26 ottobre 2017

Recensione: Patria, di Fernando Aramburu

Titolo: Patria
Autore: Fernando Aramburu
Editore: Guanda
Pagine: 640
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 19,00 €
 

Recensione a cura di Eleonora Cocola 

«Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo» scrisse Tolstoj nell’incipit di Anna Karenina. La famiglia di Bittori e quella di Miren sono un esempio perfetto di famiglie tremendamente infelici in modi diversi: entrambe hanno perso un uomo che amavano (Bittori suo marito, il Txato, Miren il figlio Joxe Mari) a causa dell’ETA, l’organizzazione terroristica spagnola che dagli anni Settanta fino al 2011 ha mietuto migliaia
di vittime in nome dell’indipendenza basca. Ed entrambe hanno perso l’amicizia di una vita, una sorellanza diventata una guerra: perché il Txato, imprenditore tutto dedito alla famiglia e al lavoro, è morto per mano dei terroristi dell’ETA; e nell’attentato è coinvolto proprio Joxe Mari, poi finito in carcere in quanto membro della forza armata dell’organizzazione.

Tutto ruota intorno alle due donne, energiche, irremovibili: Miren fanatica nel sostenere le idee del figlio; Bittori orgogliosa nel non voler piangere per non dare soddisfazione agli assassini, nel voler tornare al paesino d’origine nonostante le paradossali occhiatacce e l’ostilità dei compaesani che mal sopportano le vittime, nel voler guardare negli occhi che le ha ucciso il Txato e sentirsi chiedere perdono. A subire i contraccolpi della vicenda ci sono anche i figli di Miren e Bittori. Dopo la morte di suo padre, Xabier si è chiuso in una malinconia silenziosa intrisa di senso di colpa, rinunciando ad ogni possibilità di essere felice; sua sorella Nerea invece reagisce con l’egoismo totale di chi non vuole limitarsi a sopravvivere, ma essere felice nonostante il trauma, rovinando per sempre il rapporto con sua madre. C’è il paradosso di Arantxa, la sorella di Joxe Mari, che pur immobilizzata da un ictus e impossibilitata a parlare, è l’unica a far sentire la sua voce e a tentare di ricucire i rapporti fra le due famiglie spezzate.

Se ho citato Tolstoj è anche perché questo romanzo possiede tutte le caratteristiche dei grandi classici e dei migliori romanzi storici; è una lettura imperdibile, meravigliosa, in grado di coinvolgere profondamente fin dalla prima pagina e di rimanere nel cuore ben oltre l’ultima. Aramburu fa l’equilibrista, narra sia la storia delle vittime che quella dei carnefici. Il punto di vista cambia frequentissimamente, le voci si sovrappongono nell’alternarsi di capitoli brevi in cui a parlare sono sempre personaggi diversi in diversi universi temporali, con diversi registri e diverse modalità espressive. E non si capisce proprio come, ma il lettore, anche il più distratto, capirà sempre sin dalla prima riga di ogni capitolo dove siamo, in che periodo, chi sta parlando. La narrazione è incalzante senza essere frenetica, il ritmo accelera o si dilata a seconda delle necessità narrative – mai troppo veloce né troppo lento. 

Quello del movimento indipendentista basco non è tra i capitoli più famosi della storia, ma il portare alla luce delle vicende poco conosciute non è il pregio principale di questo romanzo: Patria racchiude un mondo intero, dove gli universali – la passione, l’amore, l’amicizia, la vita e la morte, la malattia, l’ideologia che sfocia nel fanatismo – sono perfettamente inscritti nella Storia e incarnati nei personaggi. Anzi, si ha l’impressione che sia dalla storia minuta che emerge la Storia, e non viceversa. Non c’è nessuna morale, nessuna preferenza: vittime e carnefici hanno lo stesso peso, la stessa libertà di parola; per nessuno c’è l’ombra del giudizio, né di sentimentalismo. Eppure sfido a leggere questo libro fino alla fine a occhi asciutti. 

L'AUTORE
Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Patria, uscito in Spagna nel settembre 2016, ha avuto un successo eccezionale e un vastissimo consenso, conquistando – fra gli altri – il Premio de la Crítica 2017. 

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