giovedì 9 aprile 2015

Recensione: MALEFICA LUNA D'AGOSTO di Cristina Guarducci

Titolo: Malefica luna d'agosto
Autore: Cristina Guarducci
Editore: Fazi
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 16,00

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Malefica luna d’agosto è il nuovo romanzo a sfondo onirico e surreale di Cristina Guarducci. La storia è ambientata nella campagna maremmana del 1970, in cui si susseguono le vicende di due famiglie piuttosto singolari, colpite da una maledizione stramba: generare due eredi, uno con fattezze mostruose e l’altro con indole animalesca. La vicenda surreale è narrata da un’amica di Daria Guastaldi, una dei tre figli di Donna Marisa e di Ugonotto, chiamato anche il Cavaliere.

Foto di Rodney Smith
Daria ha altri due fratelli: Laurina, una tredicenne tanto semplice e graziosa quanto desiderosa di crescere toppo in fretta, ed il giovane Giuliano dall’aspetto fiero è selvaggio, incapace di parlare, che oscilla tra fasi di incoscienza e follia. Un’altra protagonista importante è la nonna, che accudisce amorosamente il vecchio cane Piermaria (a cui ha dato il nome del marito defunto) leggendo rotocalchi; la stessa donna che in tempi addietro ha dato alla luce un parto gemellare caratterizzato da Ugonotto e suo fratello Gaddo, un grande e violento pipistrello coperto di peli. Ecco come in due generazioni la maledizione della famiglia ha colpito i componenti. Tra eventi fantastici, lotte per l’eredità, amori incestuosi, brama di denaro, potere femminile e rapporti degenerati, si snodano le vicende di una famiglia aristocratica caduta in disgrazia.

L’ambientazione è onirica e fantastica. A tratti sembra la descrizione di uno scenario utopico e delirante. I personaggi dal canto loro si presentano come irrazionali e paradossali. Donna Marisa, caposaldo della famiglia, profondamente devota al marito tra una scappatella e l’altra con amici della casata; Ugonotto, strano essere, perennemente assente dall’indole quasi eccentrica; Daria, maschiaccio assetata d’affetto; Laurina, piccolo fiore sbocciato e raccolto dal seduttore Tony; Giuliano, l’uomo-bestia che non conosce l’amore, ma ben presto riesce ad affacciarsi nel mondo reale; la nonna, l’anziana signora che vede nel cagnolino l’anima reincarnata di suo marito; Gaddo, che vive volando per il mondo e riposa sugli alberi. 

Una rappresentazione di una famiglia imperfetta all’interno della quale, alla pari di un sogno, convivono elementi confusionari, non definiti, dai contorni sfumati, con personaggi che recitano in uno stesso scenario senza però relazionarsi realmente tra loro; ognuno in qualche modo segue un proprio filone narrativo e propone una storia (scissa dalla vicenda originaria) da narrare. Il linguaggio è fluido, lineare e semplice, anche se il romanzo è pregno di descrizioni. Un libro colmo di elementi psicoanalitici e metafisici che trasformano la lettura in uno strano sogno ad occhi aperti.

“Nel pieno dell’estate i vapori bollenti della luna piena creano turbini, speranze e squilibri negli esseri umani, e neppure i domestici ne sono risparmiati…”


L'AUTRICE
Cristina Guarducci è nata a Firenze e vive a Prato. Per oltre vent’anni, ha lavorato a Parigi come psicanalista junghiana. Il suo romanzo d’esordio, Mitologia di famiglia (Fazi, 2006), è stato molto apprezzato dalla critica per la sua originalità nel panorama narrativo attuale. Nel 2010 è uscito, sempre per Fazi, Nonchalance.

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