4 gennaio 2021

Recensione: Parigi. The passenger. Per esploratori del mondo. Ediz. illustrata

Titolo:
Parigi. The passenger. Per esploratori del mondo. Ediz. illustrata
Autore: AA.VV.
Editore: Iperborea
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,50 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

La casa editrice Iperborea non smette mai di stupire, ed è sempre pronta a pubblicare novità editoriali davvero interessanti. Questa volta, per la collana The Passenger, ci porta dritti dritti a Parigi, dimostrandoci- attraverso gli articoli all’interno del volume- come la capitale romantica per eccellenza sia molto di più che una città languida che fa da sfondo ai romanzi d’amore. Attraverso dieci sezioni, il lettore si ritroverà ad apprendere informazioni relative alla politica, alla società e al nazionalismo francese, approfondendo così tematiche non proprio semplici. Il primo articolo si intitola Gli effetti di Beaubourg di Thibaut De Ruyter in cui l’autore, un famoso architetto del posto, ci spiega come la capitale francese sia ricca di monumenti voluti o restaurati dai diversi presidenti, e di come il potere politico sia legato alla pietra e all’arte. E ancora ne L’avenue della rivolta, Ludivine Bantigny ci racconta della famosa rivolta dei gilet gialli che nel 2018 armati di ferrea volontà e di giubbotti gialli catarifrangenti hanno assediato gli Champs- Élysées per l’aumento del carburante; in Fuori dall’ombra: essere francese e cinesi di Tash Aw ci riporta notizie riguardo alla più grande comunità asiatica mai esistita in Europa e sempre oggetto di violenze, oggi riscattata dalla prole che rivendica gli stessi diritti dei cittadini francesi; Contro le stelle di Tommaso Melilli, in cui l’autore ci racconta la nuova idea di bistrot nata a Parigi in cui l’alta cucina viene portata nei piccoli locali di quartiere, spesso a conduzione familiare. 


E ancora La parigina di Alice Pfeiffer, in cui l’autrice scardina lo stereotipo della parigina perfetta fatta di ricchezza, eterosessuale e modello di alta moda. Senza troppi giri di parole, spiega al lettore come una figura così idealizzata sia solo un cliché di genere legato all’eleganza mal descritta della città; La paura di lasciarsi andare di Samar Yazbek in cui l’autrice ci racconta di sogni infranti e di come costretta dalla guerra siriana a trasferirsi a Parigi, abbia avuto grossi problemi ad adattarsi ad una società per niente utopica. In Uomini che odiano gli ebrei di James McAuley, si trattano argomenti di importanza religiosa legati all’uccisione di due donne ebree e della volontà di credere nell’esistenza di una probabile forma antisemitica sostenuta dalla fazione islamica, così da fomentare l’islamofobia; in Sapologia/e di Frédéric Ciriez e Jean- Louis Samba il lettore viene trasportato nella Repubblica del Congo dove è nato un movimento chiamato Sape, i cui membri si sfidano a colpi di completi eleganti. Ed infine abbiamo La sindrome di Parigi di Blandine Rinkel in cui l’autrice ci descrive l’ardore che tutti i turisti e i visitatori hanno verso la città e di come puntualmente spesso ne rimangano delusi; e Una stagione con il Red Start di Bernard Chambaz, che svela al lettore l’esistenza nel dipartimento Seine- Saint-Denis di un gruppo di ispirazione partigiana con idee antifasciste e antirazziste.


Il volume è formato da diversi stili che vanno dal diretto, all’elegante e sono accompagnati da un linguaggio facilmente comprensibile. A mio avviso, il volume è davvero ben fatto e completo e analizza la società parigina sia dal punto di vista dei cittadini, sia dal punto di vista dei visitatori e lo fa attraverso autori che tendono a mettere in risalto lati positivi e negativi di una metropoli europea. Ad accompagnare il testo poi, vi sono le fotografie di Cha Gonzalez, una fotoreporter e documentarista le cui opere sono state esposte in diverse mostre collettive e alla biennale Clermont-Ferrand. In conclusione è un volume davvero interessante che ripercorre diverse aspetti della società parigina. Consigliato!