21 aprile 2016

Recensione: ECHO di Pam Muñoz Ryan

Titolo: Echo
Autore:
Pam Muñoz Ryan
Editore: Mondadori
Pagine: 482
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 18,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Echo è un romanzo particolare a metà strada tra il reale e il fantastico, in cui l’impossibile diventa possibile. Scritto da Pam Muñoz Ryan, narra la storia di una sola profezia capace di unire tre storie diverse. Tutto ha inizio con la storia di Otto. Durante ore di svago, Otto si perde nella foresta proibita vicino casa dove, solo e spaventato, incontra tre sorelle: Eins, Zwei e Drei, che a causa di una maledizione sono costrette a vivere in un luogo senza tempo e
senza spazio, fino a quando qualcuno giungerà per liberarle e potranno tornare dalla loro famiglia.

La mattina seguente Otto viene salvato e il ricordo di quell'incontro in quella notte favolosa svanisce presto. Tutto ciò che rimane è una profezia misteriosa e un'armonica particolare. Sarà proprio questo strano strumento a viaggiare nel corso del tempo e a permettere di sciogliere la maledizione che tiene prigioniere le tre sorelle. L'armonica farà da filo conduttore alle storie di tre ragazzi vissuti in epoche e luoghi diversi, e sarà proprio la musica a guidarli e a darli la forza di superare il dolore, le sfide e le difficoltà che troveranno durante la loro vita. Dapprima giunge da Friedrich, un giovane ragazzo tedesco il cui volto sfregiato lo emargina da un partito nazista che venera la perfezione. Amante della musica, sogna di diventare un giorno un direttore d'orchestra, ma casualmente trova un'armonica contrassegnata da una M, il cui suono è qualcosa di mai udito prima. La perfetta musica lo ispira e gli dà la forza di aiutare il padre in un momento di disperato bisogno.

La stessa armonica raggiunge, pochi anni dopo in America, una coppia di fratelli orfani. Il pianista Mike e suo fratello Frankie sognano di essere adottati da una famiglia che dia loro amore e calore, ma quasi nessuno adotta ragazzi adulti. La speranza bussa alla loro porta quando una ricca signora insiste per l'adozione di un ragazzo musicalmente dotato. Ed infine nei primi anni '40 da Ivy Lopez, una giovane ragazza che lotta contro la decisione della sua famiglia di trasferirsi da La Colonia - in California, portandola lontano da tutto ciò che ha mai conosciuto. Con il fratello lontano impegnato in guerra, Ivy è l'unica che può tenere insieme la sua famiglia, ma la vita in California si dimostra difficile, soprattutto con l’arrivo della notizia dei campi di internamento giapponese e il rifiuto della sua scuola di riconoscere la famiglia di Ivy come americana. L’unico conforto è la sua armonica, uno strumento che ama più di se stessa....

Lo stile utilizzato dallo scrittore è elegante, distaccato e fiabesco. In qualche modo il tempo e lo spazio sembrano superflui in una narrazione dai tratti così irreali e trasognanti. La Germania nazista e l’America della guerra, infatti, fanno in qualche modo soltanto da sfondo, rappresentando quella notizia in più di cui il lettore può fare anche a meno. Ciò che cattura l’attenzione è la genuinità dei sentimenti che l’autore mette in risalto. Grazie all’amore per la musica, fa si che i protagonisti traggano conforto, ispirazione, forza d’animo e coraggio dalle note che possono alleviare il fardello della vita. A tratti la narrazione mi ha ricordato Le cronache di Narnia di C. S. Lewis. Tutto comincia con un evento fuori dal comune, lo stesso evento in qualche modo si ripercuote sulle vite di ragazzi vissuti in un’epoca differente, ed infine si conclude con l’incontro di tutta la combriccola quando lo scopo dell’evento è stato conseguito: ossia il raggiungimento della felicità e della pace interiore.

A mio avviso questo romanzo ha qualcosa di mistico e spirituale: la ricerca del bello, dell’equilibrio mentale, della felicità e dell’amore per ogni creatura nel mondo. Oltre a ciò, va detto che in tutte queste storie in cui il cliffhanger regna sovrano, ci sono tematiche di estrema importanza, come l’emarginazione e il bullismo operati su Friedrich; il senso di abbandono e la ricerca d’affetto da parte degli orfani Mike e Frankie; il senso di perdita, il cambiamento e il razzismo provati da Ivy. Personalmente mi sono sentita come catapultata in una fiaba lontana ed eterea, e ho condiviso la gioia e la pace provata dai protagonisti grazie all’armonica, provando quel senso di quiete ed estraniamento dettato dall’eco delle note musicali.

Un libro fuori dagli schemi, capace di rapire l’anima del lettore. Una storia senza tempo a cui non vanno affibbiati target d’età. Consigliatissimo a tutti.

LA SCRITTRICE
Pam Muñoz Ryan ha ricevuto dalla NEA (National Education Association) lo Human and Civil Rights Award e il Virginia Hamilton Literary Award per la letteratura multiculturale.
Ha scritto più di trenta libri, che hanno raccolto innumerevoli riconoscimenti. Con Echo ha vinto il Kirkus Prize e la Newbery Honor. Vive vicino a San Diego. 

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