18 novembre 2020

Recensione: Io e te a un metro di distanza, di Valentina Scarnecchia

Titolo:
Io e te a un metro di distanza
Autore: Valentina Scarnecchia
Editore: Leggereditore
Pagine: 216
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 12,00 €

Recensione a cura di Daniela

"E’ un amore impossibile” – mi dici. 
“E’ un amore impossibile” – ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso… Ti penso giorno e notte, e mi domando se stai pensando a me, mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
– Ti chiedo.
E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” – ti dico.
“Questo amore è possibile” – mi dici.


La bellissima poesia di Sesto Aurelio Properzio, ci viene somministrata subito prima di iniziare la lettura di questo racconto e devo dire che una volta terminata l'ultima pagina, ho apprezzato pienamente la scelta di questa pillola introduttiva. Del resto rispecchia perfettamente la personalità un po' smarrita di Lucia, la protagonista, che vive a Milano con il fidanzato Andrea. La loro è una storia datata, ma pare stia procedendo, se pur a passi incerti, verso il capolinea. A premere sull'acceleratore del destino ci pensano una serie di incontri, anche se diradati nel tempo e l'inizio dell'attuale pandemia globale, fungendo da trampolino di lancio per gli eventi che si susseguiranno nella vita della protagonista.


Lucia, giornalista free lance, nel 2017, durante un congresso a Lecce, conosce Rodrigo, un affascinante medico quarantatreenne e ne rimane stregata. Tra i due, nasce una sorta di relazione platonica in cui l'unica costante è il narcisismo sfacciato di Rodrigo e la percezione che un filo invisibile, obblighi Lucia a perdonare qualsiasi torto lui le faccia, forse per la voglia di sentirsi così desiderata, se pur per brevi e rari momenti, nonché per il fatto di essere consapevole che non lo possiederà mai completamente, queste le motivazioni che la tengono legata saldamente a lui contro ogni ragionevolezza. Anni prima, durante una cena con colleghi di lavoro del padre, (primario del reparto di anestesia al Policlinico Umberto I di Roma), Lucia conosce Renzo, che grazie alla sua simpatia e ad uno spiccato accento napoletano, riesce a piantare un seme nella mente di Lucia, la quale, solo qualche anno più tardi, ne scoverà il piacevole ricordo per condividerlo con i suoi migliori amici: Amal, Rik, James e Ludovica, che, neanche a dirlo, ne incoraggiano l'inizio di una pseudo relazione a colpi di faccine ed imbarazzanti scambi virtuali. Tra serate con amici, lavoro, convivenza, incontri passionali e relazioni virtuali, la vita di Lucia scorre veloce e spensierata, ma non può minimamente immaginare che di lì a poco, verrà interamente stravolta da una pandemia globale e dalla nascita di un sentimento inaspettato.


Innegabile l'analogia con la storia de "I promessi sposi", in cui, quasi quattrocento anni prima, due amanti subiscono l'angoscia della lontananza forzata causata da una terribile epidemia; non a caso quindi, la scelta di utilizzare i nomi Renzo e Lucia, come non credo sia casuale la scelta del nome Rodrigo che, in qualche modo, si può considerare una sorta di antagonista. A differenza del celebre romanzo storico di Manzoni, Io e te a un metro di distanza è una storia ambientata ai giorni nostri, dove, per un'opportuna comprensione del presente, sono citati avvenimenti accaduti alcuni anni addietro. La lettura del racconto, in termini di sensazioni, è una sorta di resoconto dei giorni nostri, in particolar modo quelli che hanno preceduto l'inizio della Pandemia di COVID-19 e la relativa quarantena, una parentesi fin troppo attuale per non identificarsi completamente con il vissuto dei personaggi. Sentimenti comuni, quali l'incredulità e lo sgomento prima, la paura e la rassegnazione subito dopo, intervallati da momenti di ilarità, fino a giungere alla fase di adattamento. Il dolore per la perdita di vite umane, ma anche un'occasione di condivisione, la capacità di adattarsi a situazioni ritenute surreali, con cui tuttora ci spetta convivere, questi i cardini che fiancheggiano la vita sentimentale della protagonista, che ci lascia con una concreta dose di curiosità, lasciando presagire l'intenzione da parte della scrittrice di concepire l'idea di un seguito.

L'AUTRICE
Valentina Scarnecchia, nata a Milano, vive e lavora a Genova. Laureata in pedagogia, è stata titolare di un centro che seguiva bambini e adolescenti e ha conseguito un master in criminologia. Ma il suo interesse più grande è sempre stato la cucina a cui ha deciso ora di dedicarsi a tempo pieno. Cuoca provetta e food blogger, sperimenta in continuazione nuovi sapori, con un occhio attento alla tradizione italiana e in un dialogo costante e attivo con il suo appassionato pubblico. Ama i gusti forti e decisi, come ha raccontato nel programma di Alice Tv Il Piatto Forte che ha condotto per diverse edizioni. Acuta, autoironica e sempre in movimento Valentina ha un’anima rock’n’roll e una passione per il racconto delle vicende umane.