22 settembre 2017

Recensione: La congiura delle tre pergamene, di Matteo Di Giulio

Titolo: La congiura delle tre pergamene
Autore: Matteo Di Giulio

Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 9,90 €


Firenze, 1501. Quando il suo amico banchiere Dante Strozzi gli propone un nuovo investimento, il giovane Martino Durante intravede una buona occasione per accrescere le proprie ricchezze e garantire all'amata moglie una vita agiata. Il viaggio d'affari, però, si mette subito male. Dopo essere stato tradito dai soldati della scorta, vivo per miracolo grazie al sacrificio di un nobile armigero, Martino riesce a tornare a Firenze, ma qui scopre che le sue proprietà sono state bruciate, i lavoratori uccisi e sua moglie e suo figlio rapiti; e come se non bastasse, lo stesso Strozzi è sparito nel nulla. Convinto del tradimento dell'amico, Martino si interroga su chi
possa celarsi dietro l'attacco sanguinoso e, soprattutto, su come ritrovare la sua famiglia. 

Grazie all'aiuto del giovane Lorenzo, l'unico sopravvissuto alla strage, Martino si mette sulle tracce di uno dei malviventi, scoprendo che dietro il rapimento si cela un uomo che indossa un'inquietante maschera di legno. Dopo aver ricevuto una richiesta di riscatto (la tua eredità), convinto che i rapitori siano interessati ai beni della moglie, Martino si mette in viaggio verso Piacenza, armato solo della speranza e dell'inseparabile kopis. Sarà l'inizio di un lungo e faticoso viaggio che lo porterà da Firenze a Milano sulle orme di una misteriosa setta, il cui capo sembra disposto a tutto pur di mettere le mani sulla sua eredità...

Kopis
Enigmi, misteri, rapimenti, tradimenti, fughe rocambolesche e duelli all'ultimo sangue costituiscono l'anima del nuovo thriller storico di Matteo Di Giulio. Tra i punti di forza del romanzo troviamo un ritmo elevato e una buona scorrevolezza della lettura, mentre le descrizioni di luoghi e personaggi, soprattutto nella prima parte, appaiono un tantino superficiali. Il linguaggio utilizzato è semplice e immediato, forse fin troppo considerando l'epoca di riferimento, e i dialoghi non risultano particolarmente brillanti. Anche lo sviluppo della storia, nonostante gli apprezzabili e numerosi colpi di scena, mi ha lasciato diverse perplessità, a partire dall'eccessiva abilità con la spada del protagonista, che anche senza essere un guerriero esperto riesce quasi sempre ad avere la meglio nei duelli, spesso uscendo illeso da situazioni al limite; o come il tentativo farraginoso di mescolare le vicende private dei protagonisti con quelle politiche della città meneghina. Non va molto meglio con la costruzione dei personaggi, di cui alla fine sappiamo poco o nulla.


Mappa di Milano - XVI secolo
Nonostante i limiti, il romanzo tiene il lettore incollato fino all'epilogo, dove finalmente si scopre chi si cela dietro la maschera di legno. Anche se il finale aperto lascia presagire ad un seguito, per gli appassionati del genere consiglio autori come Marcello Simoni o Fabio Delizzos.

L'AUTORE 
Matteo Di Giulio, nato a Milano, è scrittore, saggista e traduttore. Come critico cinematografico ha collaborato con festival e riviste italiani e internazionali. È autore dei romanzi La Milano d’acqua e sabbia (2009), Quello che brucia non ritorna (2010), I delitti delle sette virtù (2013) e Figli della stessa rabbia (2016). 

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