Recensione: La ragazza di stelle e inchiostro, di Kiran Millwood Hargrave

Titolo: La ragazza di stelle e inchiostro
Autore: 
Kiran Millwood Hargrave
Editore: Mondadori
Pagine: 211
Anno di pubblicazione: 2018
Prezzo copertina: 17,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

A febbraio è arrivato in Italia La ragazza di stelle e inchiostro di Kiran Millwood Hargrave, un fantasy davvero interessante che vi porterà alla scoperta di miti, leggende, astri e luoghi incantevoli. Tutto ha origine a Gromera, un piccolo villaggio a sud est dell’isola di Joya. Qui, le giornate trascorrono apparentemente tranquille se non fosse per i continui ammonimenti da parte del Governatore locale di non attraversare il confine del paesino. Ma in una mattina qualunque, una donna del villaggio affranta, comunica a tutti della scomparsa di sua figlia Cata, finendo così

per seminare il panico tra gli abitanti. Il Governatore Adori mobilita squadre di ricerca e ai suoi asfissianti ammonimenti, aggiunge un opprimente coprifuoco. Le ricerche si protraggono per giorni, fino a quando Cata non viene ritrovata morta e dichiarata assassinata da qualcuno che si nasconde nei Territori Dimenticati, oltre il confine locale. Adori dal canto suo si arrende comportandosi da vigliacco e spera di lasciare Gromera con la sua famiglia prima del ritorno del killer. Sua figlia Lupe però, non è del suo stesso avviso e in seguito ad un forte litigio con la sua amica Isabella, figlia del cartografo locale, decide di partire alla ricerca di risposte. E proprio quest’ultima, grazie alla sue conoscenze cartografiche, guiderà la spedizione volta alla ricerca della figlia del governatore. Si apre così un’avventura oltre l’immaginabile, fatta di terre lontane e selvagge, storie locali, popolazioni diverse, coordinate geografiche, lande sconosciute e mai studiate e demoni creduti sopiti.


Lo stile dell’autrice è semplice e il linguaggio diretto e mai noioso. Il libro è diviso in quattro sezioni, in base alle quattro grandi aree esplorate dalla protagonista Isabella, nonché voce narrante. La particolarità di questo romanzo è che l’autrice si rifà alle tradizioni e al folklore dei Guanci, una tra le prime popolazione indigene delle Canarie. Di questo popolo ne riporta nomi, storie e miti che non sono mai stati delle favole o dei racconti inventati per essere ascoltati intorno al fuoco, al contrario, erano delle vicende realmente accadute, semplicemente dimenticate. Per quanto riguarda la protagonista, Isabella risulta essere una ragazza spigliata, coraggiosa e davvero geniale. A dispetto di molti suoi coetanei, trova fascino nelle stelle, nelle linee tracciate sul foglio e nei numeri delle coordinate. A mio avviso, l’autrice attraverso questo romanzo vuole insegnarci l’importanza della cultura, qualunque essa sia; del valore delle nostre radici; delle nostre storie tramandate oralmente; e del nostro patrimonio. È un invito diretto a valorizzare gli elementi che ci determinano e spesso ci rappresentano come etnia.

In conclusione è un romanzo di facile lettura che consiglio non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti desiderosi di sognare.

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