7 gennaio 2013

Recensione: NIENTE E' CRUCIALE di Pablo Gutiérrez

Titolo: Niente è cruciale
Autore: Pablo Gutiérrez
Editore: Gran Via
Pagine: 342
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 11,00 €
 
Recensione a cura di  Beatrice Pagan


Pablo Gutiérrez è un narratore coraggioso. Non c'è forse un termine più adatto per descrivere lo stile e il talento che lo scrittore spagnolo dimostra con Niente è cruciale: una storia dura e diretta che spiazza il lettore.

Della trama si conosce fin dall'inizio la sua fine: una giovane coppia insieme a una fermata dell'autobus, lei incinta, lui innamorato. Quello che resta da scoprire, pagina dopo pagina, è come le due solitudini dei protagonisti, Magui e Lecu, si siano incontrate per intrecciarsi in modo indissolubile.

Il loro passato è, infatti, un insieme di piccole e grandi tragedie. L'infanzia di Lecu è segnata ancor prima della sua nascita dalla tossicodipendenza dei genitori che l'hanno trascurato, fino a farlo diventare un bambino senza educazione e selvaggio che attira l'attenzione di un gruppo di neocristiani decisi a rieducarlo, separandolo temporaneamente dalla sua famiglia.
Magui, invece, ha assistito allo scandalo del padre scappato insieme a un ragazzino e alla depressione della madre, trovando rifugio nel suo amore fisico per un compagno di scuola e, successivamente, nella speranza di potersi allontanare un giorno dalla fattoria in cui è andata a vivere insieme al nuovo compagno della mamma.
Entrambi vivono un'educazione sentimentale atipica: cresciuti troppi in fretta in un mondo pieno di contraddizioni e problemi che ricadono, trasmettendosi di generazione in generazione, sulle spalle dei figli innocenti il cui unico obiettivo diventa sopravvivere.

Niente è cruciale è ambientato nella Spagna degli anni Ottanta e questa scelta temporale è essenziale per la buona riuscita del romanzo che, del periodo storico, assorbe la spinta evolutiva e tutte le sue contraddizioni, tra romanzi di fantascienza, tv sempre accese, fumetti di X-Men e tanta buona musica, colonna sonora muta del romanzo; elementi assimilati progressivamente dai protagonisti fino a identificarsi con personaggi immaginari da cui ispirarsi per trovare forza e coraggio nella dimensione reale.

Pablo Gutiérrez non rende semplice il compito del lettore, ma superate le prime quindici pagine la struttura sintattica originale e il linguaggio tagliente mettono le ali alla storia di Magui e Lecu, conducendo per mano il proprio interlocutore, catturato dalla ricchezza della storia, fino all'epilogo.
Lo scrittore riesce a commuovere e far riflettere, indignare e sorridere, con un grande livello di realismo. Impossibile rimanere indifferenti alle situazioni e alle parole del narratore che non nasconde nulla, nemmeno i momenti più violenti e brutali.

In tanta disperazione sono i passaggi più poetici a risplendere con maggior splendore, fino a quel SOS improvvisato, basandosi sui ricordi del Manuale delle Giovani Marmotte come un eco di un'innocenza non assaporata, che risuona nel vuoto esistenziale dei due giovani come una disperata richiesta di aiuto e di accusa nei confronti della società che li ha resi per sempre diversi dal resto del mondo.

Niente è cruciale non è una lettura semplice e nemmeno leggera. Pablo Gutiérrez è però riuscito a dare vita a dei personaggi estremamente realistici. Magui e Lecu potrebbero essere una coppia come tante, ferme a una fermata dei mezzi pubblici, in Spagna o altrove, e in questa sua umanità profonda il romanzo trova tutta la sua forza.

L'AUTORE  
PABLO GUTIÉRREZ è nato a Huelva nel 1978. Nel 2008 pubblica Rosas, restos de alas con il quale ottine il Premio Tormenta come miglior autore in castigliano. Due anni dopo con Niente è cruciale gli viene riconosciuto il Premio Ojo Crítico de RNE e Granta lo include tra i migliori giovani narratori ispanici di oggi.  

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