Recensione: La variabile nascosta, di Gianfranco Manes

Titolo: La variabile nascosta
Autore: Gianfranco Manes
Editore: Diarkos

Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2020

Prezzo copertina: 16,00 €

Recensione a cura di Eleonora Cocola

Un manoscritto ritrovato per caso a Vienna da un giovane ricercatore italiano è l’artificio narrativo con cui Gianfranco Manes fa emergere dai meandri della storia una vicenda che ci porta nel pieno del secondo conflitto mondiale. Al centro della scena, i vertici nazisti e i più importanti scienziati tedeschi dell’epoca, impegnati nella creazione di un’arma in grado di cambiare drasticamente le sorti della guerra. Fra i molti personaggi coinvolti nel progetto Urenverein, spicca Werner Heisenberg, noto inventore del generatore nucleare: è lui a fissare in un manoscritto le basi della teoria della variabile nascosta, entità la cui esistenza era stata ipotizzata da Einstein, destinata a rivoluzionare la Fisica. La domanda sorge spontanea: se gli scienziati tedeschi erano così vicini all’invenzione della bomba atomica, perché ci arrivarono prima gli americani? Cosa ancora più importante, questo romanzo stimola a porsi una domanda macroscopica: che cosa sarebbe successo se i tedeschi fossero arrivati all’ordigno nucleare prima degli americani? Un quesito che fa vagare la mente verso la teoria dei mondi paralleli di Philip Dick, e verso la sua risposta terribile nel distopico La svastica sul sole.

  
Manes ha scritto un thriller costruito alla perfezione: la trama si snoda scorrevole, nonostante la sua complessità, fra intrighi internazionali, azioni di intelligence e frequenti colpi di scena, fino al finale inaspettato. Anche se la figura di Heisenberg ha una certa centralità ai fini del dispiegarsi della storia, è difficile individuare un vero e proprio protagonista, perché troppi altri personaggi vengono a trovarsi al centro delle vicende narrate. Questo, se da una parte toglie un appiglio al lettore abituato ad avere a che fare con un protagonista, dall’altra rende il romanzo estremamente realistico, restituendo quello che normalmente accade nella vita vera: in ogni vicenda ci sono una moltitudine di persone coinvolte, e ogni sviluppo è frutto dell’azione di qualcuno, spesso più di uno. 

L’impressione di stare leggendo vicende reali è rafforzata anche dalla grande precisione con cui sono descritti i luoghi in cui la vicenda è ambientata e dalla cura dei dettagli: l’enorme lavoro di ricerca e ricostruzione storica svolto dall’autore è palese, nulla è lasciato al caso – nemmeno il colore delle automobili della Gestapo, nemmeno il lessico tecnico degli scienziati (laddove Manes ha utilizzato termini più moderni rispetto a quelli dell’epoca o divulgativi per rendere il tutto più comprensibile al lettore, lo ha segnalato in nota). In compenso, l’autore non indugia troppo nel restituire personaggi a tutto tondo, forse per amore di realismo evita di ipotizzarne troppo l’interiorità: qualche volta si limita a tratteggiarli trattandoli un po’ come delle pedine. La variabile nascosta non è una lettura semplice: l’intreccio è complesso e richiede un lettore attento, attivo; la tematica è tutt’altro che leggera. Ma ne vale decisamente la pena.

L'AUTORE
Nato a Firenze nel 1944, Gianfranco Manes è stato dal 1984 al 2015 professore ordinario di Elettronica ed ha insegnato nelle Università di Firenze e di Perugia ricoprendo incarichi accademici ed istituzionali. In campo scientifico ha contribuito in varie discipline dell’Elettronica con oltre 300 pubblicazioni sulle principali riviste internazionali ed ha collaborato con Università americane ed europee nell’ambito di progetti di ricerca internazionali, con compiti di direzione scientifica. Ha svolto un’intensa attività nell’ambito dei programmi di Ricerca della Commissione Europea con responsabilità di direzione scientifica. Le più recenti attività riguardano sistemi per la Safety di siti a rischio attualmente operanti presso alcuni stabilimenti della Società ENI e lo sviluppo di apparati e tecnologie per Intelligent Transportation Systems in collaborazione con Società del gruppo Atlantia.

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