Recensione: I due che salvarono il Natale, di Marco Fabbrini

Titolo: I due che salvarono il Natale
Autore: Marco Fabbrini
Editore: Graphe.it
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2018
Prezzo copertina: 10,90 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Ogni anno siamo sommersi da storie natalizie che ci raccontano di mondi lontani, di fiabe magiche, di eventi impossibili e di tradizioni che da sempre popolano ogni angolo del pianeta. E proprio a proposito di quest'ultime, Marco Fabbrini ci racconta una storia tutta all’italiana che richiama a tratti il dickensiano Canto di Natale e ci trasporta in un piccolo paesino della toscana meridionale. Qui, ai piedi di un vulcano vi è un piccolo paesino di minatori sempre impegnati a lavorare e ad occuparsi delle faccende locali. Pur essendo piccola, la cittadina, il suo bel da fare e il suo trambusto sempre in moto, sono rispettosi delle tradizioni e in particolar modo della sere delle Fiaccole,

un evento che riunisce tutto il paese e che va avanti da generazioni. 

Per la Notte Santa, vengono erette pire intere di legna che fanno a gara con quelle degli antichi popoli celtici, per poi essere incendiate ed offrire uno spettacolo caloroso e familiare a tutti gli abitanti. È una tradizione secolare, nessuno sa chi l’ha inventata o quando ha avuto inizio, si sa solo che fa parte dell’esistenza di ogni persona e che nessuno può farne a meno. Ma non tutti la pensano così, e nel paesino vi sono delle figure losche a cui non interessa la tradizione e il preservare la bellezza dell’evento, quanto piuttosto arricchire i propri portafogli e ingrassare le file della ricchezza. Tra lotte operaie, ribellioni, persone disposte a combattere per le tradizioni locali, e due bambini capaci di creare scompiglio e salvare lo spirito natalizio, la sera delle Fiaccole verrà preservata nel tempo.

Lo stile dell’autore è diretto e il linguaggio semplice e facilmente comprensibile. In una storia dai sapori classici e nostrani, l’autore inserisce dei protagonisti sia giovani che adulti uniti in una lotta che accomuna tutte le età: la salvaguardia del Natale e dello spirito che anima qualsiasi tradizione. Una cosa che ho apprezzato è che i nemici giurati del tradizionalismo e del conservativismo -che dovrebbero animare feste così importanti- sono il capitalismo, l’avarizia, il materialismo e l’ossessione per i soldi e la ricchezza. Per quanto riguarda invece i protagonisti, i due ragazzini Mino e Adele, sono delle figure coraggiose e acute per la loro età e la loro presenza in qualche modo spinge il lettore a voler combattere al loro fianco per preservare la purezza di una tradizione e della gioia che anima i loro spiriti durante le feste.

In conclusione è un romanzo interessante che consiglio agli appassionati delle storie natalizie e a chi ha voglia di immergersi in scenari nostrani.

L'AUTORE
Marco Fabbrini è nato e vive ad Abbadia San Salvatore, sul versante senese del Monte Amiata. Laureato in Scienze politiche, studia per una seconda laurea in Storia (disciplina di cui è appassionato cultore) e lavora nell’ambito della comunicazione. Amante della letteratura sin da bambino, si diletta nella scrittura di poesie, favole, racconti e negli ultimi anni si è specializzato nella disciplina dell’historytelling, la narrazione della storia a fini divulgativi.

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