Recensione: Il cinema della felicità, di Maurício Gomyde

Titolo: Il cinema della felicità
Autore: Maurício Gomyde 
Editore: Garzanti 
Pagine: 256 
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 16,90 €

San Paolo. Pedro ha un unico grande sogno nella vita: fare cinema. Affetto da una malattia degenerativa agli occhi, nonostante la perdita di buona parte della vista, il ragazzo continua a coltivare il sogno di diventare un grande regista e vincere il prestigioso Cacao d'Oro. Inoltre, da inguaribile ottimista crede nel potere curativo dei film, tanto che si prodiga per mandare avanti l'ultimo cineforum della città, nonostante la scarsa risposta di pubblico; e lavora in una videoteca di periferia, dove è convinto di poter salvare giovani sbandati attraverso le storie del "cinema felicità": film in grado di guarire le ferite, far dimenticare i problemi e mostrare il lato positivo di ogni situazione. Proprio qui però, a causa di un'aggressione subita durante una rapina, i sogni di Pedro finiscono in frantumi: dopo aver subito un pugno in pieno volto, la malattia degenerativa agli occhi, miracolosamente interrotta negli anni precedenti, torna a
fare il suo corso. Tacendo la verità a tutti, Pedro decide di isolarsi e rinunciare al cinema. Tuttavia, il suo migliore amico e sceneggiatore Fit lo convince a girare lo stesso un lungometraggio per partecipare al Cacao d'Oro. Così, insieme a Fit, alla sua amica Mayla e alla bella Cristal (la ragazza di cui sente di essere innamorato), Pedro decide di filmare il viaggio on the road verso la casa della nonna, dove spera di trovare una soluzione miracolosa ai suoi problemi... e dove invece riceverà una rivelazione del tutto inaspettata.


 "Ho bisogno che continui a credere alla mia teoria secondo cui il cinema, la buona musica e la letteratura sono strumenti della Santissima Trinità per salvare la specie umana dalla rovina."

Negli ultimi anni anche nel nostro Paese si sta diffondendo la cinematerapia, una visione finalizzata all'auto-conoscenza e alla trasformazione esistenziale; il cinema come strumento di supporto per superare momenti difficili prendendo consapevolezza dei propri sentimenti e delle proprie emozioni. E' questo il concetto alla base del "cinema felicità", mantra esistenziale di Pedro, una sorta di eroe moderno armato di telecamera, passione, altruismo e tanta, tantissima gioia di vivere. Nel romanzo dello scrittore brasiliano quindi, non c'è solo il cinema come strumento di supporto - in cui vengono chiamati in causa i grandi classici della settima arte, ma anche l'utopia (o il sogno) di chi vuole superare i propri limiti. E ancora, una bella storia d'amore e d'amicizia che, come si può intuire dalla trama, si intreccia con il dramma familiare ed esistenziale del protagonista.

Il cinema della felicità è una lettura piacevole, narrata con un stile asciutto e scorrevole, in cui si ride, si piange, si sogna e ci si scontra con la realtà, senza mai smettere di sperare. Come per i grandi classici amati dal protagonista, il romanzo di Gomyde si rivela un lettura imperdibili per tutti coloro che amano l'arte, il cinema, ma soprattutto sognare.

L'AUTORE
Maurício Gomyde, scrittore e musicista, è nato a San Paolo ma vive a Brasilia, che secondo lui ha i cieli più belli del mondo. 

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