16 febbraio 2012

Recensione: IL VANGELO DELL'ASSASSINA di Amanda Lind

Titolo: Il vangelo dell'assassina
Autore: Amanda Lind
Editore: Longanesi
ISBN: 978-8830432345
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 17,60 €

Manca ormai poco a Natale e fa freddo. La pioggia che cade sul giardino della sua villa di Stoccolma non fa che incupire i pensieri di Francy. Che noia, l’inverno. Peccato non poter cambiare a piacimento le stagioni, così come lei cambia di continuo le sue interminabili liste. Tutto programmato, secondo un ordine maniacale. Perché Francy non lo sopporta proprio, il disordine.
Dovrebbe essere un periodo felice, per lei, ma un pensiero ossessivo la angoscia, costringendola a tormentarsi le mani, appoggiate sul pancione di otto mesi. E non riguarda la scelta del nome da dare alla piccolina in arrivo, anche se la cosa pone non pochi problemi. Il fatto è che non è facile fare la mamma, la moglie e la manager. Specialmente se il tuo primo figlio è in crisi adolescenziale precoce e sembra preferire la compagnia della baby-sitter alla tua. Ancor meno se il tuo quasi perfetto marito sembra fare altrettanto... Ma quando Francy si vede recapitare la testa mozzata di un suo collaboratore, con tanto di biglietto d’auguri, capisce di non avere scelta. Deve scendere in guerra.
Sì, perché Francy è a capo del più vasto e potente impero criminale di Stoccolma. E così, mentre è occupata ad allattare la neonata Belle e a cercare di gestire il primogenito, deve dedicarsi anima e corpo a scoprire chi è la talpa che sta mandando all’aria la sua organizzazione e chi lo spietato assassino che vuole farle le scarpe. L’uomo che le vuole sottrarre il suo impero. Un uomo che sembra conoscere un segreto capace di far crollare inesorabilmente anche la sua vita privata...

RECENSIONE

Avete mai pensato, sognato o desiderato di vedere una donna al posto di Al Capone?
Allora dovete assolutamente leggere questo romanzo. Infatti è proprio quello che capita a Francy dopo aver ereditato dal padre Josef "l'azienda" di famiglia. 
Da quel momento la sua vità diventerà un vero casino; perennemente stressata (spesso colpita da attacchi di panico), in terapia da uno psicanalista, Francy è costretta, come tutte le donne, a districarsi tra un'attività lavoratica a tempo pienissimo e una famiglia che va a pezzi. Senza considerare una sorella invidiosa, un padre con troppe aspettative e una madre che non ha mai approvato il suo lavoro.
E a peggiorare la situazione un pericoloso criminale deciso a far crollare il suo impero, utilizzando qualsiasi mezzo (anche i bambini).

Dalle prime pagine emerge l'ambiguità della figura di Francy, da una parte la sua crudeltà (fondamentale per gestire l'azienda), dall'altra la sua fragilità psichica ed emotiva. Una figura capace di suscitare nel lettore emozioni contrastanti di amore-odio. 
E proprio la presenza di una donna, nel ruolo di boss, rende questo romanzo spiazzante, originale, fuori dagli schemi e dai cliché che vogliono solo gli uomini a ricoprire certi ruoli. 
Naturalmente all'inizio per il lettore non sarà facile metabolizzare questa novità, e la partenza lenta certo non aiuta, ma successivamente ci si immerge in una lettura veloce, scorrevole, ricca di colpi di scena e di un'ironia di fondo, soprattutto durante le sedute dallo psicanalista, funzionale a mitigare una realtà violenta e sanguinosa. Infatti stiamo pur sempre parlando di prostituzione, droga, gioco d'azzardo e tutti i traffici illeciti che potete immaginare, con tanto di pestaggi, assassini, teste mozzate, ecc...

L'aspetto più bello della scrittura di Amanda Lind, pseudonimo di Johanna Nilsson, è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi, che permette ai lettori di immergersi nelle loro vite, senza per questo correre il rischio di perdersi o uscire fuori strada. Ogni personaggio vive di luce propria e costituisce una tassello fondamentale nella complessa e contraddittoria vita di Francy.
Una narrazione che presenta un giusto mix tra dialoghi frizzanti e una buona introspezione psicologica. Una scrittura lineare, semplice, immediata, adatta a tutti i lettori.

A livello tematico, a parte una riflessione tragicomica sul mondo del crimine, quello che colpisce, e che poi rappresenta l'essenza stessa del romanzo, è l'ambiguità che si viene a creare tra il bene e il male, tra quello che è giusto e quello che è sbagliato. Un dilemma che, come vuole comunicarci l'autrice, riguarda la vita di Francy come quella di tutti noi, sempre alla ricerca di un perenne equilibrio, di una felicità illusoria.
Un romanzo, in tal senso, più profondo di quello che appare, anche grazie ad un finale illuminante che ha il grande merito di sfuggire la banalità.

Una lettura piacevole, molto al femminile, da consigliare a chi ama il genere e vuole immergersi in una storia avvincente ed originale.

 
 
Amanda Lind, pseudonimo di Johanna Nilsson, nonostante la giovane età è una scrittrice nota nel suo paese, la Svezia, dove ha vinto numerosi e prestigiosi premi. Il vangelo dell’assassina ha segnato un punto di svolta nella sua già apprezzata produzione, una vera e propria bomba letteraria accolta con entusiasmo dal pubblico e dalla critica. 
 
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