Recensione: Funeral Party, di Guido Sgardoli

Titolo:
Funeral Party
Autore: Guido Sgardoli
Editore: Piemme
Pagine: 316
Anno di pubblicazione: 2022
Prezzo copertina: 16,50 €

Recensione a cura di Luigi Pizzi

1° gennaio 2020. Sfortunato Forte, conosciuto da tutti come il Vecchio, si è spento a 100 anni. Considerato dai più come un anziano scontroso e intrattabile, Sfortunato ha fatto convocare alcune bizzarre persone per la lettura testamentaria. Dopo il funerale infatti, nella sua grande e isolata villa va in scena un vero e proprio Funeral Party: come nella tradizione americana, i presenti sono invitati a mangiare e bere qualcosa. In attesa dell'arrivo del notaio, l'occasione diventa propizia per conoscersi meglio e raccontare parti della vita di Sfortunato. Uno dei più interessati ai racconti degli ospiti sembra essere Ercole Manetti, un ex poliziotto in pensione che ha sempre pensato che il Vecchio fosse colpevole dell'omicidio della moglie, morta secondo le indagine in un triste incidente, e a tanti anni di distanza cerca le prove per confutare la sua tesi. Dai racconti dei presenti però, emergerà un ritratto ben distante da quello che il poliziotto si era immaginato. Allora chi era davvero Sfortunato Forte? Un eroe o un bandito? Un uomo generoso o un opportunista? Un vecchio brontolone o un indomito avventuriero?

Immagine dal film "Funeral Party"

Tra le tante singolarità di questo romanzo rientra certamente la sua pubblicazione nella collana "Il Battello a Vapore", quella che la casa editrice Piemme riserva alle pubblicazioni per bambini. Il libro infatti, non mi è sembrato particolarmente adatto ad un target di lettori giovanissimi. Fatta questa premessa, il titolo mi ha fatto subito pensare all'omonimo film del 2007 diretto da Frank Oz, una divertente black comedy. Il libro di Sgardoli tuttavia, pur essendo una commedia nera prende da subito una direzione diversa. L'idea al centro della storia è questa: "quante persone diverse possiamo essere o anche solo sembrare agli occhi di chi ci incontra nell'arco di un'intera vita?" Ancor di più se si tratta della vita di un centenario che ha attraversato tutti gli eventi salienti del 900', alcuni dei quali trovano spazio nella narrazione di Sgardoli. Le storie raccontate, tante quante i capitoli che scorrono a ritroso, contribuiscono alla definizione dell'identità di questo straordinario personaggio che conosciamo come mago, inventore, ciclista, cantante, cowboy, malavitoso, medium, eroe di guerra e tanto altro. In tal senso, il libro si legge come una grande avventura che attraversa tutto il secolo scorso, narrata da personaggi variegati nel quale è possibile scorgere vizi e virtù umane. 

Immagine dal film "Funeral Party"

La lettura del romanzo scorre via veloce, a volte ci si commuove, altre si rimane sorpresi e spesso si ride di gusto, non solo per la singolarità dei personaggi (bislacchi, caricaturali)  ma anche per un certo umorismo nero che caratterizza tutta la narrazione. Oltre alla riflessione sull'identità, vi è anche un dibattitto interessante intorno alla dicotomia fortuna/sfortuna in relazione al fato, per il quale vale la pena citare lo stesso Sgardoli: "Quell'uomo saggio mi insegnò molto e fu anche grazie a lui che capii come tutta la sfortuna che pensavo di avere addosso altro non era che la vita stessa, che non è fatta di fortune o sfortune o altro, ma di scelte e di fatti che ci capitano, e noi possiamo accettarli o non accettarli. Certe volte, di fronte a un bivio o a un ostacolo, a una difficoltà, ci tocca modificare i nostri programmi, siamo costretti a cambiare percorso. Non è sempre un male, anzi.". Infine, sullo sfondo anche il giallo sulla morte della moglie contribuisce a tenere alta la suspense fino all'epilogo.


Guido Sgardoli ha pubblicato numerosi romanzi per ragazzi, tra i quali Dragon Boy, Il fenomenale P.T. Heliodore e Le Belve con Manlio Castagna; tra i molti riconoscimenti ottenuti, il Premio Andersen nel 2009, nel 2015 e nel 2018. The Stone, vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019, rappresenta per lui una grande sfida: il confronto con il gigante della letteratura, nonché uno dei suoi miti personali, Stephen King.

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