3 maggio 2012

Recensione: SOPRAVVIVERE COI LUPI di Misha Defonseca

Titolo: Sopravvivere coi lupi
Autore: Misha Defonseca
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 260
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo copertina: 16,80 €

Dieci anni fa Misha ha conquistato la fama con un libro autobiografico in cui raccontava di come dal 1941 al 1945 aveva attraversato l'Europa a piedi, dal Belgio all'Ucraina, da sola, alla ricerca dei suoi genitori deportati nei lager nazisti. In questo viaggio aveva affrontato mille difficoltà, pericoli umani e naturali, aveva più volte camminato al fianco della morte, e a un certo punto era anche stata adottata da una famiglia di lupi, gli unici esseri viventi che si erano occupati di lei, l'avevano scaldata, nutrita, protetta. Il libro è diventato immediatamente n bestseller internazionale, tradotto in diciotto paesi: milioni di lettori si sono commossi leggendo la storia sconvolgente di questa bamabina alla disperata ricerca della sua mamma. Oggi che il successo è stato coronato anche da un film, l'autrice ammette di aver inventato questa favola drammatica per salvarsi da una realtà dolorosa, quella della guerra, e dalle accuse fatte a suo padre - nella Resistenza belga - di aver parlato sotto tortra. Con il tempo questa favola si è impadronita di lei, fino a confondersi con i suoi ricordi, con la verità storica: raccontare storie cura le ferite dell'anima, tiene lontani gl'incubi, aiuta a soravvivere. 

RECENSIONE (a cura di Sonia)

La trama del libro verte sulla figura di Misha, una bambina ebrea di 8 anni che, nel periodo nazista, s'imbatte negli orrori dell'olocausto. I suoi genitori sono stati portati via e la bambina viene affidata ad una famiglia belga dalla quale non riceve un'accoglienza positiva e l'unico suo momento di gioia traspare solo quando può recarsi in campagna da una parente della famiglia stessa. Ma a distanza di poco tempo le viene tolta la possibilità di trascorrere quelle ore di completa serenità e, per questo motivo, Misha decide di fuggire per fare un lungo, pericoloso ed avventuroso viaggio alla ricerca della sua famiglia. Sarà questo viaggio che ad un certo punto la condurrà da un branco di lupi che la adotterà aiutandola a sopravvivere. Un viaggio toccante che, al tempo stesso, è attraversato dal racconto dell'orrore nazista e dell'olocausto.

Il personaggio principale è Misha: una bambina cui è stata prepotentemente rubata la fanciullezza e che è dovuta entrare in stretto contatto con realtà crude e sofferenze. Una bambina che prende decisioni significative. Una bambina che vive una storia pregna di coraggio. Una bambina che lotta per la sopravvivenza. Una bambina che si è posta un obiettivo e che con grande forza e sacrificio supera i più difficili ostacoli per raggiungere il termine del suo percorso.

Lo stile narrativo è scorrevole, le descrizioni offrono al lettore la possibilità di costruire nitide immagini mentali di luoghi e situazioni. Le descrizioni più crude sull'olocausto vengono mitigate evitando di porgere esplicitamente una realtà troppo dolorosa. La scrittura è fluida e coinvolgente e spinge a leggere il libro "tutto d'un fiato".

A ciò posso aggiungere alcune considerazioni del tutto personali e soggettive come la presenza, a mio avviso, di alcuni segmenti narrativi eccessivamente surreali ed esagerati che stentano a far credere che sia una storia realmente accaduta. A parte questo limite avrei preferito un finale più felice in cui si potesse ristabilire l'ordine familiare ed affettivo.

Consiglio il libro a chi vuole leggere una storia (reale o fantastica essa sia) emozionante, sconvolgente, avvincente. Una storia in cui, sin dal titolo, si può capire che è più facile sopravvivere con dei lupi piuttosto che con alcuni uomini che, paradossalmente, si rivelano le vere bestie nel senso più dispregiativo del termine.

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Dal libro il film diretto da Vera Belmont

 
 
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