1 gennaio 2021

Recensione: Natale. Istruzioni per l'uso. Guida insolita e brillante alla festa più amata (e temuta), a cura di Serena Venditto

Titolo:
Natale. Istruzioni per l'uso. Guida insolita e brillante alla festa più amata (e temuta)
Autore: Serena Venditto (a cura di)
Editore: Homo Scrivens
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 15,00 €

Recensione a cura di Eleonora Cocola

Tutto, ma proprio tutto quello che c’è da sapere sul Natale è racchiuso in questo libro: non una vera e propria guida per il giorno più celebre e festeggiato dell’anno, non un compendio di storia e tradizioni natalizie, ma una raccolta di informazioni e consigli di varia natura su questa festività, che è una parte fondamentale della nostra cultura. Dalle istruzioni per addobbare l’albero in presenza di un gatto, alla questione filosofica dell’albero e del presepe; dai consigli per fare tutti i regali in un giorno a quelli per riciclare con furbizia i doni poco graditi; dalle diverse tradizioni natalizie ai dieci eventi storici più importanti accaduti il 25 dicembre. E così via. In questa miscellanea ricchissima e variegata di informazioni, alcune parti sono interessanti, come la panoramica delle tradizioni e usanze con cui nei vari Paesi si festeggia questo giorno magico e alcune utili, come la guida ai mercatini natalizi più belli del mondo. Per gli amanti del Natale più curiosi questo libro è perfetto, dato che tra le sue pagine troveranno tutto, ma proprio tutto quello che c’è da sapere sulla loro festa preferita, e magari potranno prendere spunti dalle parti dedicate alle ricette tradizionali, alle diverse usanze, ai migliori film, libri e giochi a tema.


Invece le pagine dedicate ai consigli per affrontare il periodo natalizio mi hanno convinto meno: la lettura è risultata leggera nel migliore dei casi, ad esempio nelle pagine sul difficile rapporto tra i gatti e gli alberi di Natale, frivole e finanche tediose nei peggiori: la lunga guida per non cucinare a Natale, quella su come riciclare i regali o su come scrivere i biglietti di auguri, ad esempio, sono pervase da un umorismo un po’ macchiettistico, che esaspera i luoghi comuni e non brilla né per originalità né per ironia.