14 settembre 2017

Recensione: Il manoscritto delle anime perdute, di Giulio Leoni

Titolo: Il manoscritto delle anime perdute
Autore: Giulio Leoni

Editore: Nord
Pagine: 378
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 16,90 €


Frate Guiscardo, missionario nel lontano Oriente, si reca fino alla remota Thule per trovare quello che cercava da tempo: un manoscritto composto nella lingua degli angeli caduti, la lingua con cui Dio legiferò per i primi uomini e da cui sarebbero nati tutti gli idiomi sulla Terra. Dopo aver assassinato un uomo per trafugare alcune pagine del libro, Guiscardo, sconvolto dal gesto e dalla scoperta, decide di confessare tutto al pontefice. Sulla strada verso Roma però, pensando di nascondere il segreto sotto il vincolo della confessione, il frate si confida con un confratello, padre Marcello, guardiano del convento sull'isola di San Francesco del Deserto. Quest'ultimo,
frastornato dalla rivelazione del missionario, finisce per denunciarlo al più temibile degli inquisitori: il vescovo domenicano Lanfranco da Cuma, che subito si mette sulle sue tracce.

Nel frattempo Dante Alighieri, esule da Firenze, parte per una missione diplomatica fondamentale alla causa dei guelfi bianchi: convincere Alboino della Scala, signore di Verona, ad intervenire in loro favore per scacciare gli odiati neri da Firenze. Proprio nella città scaligera, il poeta, intento a scrivere un'opera che esalti la lingua volgare (il futuro De vulgari eloquentia), si imbatte per caso in alcune pagine del manoscritto di frate Guiscardo, rimanendone subito affascinato. Da quel momento, anche a costo di attirare l'attenzione dell'Inquisizione e mettere a rischio la proprio ambasciata, decide di indagare per scoprire quale mistero si cela dietro quello strano idioma. Un segreto capace di minare le fondamenta stesse della fede...

Il manoscritto delle anime perdute è il sesto romanzo con protagonista il Sommo Poeta, secondo pubblicato dalla casa editrice Nord dopo l'ottimo La sindone del diavolo. In questa nuova avventura, emergono due aspetti interessanti della vita dantesca: l'amarezza dell'esilio e l'inesauribile sete di conoscenza. Su di essi, lo scrittore romano costruisce una trama intrigante che si inserisce in quadro storico e politico complesso, animato dalla lotta tra guelfi bianchi e guelfi neri per il controllo della città di Firenze. Al centro della storia, troviamo un dilemma morale e spirituale: è giusto conoscere la Verità o essa deve essere preclusa all'uomo? Un dilemma che coinvolge - e sconvolge - lo stesso Dante, in bilico tra i dettami religiosi e la fame di sapere. Sullo sfondo, la "questione della lingua" - una disputa filosofica e letteraria sulla genesi delle lingue e sul problema di quale utilizzare nella penisola italica, aperta dallo stesso Dante con un'opera incompiuta, il De vulgari eloquentia, nella quale affermava la nobiltà della lingua volgare (la prima ad essere appresa dai bambini) a dispetto di quella latina, considerata un prodotto artificiale delle élite. E ancora il declino degli Spirituali e il "viaggio" dantesco verso l'Inferno.

Al di là delle questioni filosofiche, la lettura scorre via abbastanza bene tra omicidi, inseguimenti, riti demoniaci e personaggi misteriosi. Leoni mantiene un buon ritmo narrativo e ragala qualche colpo di scena, soprattutto verso l'epilogo. Il manoscritto delle anime perdute si rivela un libro piacevole, scritto con un linguaggio ricercato che ben si confà al contesto storico e all'illustre protagonista. Un romanzo adatto per chi ama il Sommo Poeata e/o i thriller storici, anche se personalmente ho apprezzato di più il precedente, La sindone del diavolo.

L'AUTORE 
Giulio Leoni, romano, è uno degli scrittori italiani di gialli storici e di narrativa del mistero più conosciuti all’estero, grazie anche alla serie di romanzi dedicati alle avventure di Dante Alighieri, tradotta in tutti i maggiori Paesi del mondo. Ma oltre a riguardare il remoto passato, i suoi interessi vanno anche verso la storia del secolo appena trascorso, soprattutto nei suoi aspetti meno conosciuti e controversi. Elementi che trasporta spesso nei suoi romanzi, dove anche le trame più sorprendenti si sviluppano su uno sfondo storico ricostruito con precisione, e in cui personaggi reali e finzione narrativa s’intrecciano, dando vita a un teatro delle ombre enigmatico e affascinante. 

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