14 novembre 2017

Recensione: Racconti al tramonto, di Bram Stoker

Titolo: Racconti al tramonto
Autore: Bram Stoker
Editore: Elliot
Pagine: 147
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 14,50 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Bram Stoker, padre fondatore della letteratura horror ottocentesca e famoso per aver scritto Dracula, nel 1881, prima della pubblicazione del suo celeberrimo romanzo, propose al pubblico una raccolta di racconti intitolata Racconti al tramonto. Ad ottobre 2017, la casa editrice Elliot ha portato in Italia -per la prima volta- queste fiabe oscure popolate da personaggi dell’immaginario fantastico e orrorifico come angeli, fantasmi, creature infernali e
tanti altri. Gli otto racconti sono un vero e proprio Gran Guignol in cui imperversa una costante lotta tra forze del Bene e del Male. A fare da sfondo alle vicende, troviamo un paese fittizio e irraggiungibile, invisibile all’occhio umano e che “giace ai piedi del Tramonto, là dove l’orizzonte delinea il giorno, e dove le nuvole, risplendenti di luce e colore, regalano una promessa di gloria e bellezza”. 

Tra i diversi racconti ho apprezzato particolarmente il primo, intitolato Paese del Tramonto, in cui ci viene narrato appunto di questo regno lontano e straripante di bellezze, in cui vivono uomini e donne, ricchi e poveri, re e regine. Assomiglia in tutto e per tutto al nostro mondo tranne per il fatto che esiste solo un ingresso attraverso il quale si può accedere ed è controllato dagli Angeli, esseri che si premurano di tenere lontana l’oscurità. Ne Il Principe e la rosa invece, il protagonista è il Principe Zaffiro, un giovane nobile mite, coraggioso e valoroso che aveva trascorso la giovinezza studiando e amando la Principessa Campanula, una ragazza di un regno devastato dai Giganti che non avevano esitato a massacrare la sua gente. La Principessa era stata poi adottata dal Re Mago che l’aveva cresciuta insieme a suo figlio. Un giorno durante un momento idilliaco, giunge la notizia di un nuovo attacco da parte dei Giganti. Il Principe forte e impavido parte alla volta della battaglia per poi ritornare vittorioso. 

E ancora, un’altra storia che mi ha colpita è stata Il Gigante invisibile, un racconto che ha per protagonista una bambina di nome Zaya che grazie alla sua innocenza e alla sua fede, salva un villaggio da un Gigante enorme e invisibile che prima di tornare nel deserto da cui proviene, miete una serie di vittime. Ed infine Gigli e bugie, la storia di una bambina pura, di nome Claribel, che a causa di una bugia detta alla sua maestra si sente così male e affranta da sognare un Angelo Bambino che nel sogno cerca di farla pentire sostenendo che i gigli fossero fiori destinati soltanto ai puri di cuore che volevano accedere alla Magnifica Città. 

Bram Stoker
Le fiabe hanno uno stile elegante, ma sono scritte con un linguaggio semplice e facilmente accessibile sia agli adulti che ai bambini. La cosa che ho apprezzato maggiormente è il fatto che si tratta di vere è proprie narrazioni oniriche di un regno che rassomiglia tanto ad una Narnia. I personaggi sono virtuosi, ma pronti a smarrirsi e ad affrontare sfide che dovrebbero riportarli sulla retta via. Inoltre, anche se apparentemente i racconti possono apparire come delle fiabe simili a quelle dei fratelli Grimm, nella realtà dei fatti sono pregne di tematiche e significati nascosti: la costanza di un fedele; il virtuosismo di un individuo; la perenne vittoria del bene sul male; la ricompensa che spetta a chi non perde la retta via; il pentimento; la redenzione. Degne di menzione sono anche le illustrazioni di Francesca Rossetti che accompagnano la narrazione.

In conclusione sono dei racconti che si discostano completamente dallo stile narrativo e dall’immaginario dello Stoker che conosciamo in Dracula. Qui, è possibile riconoscervi soltanto quel classicismo e quel velo di antico che permea le pagine del più grande vampiro di sempre. Lo consiglio agli appassionati di letteratura ottocentesca, e a chi ha voglia di leggere fiabe diverse.


L'AUTORE
Bram Stoker nacque a Dublino nel 1847, fu critico teatrale, poi segretario e agente di Sir H. Irving, cui dedicò Personal Reminiscences of Henry Irving (2 voll., 1906), preziosa descrizione del mondo teatrale vittoriano. Scrisse racconti e romanzi, tra cui il celeberrimo Dracula (1897), considerato un classico dell’orrore. Elliot ha pubblicato il suo romanzo La dama del sudario (2017). Morì a Londra nel 1912. 

PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI