8 giugno 2021

Recensione: L'assiro – Tiglath Assur Vol. 1, di Nicholas Guild

Titolo:
L'assiro – Tiglath Assur Vol. 1
Autore: Nicholas Guild
Editore: Rizzoli
Pagine: 656
Anno di pubblicazione: 2021
Prezzo copertina: 19,00 €

Recensione a cura di Daniela

Il medesimo giorno in cui il Re Sargon il Grande trovò la morte per mano dei kullumiti, a Nivive, la capitale di un vasto impero, nacque il nipote Tiglath Assur, figlio illegittimo del principe Sennacherib il Glorioso che succedette al trono del padre, diventando il Sovrano di Assur e dei Quattro Angoli della Terra. Il re ebbe numerosi eredi dalle sue varie mogli e concubine e alla sua morte, uno dei legittimi eredi al trono era il figlio Asarhaddon, che avrebbe potuto regnare dopo suo padre, solo se il dio Assur avesse espresso un parere favorevole. Asarhaddon era cresciuto insieme ai fratelli nella casa delle donne, ma con il fratellastro Tiglath Assur strinse un rapporto molto forte ed indissolubile, almeno era ciò che entrambi credevano fino al giorno in cui il re interrogò Shamash, l'occhio di Assur, sul destino del futuro erede al trono, senza mai celare la stima e l'affetto che da sempre nutriva per Tiglath Assur, il quale, agli occhi del re, ma anche del popolo, restava il favorito per succedergli al trono.

La vita militare dei due fratellastri fu costellata da numerosi successi, diventando entrambi soldati temibili, nonché grandi conquistatori e, al fianco del re Sennacherib, assediarono la città di Babilonia per poi distruggerla completamente. Tiglath, dal canto suo, non ambiva al trono, ma eccelleva in qualsiasi impresa e per tale ragione, era un principe particolarmente amato, in grado di conquistare facilmente la stima e la fiducia dei soldati, soprattutto per merito delle vittorie riportate durante le numerose battaglie a cui partecipò, dapprima come soldato semplice ed in seguito prendendone lui stesso il comando. Fiero e leale nei confronti del re e dell'amato fratellastro, non perse mai di vista i propri doveri, onorando sempre il volere del dio Assur, malgrado quest'ultimo lo mettesse continuamente di fronte a scelte dolorose, dovendo quindi rinunciare ai propri desideri, primo tra tutti, quello di poter amare e sposare la principessa Esharhamat, che seppur ricambiava il suo amore, il suo destino era quello di mettere al mondo il futuro erede al trono, in qualità di moglie del successore di Sennacherib. Forte e facilmente malleabile, Asarhaddon, non era interessato al potere, ma si lasciò abbindolare dalle infime strategie della madre Naq'ia che da sempre tesseva le tele per raggiungere l'obiettivo di vedere il figlio salire sul trono. Il forte affetto che legava i due fratelli venne messo costantemente alla prova, ma niente sembrava turbare i loro animi, almeno fino a quando non subentrarono gli inganni e le cospirazioni messi in atto da Naq'ia, forte nella consapevolezza che la fede nel Dio Assur, rappresentava per Tiglath, la linfa vitale della sua esistenza. Il punto debole di Tiglath era sicuramente l'amore che lo legava a Esharhamat, dal momento che, cedendo alle sue lusinghe, mise a repentaglio l'intero corso della sua gloriosa vita.


La trama del racconto è tessuta sull'intera esistenza del principe Tiglath Assur che, marchiato dal fato, affronta con coraggio e devozione tutte le dure prove a cui viene sottoposto e, nonostante il protagonista sia la voce narrante della storia, non ho potuto far a meno di temere per la sua vita in più di un'occasione. Intrighi, cospirazioni, vendette e sanguinose battaglie, la fanno da padrona in questo grandioso romanzo storico ambientato nel VII secolo a.C. che ricostruisce le gesta del re Assiro Sennacherib, compreso l'assedio e la battaglia per la conquista di Babilonia. Il linguaggio usato è scorrevole, nonostante sia straordinariamente ricco di descrizioni dei luoghi e dei personaggi. Tale è la maestria delle rappresentazioni che sembra siano dipinti tra le pagine della storia, resa ancora più appassionante dalle numerose parole in lingua accadica, con cui si può familiarizzare durante la lettura del romanzo. Personalmente, ho trovato questa lettura straordinariamente coinvolgente, in particolar modo, mi ha colpito la maniera in cui lo scrittore ha saputo tenere sempre viva la curiosità sugli sviluppi del racconto, animato per lo più da battaglie all'ultimo sangue, torture e morti atroci che si fondono perfettamente con i sentimenti e le emozioni dei protagonisti, dando vita ad una storia senza tempo, in grado di suscitare una visione nitida e fedelmente realistica dell'esistenza dell'impero assiro.