e la deliziosa vedova Carpino (Marsilio 2010), Agrò e la scomparsa di Omber (Marsilio 2011), Agrò e il maresciallo La Ronda (Marsilio 2013). È inoltre autore di Il caso Chillé (Marsilio 1999), Giacarandà (Marsilio 2002), Virginia (Baldini Castoldi Dalai editore 2005) e Carne viva (Baldini Castoldi Dalai editore 2008). Sue raccolte di poesia: Polifemo e altro (1982), Il guerriero egizio (1984) e L'implicito sublime (1987), Premio Pedrocchi. 


Titolo: Il pittore prigioniero
Autore:
Giandomenico Romanelli
Editore: Marsilio
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,50 €


Un grande e misterioso graffito emerge durante i restauri in una delle celle più nascoste dei Pozzi di Palazzo Ducale. Rappresenta una “sacra conversazione” secondo i moduli della pittura veneziana tra quattro e cinquecento. Chi ne è l’autore? Come ha potuto realizzare un capolavoro di quelle dimensioni e di quella qualità nel buio di una reclusione durissima e in condizioni di vita impensabili? Lentamente si dipana la storia vera di un inedito intreccio artistico e storico. Ne è protagonista un piccolo pittore di Conegliano, catturato e imprigionato per eresia nel 1549.
Nuovamente catturato vent’anni dopo e condannato a morte, sarà bruciato nella piazza di Conegliano all’inizio del 1568. Sullo sfondo lo scontro insanabile tra Giovanni Della Casa, il famoso autore del Galateo, nunzio papale a Venezia e Pier Paolo Vergerio, vescovo di Capodistria, che abbraccerà la riforma luterana e sarà costretto a trovare rifugio in Svizzera. Tra artisti e letterati, grandi dame e monsignori; tra fughe precipitose e libri proibiti, dispute teologiche e controversie sulla lingua, le disperate rime di Gaspara Stampa e i roghi dell’Inquisizione, si consuma tra Venezia e le colline di Conegliano uno dei periodi più tormentati e vivaci della cultura rinascimentale, prima del grande gelo della Controriforma. 

Giandomenico Romanelli, vive a Venezia. Dal 1979 è direttore dei Musei civici di Venezia, quindi direttore dei Beni e attività culturali del Comune di Venezia e, dalla creazione nel 2008 fino al 2011, della Fondazione dei Musei civici. Socio effettivo dell'Istituto Veneto di scienze lettere e arti, è presidente del Comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio e dei musei provinciali di Trento ed è membro del Comitato scientifico del Centro Palladio di Vicenza (CISA). Attualmente insegna Storia dell'urbanistica e della città a Ca' Foscari ed è vice presidente dell'associazione Chorus.

Titolo: Il nipote di Rameau
Autore: Denis Diderot
Editore: Marsilio
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 18,00 €


«Che faccia bello o cattivo tempo» il filosofo, che ha l'abitudine di passeggiare alle cinque di pomeriggio seguendo i suoi pensieri come se fossero «baldracche», incontra il nipote disgregato e paradossale del grande musicista. Inizia così il più celebre dialogo della letteratura moderna. Da una parte la voce del filosofo anticonformista e però coerente nella sua ricerca del giusto e del bello; dall'altra quella di un individuo reazionario e cinico, pronto a cambiare opinione se gli si offre da bere e addirittura a prostituire la moglie - e tuttavia geniale nella sua stravaganza. Da che parte sta la ragione ? Questo dialogo si è prestato a interpretazioni svariate e illustri di filosofi come Hegel e Marx fino a Foucault, di letterati come Aragon ed Enzensberger, conservando intatto il suo carattere enigmatico e il suo potere di dissacrazione.

Denis Diderot nasce a Langres nel 1713 in una famiglia di artigiani. Educato dai gesuiti, nel 1729 arriva a Parigi, dove frequenta il liceo; abbandona la vocazione religiosa, si sposa ed entra nella società letteraria. Nel 1751 inizia a pubblicare l'Encyclopédie, il grande progetto cui dedica, perseguitato dalla censura, tutte le sue energie fino al 1765. Interlocutore di Caterina II, critico d'arte e teorico del teatro (Il paradosso sull'attore), autore di trattati filosofici materialisti, di drammi e di romanzi (I gioielli indiscreti, Jacques il fatalista e il suo padrone e La Religiosa), muore nel 1784. La sua opera letteraria maggiore, Il nipote di Rameau, sarà pubblicata postuma.

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