domenica 16 febbraio 2014

Recensione: 12 ANNI SCHIAVO (2013). Al cinema dal 20 febbraio

Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor) è un talentuoso violinista di colore, nonché un uomo libero che vive con la moglie e i figli nello Stato di New York. Un giorno, tuttavia, viene ingaggiato da due falsi agenti dello spettacolo che, dopo averlo drogato, lo vendono come schiavo. Incatenato e privato dei documenti, Solomon viene portato a Sud, in Louisiana, dove per sopravvivvere sarà costretto a dimenticare la propria identità ed eseguire gli ordini, come tutti gli altri schiavi. Il suo personale inferno durerà 12 anni.

La schiavitù degli afroamericani, al pari del genocidio degli ebrei per gli europei, costituisce una macchia indelebile nella storia degli Stati Uniti d'America. Steve McQueen, regista già apprezzato in film quali Hunger e Shame, con 12 anni schiavo riesce nell'intento di raccontare il trattamento disumano che furono costretti a subire gli schiavi di colore nelle piantagioni a Sud.

Candidato a 9 premi Oscar, tratto dall'autobiografia di Solomon Northup, 12 anni schiavo è un film di grande intensità emotiva. La storia di Solomon, da uomo libero a schiavo, rende ancora di più il dramma di chi all'improvviso viene privato della propria idendità e di qualsiasi diritto, e trasformato in un semplice "mulo da lavoro" nelle mani di schiavisti senza scrupoli.  

Steve McQueen, per rendere al massimo la brutalità di quest'ultimi, pone in risalto il contrasto tra la bellezza naturalistica delle vaste piantagioni di cotone, evocata da una fotografia quasi poetica, e le scene di violenza efferata di cui si rendevano protagonisti uomini privi d'umanità, spesso per il semplice gusto di torturare qualcuno o per sfogare le proprie frustrazioni; come nel caso dello schiavista Edwin Epps  interpretato in modo sublime da Michael Fassbender, probabilmente il principale rivale di Jared Leto nella corsa all'Oscar per il migliore attore non protagonista.

Un film potente, emozionante, intelligente, che funziona sotto tutti i punti di vista: la regia è impeccabile; il montaggio perfetto; la fotografia splendida; la scenografia e i costumi realistici (evocativi dell'epoca); la sceneggiatura brillante e valorizzata da una recitazione di altissimo livello. E proprio in riferimento a quest'ultima è doveroso sottolineare l'ottima prova di Chiwetel Ejiofor, che interpreta Solomon con grande dignità, e quella di Lupita Nyong’o, emozionante nei panni della schiava costretta a subire le continue vessazioni di Edwin Epps e, contemporaneamente, l'ira della moglie (Sarah Paulson). Senza dimenticare la buona performance di tutti gli altri componenti del cast: Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Paul Dano e Paul Giamatti.

Un film dunque senza punti deboli che a mio avviso vincerà, meritatamente, l'Oscar come miglior film dell'anno. Assolutamente da non perdere, tra i migliori in assoluto sulla schiavitù!

DATA USCITA: 20 febbraio 2014
GENERE: Drammatico
ANNO: 2013
REGIA: Steve McQueen
SCENEGGIATURA: John Ridley
ATTORI: Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Sarah Paulson, Paul Giamatti, Lupita Nyong'o, Garret Dillahunt, Taran Killam, Michael Kenneth Williams, Alfre Woodard, Chris Chalk, Dwight Henry, Scoot McNairy, Adepero Oduye, Ruth Negga, Marc Macaulay, Marcus Lyle Brown, Liza J. Bennett,
FOTOGRAFIA: Sean Bobbitt
PRODUZIONE: New Regency Pictures, Plan B Entertainment, River Road Entertainment
DISTRIBUZIONE: BIM
PAESE: USA
DURATA: Min

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