11 gennaio 2017

Recensione: Silenzio, la nuova edizione del romanzo di Shusaku Endo. Da questo libro il nuovo film di Martin Scorsese, al cinema dal 12 gennaio

Titolo: Silenzio
Autore: Shusaku Endo

Editore: Corbaccio
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo copertina: 16,40 €


Nagasaki, 1633. Dopo trentatré anni di missione, il padre gesuita Christovao Ferreira, sottoposto alla tortura della fossa, ha abiurato la sua fede divenendo un apostata. Nonostante le terribili percecuzioni contro i cristiani, nessuno di coloro che hanno conosciuto padre Ferreira vuole credere alla notizia. Spinti dal desiderio di scoprire la verità e non abbandonare i fedeli ancora presenti in Giappone, tre ex allievi di Ferreira, Sebastian Rodrigues, Francisco Garrpe e Juan de Santa Marta ottengono l'autorizzazione di imbarcarsi
per questa missione impossibile.

1638. Dopo un lungo viaggio in mare, provati da tempeste, sete e malattie, i tre missionari portoghesi sbarcano a Goa, in Cina, dove vengono a sapere che a causa di una rivolta di cristiani a Shimabara, le persecuzioni si sono fatte più serrate e il Giappone ha chiuso qualsiasi rapporto con la loro patria, proibendo lo sbarco alle navi portoghesi. Nonostante la disperazione iniziale, due di loro, Rodrigues e Garrpe, riescono ad imbarcarsi su una giunca insieme ad un giapponese, Kichijiro, un uomo tanto furbo quato debole e servile. Giunti finalmente in Giappone, Rodrigues e il suo amico assistono in prima persona alla brutalità delle persecuzioni, ma sono anche testimoni della forza dei fedeli giapponesi, disposti al martirio pur di non tradire la propria religione. Costretto a fuggire per non essere catturato, separato dal suo compagno, Rodrigues viene tradito proprio da Kichijiro, il suo "Giuda", che lo consegna alle autorità giapponesi. Dopo la paura iniziale e i dubbi sul persistente "silenzio di Dio", Rodrigues si sente finalmente pronto ad abbracciare il proprio destino, ma l'incontro inaspettato con Ferreira finisce per mettere a dura prova le sue convinzioni...

Silenzio, romanzo storico dello scrittore giapponese Shusaku Endo, è un libro che parla di fede e carità cristiana, ma anche della stessa natura umana. La storia si divide in due parti: la prima, narrata in forma epistolare dallo stesso Rodrigues, racconta il difficile viaggio per arrivare in Giappone, le persecuzioni, la fuga solitaria e il tradimento; mentre la seconda, narrata in terza persona, racconta gli eventi dopo la cattura. Nell'epopea religiosa del giovane padre missionario -partito pieno di ideali ed entusiasmo e poi provato dalle violenze, dalla paura, dalla morte, dalla solitudine, dalla povertà e dalla condizione sociale dei cristiani giapponesi, ma soprattutto dal silenzio di Dio, che continua a tacere di fronte al destino nefasto dei suoi figli, troviamo riflessa l'eterna lotta dell'uomo contro le sue debolezze, che nel romanzo assumono le fattezze di Kichijiro, un apostata schiavo delle sue fragilità. Il fulcro della storia, quindi, riguarda la battaglia interiore del protagonista (rappresentata simbolicamente dalla contrapposizione tra il bellissimo volto del Figlio e il silenzio assordante del Padre), che spesso si sente debole e inadeguato, stretto tra il desiderio di conservare la fede e allo stesso tempo aiutare i martiri giapponesi.

"Tra le persone che comparivano nelle pagine delle Scritture, colore che Cristo aveva cercato con amore erano la donna di Cafarnao con lo sbocco di sangue, la donna colta in adulterio e che gli uomini avevano voluto lapidare - persone prive di attrattive, di bellezza. Chiunque potrebbe essere attratto da ciò che è bello e affascinante. Ma può tale attrazione definirsi amore? Il vero amore era accettare l'umanità quando era ridotta a stracci e brandelli. In teoria il prete lo sapeva, ma non riusciva egualmente a perdonare Kichijiro. Ancora una volta il volto di Cristo bagnato di lacrime si avvicinò al suo. E quando gli occhi dolci guardarono dritto nei suoi, il prete si sentì pieno di vergogna."

Silenzio si rivela un romanzo raffinato e commovente che coinvolge il lettore e regala pagine di grande intensità emotiva, in particolar modo verso l'epilogo, quando una notte tormentata riporta alla mente un'altra di manzoniana memoria. Un libro che parla di fede, pietà e sofferenza, interessante da un punto di vista umano e storico, di grande attualità in riferimento alla tematica affrontata. Da leggere.

"Che cosa voglio dire oggi? Io stesso non lo capisco bene. Solo che oggi, giorno in cui Mokichi e Ichizo hanno pianto, sofferto e sono morti a maggior gloria di Dio, non riesco a sopportare il monotono fragore dello scuro mare che erode la spiaggia. Dietro il silenzio deprimente di questo mare, il silenzio di Dio... la sensazione che mentre gli uomini levano la loro voce angosciata Dio rimane silenzioso, a braccia conserte."

L'AUTORE
Shusaku Endo (1923-1996) è uno dei maggiori scrittori giapponesi. Battezzato per volontà della madre, si è laureato in Letteratura francese all’Università di Tokyo e ha vissuto per molti anni a Lione. Considerato il Graham Greene giapponese per la delicatezza con cui descrive la fragilità umana di fronte al mistero divino, Endo ha ricevuto numerosi premi letterari ed è stato più volte candidato al Nobel per la letteratura. Fra i suoi romanzi pubblicati anche in italiano ricordiamo, oltre a «Silenzio» – pubblicato da Corbaccio e da cui Martin Scorsese ha tratto il film «Silence» -, «Vita di Gesù», «Una donna chiamata Shizu» e «Scandalo». 


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