Recensione: Atlante degli esploratori. Viaggi, imprese e scoperte leggendarie nelle mappe più belle della nostra civiltà, di Edward Brooke-Hitching

Titolo: Atlante degli esploratori. Viaggi, imprese e scoperte leggendarie nelle mappe più belle della nostra civiltà
Autore: Edward Brooke-Hitching
Editore: Rizzoli
Pagine: 256 ill.
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 29,00 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Ogni volta che la casa editrice Rizzoli pubblica una raccolta, ho la certezza che sarà sempre un piccolo gioiello curato nei minimi dettagli: dalla grafica spettacolare, ai contenuti inediti. Anche questa volta, non è stata da meno portando in Italia la nuova perla di Edward Brooke- Hitching, intitolato Atlante degli esploratori. Questo libro è una raccolta di tutti i viaggi e le scoperte dei più famosi esploratori del mondo, e di come la loro impresa pioneristica sia stata fondamentale per la storia dell’umanità. Infatti, l’intento principale dell’autore è quello di dimostrare come le mappe, e la figura del cartografo siano stati necessari per l’evoluzione dell’uomo. E lo fa partendo dal principio, dall’epoca in cui le prime esplorazioni della civiltà egizia lungo il corso del Nilo e oltre il Mar Rosso, furono documentate da autori greci e romani come Erodoto, Strabone e Plinio.


Ci narra di come con le espansioni imperiali romane del 140 d. C., Claudio Tolomeo, uno dei più gradi cartografi antichi, fu in grado di disegnare il mondo con una precisione assoluta servendosi di coordinate matematiche. Pagina dopo pagina, l’autore ci accompagna in un viaggio storico senza precedenti, e ci mostra con maestria l’avvento dell’Islam e del libero transito degli studiosi tra la Spagna e l’Oriente; delle spedizioni scandinave e vichinghe che alla fine del X secolo affrontavano l’Atlantico per raggiungere l’Islanda, la Groenlandia, la Vinlandia (Nord America) e il Mediterraneo; di come nel XIII secolo, il Gran Khan permise ai mercanti europei di attraversare l’Asia per i commerci con l’Oriente; della ricerca di una via verso l’India che portò nel 1488 Bartolomeu Dias a doppiare il Capo di Buona Speranza aprendo la strada alla scoperta di Vasco da Gama dieci anni più tardi; fino all’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. Durante questo suo excursus cartografico, l’autore ci racconta dell’influenza che le scoperte ebbero sul mondo occidentale sempre alla ricerca di ricchezza, di novità, di avventure, fino a quando nel XVIII secolo, l’approccio alle esplorazioni divenne più scientifico, e i pionieri avidi si trasformarono in uomini pragmatici. Basti ricordare Vitus Bering che guidò una spedizione attraverso l’intero e gelido territorio russo, o Louis Antoine de Bougainville che tra il 1766 e il 1769 compì la prima circumnavigazione del globo. E ancora, il viaggio continua con il XIX secolo quando, Mungo Park si inoltrò all’interno dell’Africa, un luogo che sulle mappe risultava come un buco nero; o nello stesso secolo Alexander Von Humboldt e Aimé Bonpland descrissero e mapparono il Sud America. In questo periodo comincia a nascere anche l’ossessione per i paesi ghiacciati del nord, e la febbrile ricerca di passaggi che portassero al Polo Nord, impresa che trovò realizzazione solo tra il 1903 e il 1906 con Roald Amudsen. Infine, questo meraviglioso viaggio si conclude con l’arrivo della Prima guerra mondiale quando si dà il via alla rivalità antartica tra britannici e norvegesi che si battevano per piantare per primi la propria bandiera al Polo Sud.


Personalmente, sono estasiata da questo libro sia per la riproduzione fedele delle mappe antiche, sia per l’accuratezza che l’autore dimostra nel voler far conoscere al lettore le imprese di grandi uomini e donne del passato. A mio avviso, nonostante la cartografia possa apparire come un argomento di difficile comprensione e spesso noioso, ho amato tantissimo lo stile e la semplicità che impregnano i testi poiché, non è un saggio in cui lo scrittore si limita a riportare i fatti, ma un vero e proprio elogio a figure che a partire da duemila anni fa con coraggio e dedizione, si sono lanciate alla scoperta di luoghi inesplorati e spesso ostili per far progredire la scoperta, il mondo e le civiltà. In conclusione, è un libro che scardina completamente i pregiudizi nei confronti della cartografia e vi farà innamorare perdutamente delle avventure reali di uomini che hanno fatto la storia.

L'AUTORE
Edward Brooke-Hitching è autore di Fox Tossing, Octopus Wrestling and Other Forgotten Sports (2015) e un inguaribile appassionato di carte geografiche. Figlio di un antiquario di libri, vive a Londra circondato da polverose pile di mappe e di libri.

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