25 novembre 2015

Recensione: HEART OF THE SEA. LE ORIGINI DI MOBY DICK di Nathaniel Philbrick. Da questo libro l'attesissimo film di Ron Howard

Titolo: Heart of the sea. Le origini di Moby Dick
Autore: Nathaniel Philbrick
Editore: Elliot
Pagine: 311
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 17,50 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Heart of the sea. Le origini di Moby Dick è un libro di Nathaniel Philbrick in cui vengono riportate testimonianze dirette e reali riguardo l’affondamento della baleniera ad opera di un capodoglio inferocito. Questo evento rappresenta da sempre uno dei disastri nautici più famosi del XIX secolo e non a caso ha ispirato la scena clou del Moby Dick di Melville.
Per circa cent’ottanta anni, gran parte delle informazioni su questa calamità sono derivate dalle 128 pagine della Narrative of the Wreck of the Whaleship Essex, scritta da Owen Chase, il primo ufficiale della nave. Poi, intorno al 1960, nel solaio di una casa di New York viene rinvenuto un taccuino che, nel 1980, viene riconosciuto dall’esperto di baleniera di Nantucket, Edouard Stackpole, come appartenente a Thomas Nickerson, mozzo dell’Essex.

In termini di qualità letteraria non può essere paragonato all’opera di Chase che risulta piuttosto scarna ed erronea, anzi, la si potrebbe definire una testimonianza diretta e completa di uno degli eventi che hanno segnato la storia. Il 12 agosto 1819, la baleniera Essex lascia il porto di Nantucket e si dirige al largo. La comanda un giovane capitano di ventotto anni, George Pollard jr. La baleniera risale la costa occidentale del Sudamerica e, dopo aver faticosamente doppiato Capo Horn, si spinge al largo del Pacifico verso rotte inesplorate.

Il 20 novembre 1820, a più di 1500 miglia nautiche a ovest delle Galapagos, dopo aver viaggiato per più di tre mesi, la vedetta avvista un branco di capidogli. Il capitano su suo ordine fa calare subito tre lance che si lanciano immediatamente all’inseguimento. Ma un gigantesco capodoglio, che gli uomini giudicano più lungo di ventisei metri, emerge a un centinaio di metri dalla nave e ribalta una delle lance. Poi, non contento e sempre più infuriato, contrattacca e si dirige verso la fiancata di babordo dell’Essex. L’orrore dell’equipaggio è palese. Eccolo infatti, un attimo dopo che colpisce la prua, per poi passare a colpire lo scafo con tanta violenza da spaccare la sottochiglia. L’Essex comincia ad affondare inclinata verso dritta. Lo scontro con il gigantesco cetaceo lascia solamente venti sopravvissuti sistemati su tre scialuppe. È l’inizio di una terribile odissea, durata settantotto giorni nelle acque dell’oceano. Ridotti allo stremo dalla sete e dalla fame, a turno attendono la morte dei compagni per sopravvivere, nutrendosi dei loro corpi. Da venti uomini che lasciano la nave distrutta dalla balena, solo otto sopravvivono, tra cui il capitano Pollard e il primo ufficiale Owen Chase.

Lo stile con cui Philbrick ci riporta i fatti è diretto, accattivante, emozionante ed adrenalinico. Attraverso una narrazione ben strutturata, l’autore ci parla di cannibalismo, di sopravvivenza, di costruzioni di navi, di oceanografia, della psicologia e della fisiologia dell’inedia, focalizzandosi su tematiche importanti, tanto nel 1800 quanto ai giorni nostri, come problemi razziali, leadership politica e rapporto tra uomo e natura. Un libro minuzioso ed esplicativo. La storia di una delle baleniere più importanti degli ultimi duecento anni: una gigantesca nave in balia del mare e di una balena vendicativa e scaltra come l’uomo.

L'AUTORE
Nathaniel Philbrick è direttore dell’Egan Institute of Maritime Studies e ricercatore per la Nantucket Historical Association. Campione di vela, vive a Nantucket, nel Massachusetts, alla cui storia ha dedicato numerosi altri volumi.

Da questo libro il nuovo film di Ron Howard con Cillian Murphy, Chris Hemsworth, Michelle Fairley e Paul Anderson. Al cinema dal 3 dicembre.


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